“Autoritratto attraverso mio padre”: Gratis su Vimeo solo fino a domani il film-racconto di Michelangelo Pistoletto

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Gratis su Vimeo solo per 24 ore, il film-racconto “Autoritratto attraverso mio padre” in cui il famoso artista Michelangelo Pistoletto parla di se e del padre Ettore Pistoletto.

Da guardare qui (da oggi, 10 aprile 2020, alle 11) il film segue il dialogo di Pistoletto con il critico d’arte Alberto Fiz e l’imprenditrice Anna Zegna. Un format vecchio stile che il maestro dell’arte povera reinventa con l’intimità del racconto e l’equilibrio della riflessione..

"Michelangelo Pistoletto, uno dei più noti artisti internazionali-siega il testo che presenta l'evento- non solo racconta il proprio legame creativo con il padre Ettore Pistoletto Olivero, anch’egli artista, ma offre la sua preziosa testimonianza su tematiche di grande importanza, quali il passaggio generazionale e la complicità – talvolta conflittuale – tra padre e figlio."

Ettore Oliviero Pistoletto, infatti, fu una figura fondamentale per la formazione professionale di Michelangelo. Artista e restauratore insegnò al figlio le basi della pittura. Avrebbe desiderato che il giovane dipingesse ma, come spesso accade, quest’ultimo non ne volle sapere. Tuttavia il rapporto tra i due continuò vibrante, e anni dopo il padre, pur senza abbandonare gli amati pennelli, inserì nei suoi quadri le immagini specchiate che erano diventate una cifra distintiva del lavoro del figlio.

"Partendo dal dialogo tra Michelangelo Pistoletto e suo padre- afferma Alberto Fiz.- è possibile interrogarsi sui concetti di tempo storico e tempo soggettivo, ma anche sulla necessità di accettare le differenze da cui può scaturire, persino, un'intima complicità".

"Autoritratto attraverso mio padre" è stato realizzato nel 2019 con la regia di Chiara Battistini in occasione della mostra che si è tenuta a Biella “Padre e Figlio. Ettore Pistoletto Olivero-Michelangelo Pistoletto”. Il film fonde tre video proiettati in occasione dell'esposizione e raccoglie anche i ricordi della nipote di Ermenegildo Zegna, Anna. Ermenegildo ed Ettore, infatti, erano buoni amici.

Il film-racconto “Autoritratto attraverso mio padre” di Michelangelo Pistletto sarà anche un’occasione per vedere immagini della mostra e delle sue splendide locations. In visione gratuita su Vimeo fino a domani alle 11.

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Michelangelo Pistoletto, Metamorfosi 1976 – 2014, stracci bianchi e colorati, specchio, Dimensioni variabili, Installazione: Aveline, Parigi, foto: J.M. Rossi

Michelangelo Pistoletto, Metamorfosi 1976 – 2014, stracci bianchi e colorati, specchio, Dimensioni variabili, Installazione: Aveline, Parigi, foto: J.M. Rossi

Michelangelo Pistoletto, Autoritratto con quaderno Terzo Paradiso, 2017, serigrafia su acciaio inox supermirror, 250 x 125 cm, foto: A. Lacirasella

Michelangelo Pistoletto, Autoritratto con quaderno Terzo Paradiso, 2017, serigrafia su acciaio inox supermirror, 250 x 125 cm, foto: A. Lacirasella

Ettore Pistoletto Olivero, Le tre figlie di Zegna (Le tre sorelle Zegna), 1929, olio su tela, 185,5 x 142,5 cm, courtesy of Mart

Ettore Pistoletto Olivero, Le tre figlie di Zegna (Le tre sorelle Zegna), 1929, olio su tela, 185,5 x 142,5 cm, courtesy of Mart

Ettore Pistoletto Olivero, Autoritratto, 1958, olio su tela, 80 x 70 cm, foto: D. Andreotti

Ettore Pistoletto Olivero, Autoritratto, 1958, olio su tela, 80 x 70 cm, foto: D. Andreotti

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Michelangelo Pistoletto, Abbraccio all’infinito, 2019, acciaio Metro cubo d’infinito (1966-2007, ardesia, specchio e corda) Ph. Damiano Andreotti

