Disegna l'opera interattiva di TeamLab 'Flowers Bombing Home' e poi guardala in tv

Il collettivo multidisciplinare nipponico TeamLab, da noi conosciuto soprattutto per aver animato il Padiglione Giappone durante Expo Milano 2015, qualche mese fa ha creato una nuova opera d’arte interattiva. In versione COVID. “Flowers Bombing Home”, permette di guardare da casa, insieme ad altre persone di tutto il mondo, il video. E disegnare i fiori che compariranno in tv.

L’opera intrattiva, infatti, si può guardare sul pc, sul tablet ma anche sullo schermo del televisore e ad animarla sono gli utenti che colorano e modificano una rosa di fiori messi a disposzione da TeamLab.. Basta collegarsi alla piattaforma del progetto, scaricare gli esempi e poi disegnarli su carta o colorarli direttamente dallo smartphone.

Le creazoni degli utenti costituiscono l’opera, che si ripete sempre uguale e sempre diversa sullo schermo.

Ideata durante il lockdown, “Flowers Bombing Home”, intende sottolineare come, nonostante l’isolamento imposto dalla pandemia, le persone continuino a rimanere legate l'una all’altra e alla natura con i suoi silenziosi e immutabili cicli.

L’opera interattiva di TeamLab, “Flowers Bombing Home”, continuerà fino alla fine della pandemia. Poi, dicono i membri di Teamlab:

"Forse i petali fioriranno e si disperderanno tutti insieme in vari posti in tutto il mondo. O, in futuro, i fiori continueranno a sbocciare per sempre come un'opera d'arte capace di ricordare questa era alle persone."

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Helidon Xhixha celebra l'acqua e la luce di Venezia, mentre una scultura di 700 chili fluttua sulla laguna

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Di origine albanese Helidon Xhixha si è specializzato in sculture in acciaio inossidabile, specchiate, molto pesanti, ma lavorate in modo da apparire lievi. Come onde o neve. E capaci di fondersi con l’ambiente circostante.

A Venezia, dove l’acqua della laguna e il cielo, a tratti, prevalgono sull’architettura, giocando con la luce in modo particolare, le solide opere di Xhixha si fanno ancora più cangianti e dinamiche. Così il progetto “Luce, la Rinascita di Venezia” curato da Michele Bonuomo e Klodian Dedja per Imago Art Gallery di Lugano e dedicato a Helidon Xhixha, è stato realizzato proprio nella Serenissima. Dove l’artista aveva già collocato una sua opera in occasione della 56a Biennale di Venezia (e non solo). Si chiamava “Iceberg” e ha fluttuato sulla laguna per tutta l’estate del 2015.

Un lavoro che pesa 700 chili e che, insieme ad altre sei sculture (“Cattedrale d’acciaio”, “Roccia Marina”, “Riflesso Lunare”, “Getto di Luce”, “Ordine e Caos”, “Satellite”), è stata installata alle Tese dell’Arsenale. E’ l’unica che si fa trasportare dolcemente dall’acqua (richiamando alla mente i cambiamenti climatici) ma come le altre riflette, moltiplica e distorce ciò che le stà intorno. Diventando un momumento al pesaggio ma oprattutto alla luce. Mobile eppure fermo, camalontico eppure immutabile.

Ho sempre cercato di plasmare le mie opere attraverso la luce – ha commentato l’artista – Ho scelto Venezia perché le mie creazioni riescono a riflettere la grande bellezza di questa città. Sono realizzate in acciaio, e nei tempi bui in cui abbiamo bisogno della luce in questo periodo di incertezza, l’arte ha sempre avuto un ruolo importante. Io vorrei raccontare, attraverso la luce riflessa nelle mie opere, la rinascita di Venezia”.

Con il patrocinio del Comune di Venezia, la collaborazione di Vela Spa e con il coordinamento organizzativo di Sinergia Srl, “Luce, la Rinascita di Venezia” si potrà visitare gratuitamente fino al 13 dicembre 2020. Helidon Xhixha, oltre al sito internet ha un account instagram che su cui pubblica le foto del suo lavoro in tempo reale.

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

Helidon Xhixha Credits: Cinzia Lorenzon/Sinergia

La Hula-Hop Girl di Nottingham è ufficialmente l'ultimo murale di Banksy. Ed è gia stato vandalizzato due volte

Images by BBC. Via Designboom

Images by BBC. Via Designboom

Giovedì della settimana scorsa (15 ottobre 2020) in Ilkeston Road, a Nottingham, ha fatto la sua comparsa un murale sospetto. Rappresenta una ragazzina impegnata a ballare, usando una ruota di bicicletta come fosse un hula-hop..

Subito chiamato “Hula-Hop Girl”, il murale, sembrava essere di Banksy. Ma gli esperti si sono detti scettici. L’opera non faceva esplicitamente riferimento a un tema d’attualità e poi la rappresentazione pareva abbozzata (le braccia e le gambe della ragazza, in particolare, era meno curate che in precedenza)

La querelle, tuttavia. è durata poco. Già sabato (17 ottobre), Banksy ha autenticato l’opera, pubblicandola sul suo account Instagram.

Il Comune di Nottingham, nel dubbio, già prima della conferma del famoso street artist, aveva coperto “Hula-Hop Girl” con un schermo in plexiglass. E proprio questo previdente accorgimento gli ha permesso di salvarsi. Infatti, quando Banksy ha fatto ufficialmente entrare la ragazza di Nottingham nell’elenco dei suoi lavori, il murale era già stato vandalizzato due volte.

Il motivo per cui il writer abbia scelto proprio Nottingham come sfondo del suo ultimo murale, è poco chiaro. Forse voleva fare riferimento a una nota fabbrica di biciclette di quella zona, ma di certo non aveva dimenticato che Nottingham è una delle città del Regnno Unito più colpite dal coronavirus.

L'esperto di Banksy, il prof. Paul Gough, della Arts University di Bournemouth (tra quelli che prima non credevano nell'originalità dell'opera), ha detto a BBC: "Forse il messaggio è questo: siamo in tempi difficili, cerchiamo di sfruttarli al meglio e di tirare fuori un po' di divertimento anche da qualcosa di rotto".

Banksy ha dedicato diverse opere all’emergenza sanitaria (per esempio questa), concentrando e dedicando il lavoro soprattutto al suo paese (il Regno Unito). Per vedere altre immagini di “Hula-Hop Girl”, e non solo, sbircia l’account instagram dell’artista.

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