Michelangelo Pistoletto, Abbraccio all’infinito, 2019, acciaio Metro cubo d’infinito (1966-2007, ardesia, specchio e corda) Ph. Damiano Andreotti

Ettore Pistoletto Olivero, Pian Gelassa, Susa, Febbraio, 1970, olio su tela, 75,5 x 100,5 cm, foto: D. Andreotti

Ettore Pistoletto Olivero, Pian Gelassa, Susa, Febbraio, 1970, olio su tela, 75,5 x 100,5 cm, foto: D. Andreotti

Michelangelo Pistoletto, Autoritratto, 2008, serigrafia su acciaio inox lucidato a specchio, 70 x 100 cm, foto: A. Lacirasella

Michelangelo Pistoletto, Autoritratto, 2008, serigrafia su acciaio inox lucidato a specchio, 70 x 100 cm, foto: A. Lacirasella

Ettore Pistoletto Olivero, Autoritratto, 1973, olio su tela, 69 x 79 cm, foto: D. Andreotti

Ettore Pistoletto Olivero, Autoritratto, 1973, olio su tela, 69 x 79 cm, foto: D. Andreotti

Michelangelo Pistoletto, Mobili capovolti, 1976, tavolo, sedie e specchio, varie dimensioni, foto: A. Osio

Michelangelo Pistoletto, Mobili capovolti, 1976, tavolo, sedie e specchio, varie dimensioni, foto: A. Osio

Michelangelo Pistoletto, Il disegno nello specchio, 1979, cornici e specchio, 250 x 500 cm, foto: Archivio Pistoletto

Michelangelo Pistoletto, Il disegno nello specchio, 1979, cornici e specchio, 250 x 500 cm, foto: Archivio Pistoletto

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Le fugaci forme dipinte da Y. Z. Kami nei suoi Night Paintings con una sola sfumatura di indaco

Veduta d'installazione della mostra "Night Paintings" di Y. Z. Kami presso Gagosian Roma.The photographer is: Matteo D'Eletto, M3Studio. Courtesy Gagosian and the artist

Veduta d'installazione della mostra "Night Paintings" di Y. Z. Kami presso Gagosian Roma.The photographer is: Matteo D'Eletto, M3Studio. Courtesy Gagosian and the artist

Inafferrabili come volute d fumo, come apparizioni che si immergono in una notte liquida.La serie Night Paintings dell’artista iraniano-americano Y. Z. Kami è composta da una serie di grandi tele quasi completamente dipinte con una sola sfumatura di indaco.

"I misteriosi Night Paintings (2017–) di Kami-spiega sul suo sito la galleria Gagosian- sono in gran parte composti da un’unica sfumatura di indaco, conosciuto come il colore della notte, mescolato a varie gradazioni di bianco. "

Grandi dipinti che da lontano attirano l’attenzione, ma che più ci si avvvicina più diventano inafferrabili. Sembrano fotografie sfocate. Tanto da rendere il soggetto difficile da cogliere, in bilico tra l’astrazione pura e la rappresentazione dell’interno di una nuvola appena è calata la notte. Tanto da far dubitare l’osservatore dei propri sensi. Spingendolo a procedere a tentoni tra volute di fumo prive di nitore, o a darsi per vinto, lasciandosi trasportare in un mondo moncromatico che sembra fatto per la meditazione.

"Con i loro bordi morbidi e gli scintillanti motivi biomorfi, i dipinti di Kami limitano i confini tra il terreno e il sublime. Sottilmente informata dal suo patrimonio culturale ma decisamente cosmopolita e secolare, l'opera di Kami comunica una riflessività filosofica e spirituale".

Ma questo solo se visti da vicino. Da lontano invece questi dipinti sono mondi in divenire, inquieti, solcati da una vaga amarezza e a tratti illuinati da una scintilla di splendore.

Kami è nato in Iran nel 1956, ha studiato in California e a Parigi ma da anni vive a New York. Con la pittura ad olio riece ad ottenere una superficie asciutta e opaca, simile a quella degli affreschi e dei dipinti murali sacri dell'arte bizantina e del primo Rinascimento. Per sviluppare questa tecnica ha trascorso anni a sperimentare oli, pigmenti secchi e polveri.

Y. Z. Kami l'estate scorsa ha partecipato alla mostra The Spark Is You (organizzata dalla fondazione Parasol unit per l'arte contemporanea di Londra), in concomitanza con la Biennale di Venezia. E appena prima del lockdown imposto per contrastare l’emergenza coronavirus è stato protagonista di Y. Z. Kami: Night Paintings alla galleria Gagosian di Roma. Era la sua prima mostra in Italia.

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Veduta d'installazione della mostra "Night Paintings" di Y. Z. Kami presso Gagosian Roma.The photographer is: Matteo D'Eletto, M3Studio. Courtesy Gagosian and the artist

Veduta d'installazione della mostra "Night Paintings" di Y. Z. Kami presso Gagosian Roma.The photographer is: Matteo D'Eletto, M3Studio. Courtesy Gagosian and the artist

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Veduta d'installazione della mostra "Night Paintings" di Y. Z. Kami presso Gagosian Roma.The photographer is: Matteo D'Eletto, M3Studio. Courtesy Gagosian and the artist

Veduta d'installazione della mostra "Night Paintings" di Y. Z. Kami presso Gagosian Roma.The photographer is: Matteo D'Eletto, M3Studio. Courtesy Gagosian and the artist

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Veduta d'installazione della mostra "Night Paintings" di Y. Z. Kami presso Gagosian Roma.The photographer is: Matteo D'Eletto, M3Studio. Courtesy Gagosian and the artist

Veduta d'installazione della mostra "Night Paintings" di Y. Z. Kami presso Gagosian Roma.The photographer is: Matteo D'Eletto, M3Studio. Courtesy Gagosian and the artist

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Veduta d'installazione della mostra "Night Paintings" di Y. Z. Kami presso Gagosian Roma.The photographer is: Matteo D'Eletto, M3Studio. Courtesy Gagosian and the artist

Veduta d'installazione della mostra "Night Paintings" di Y. Z. Kami presso Gagosian Roma.The photographer is: Matteo D'Eletto, M3Studio. Courtesy Gagosian and the artist

In migliaia accettano la sfida del museo Getty e ricreano capolavori del passato con ciò che hanno in casa

immagini di @gettymuseum

immagini di @gettymuseum

Migliaia di persone in tutto il mondo hanno accettato la sfida lanciata dal museo Getty di ricreare opere d’arte classiche con ciò che si sono trovate tra le mani durante la quarantena. Vestiti vecchi, pigiami, scriugamani oppure cibo. E ne sono venuti fuori dei piccoli capolavori di creatività e autoironia che il museo ha pubblicato sulle proprie pagine social.

L’idea del Getty in realtà non è originale ma riproduce un’iniziativa del Rijksmuseum di Amsterdam. Che a sua volta si è ispirato al geniale account instagram Between Art and Quarantine. Entrambe esperienze coronate da successo. Insomma, il Getty quando ha lanciato la sua sfida aveva ragione di pensare che il pubblico non sarebbe rimasto freddo ma le risposte sono state talmente tante da stupire gli stessi organizzatori.

C’è’ chi si è buttato sulla china che conduce all’astrazione usando vestiti, biancheria da letto e tappeti per ricostruire Il Bacio di Gustav Klimt. Chi ha dato vita all’ Urlo di Edvard Munch su una fetta di pane tostato. E ancora chi ha arrualato il proprio cagnolino per interpretare la parte della Ragazza con l’orecchino di perla di Jan Vermeer. Ma la lista è lunga e i periodi storici variano da remote epoche del passato fino alla contemporaneità (su Between Art and Quarantine ci sono anche imitiazioni di opere di Jeff Koons e Marina Abramović). Tuttavia la maggior parte delle preferenze si sono concentrate sull’arco di tempo che dal Rinascimento porta fino all’Impressionismo e poco oltre.

Il Getty pubblica su Twitter e su Instagram le foto di questi nuovi capolavori in bilico tra la quotidinaità ferita della quarantena e l’arte di arrangiarsi. Ma non va dimenticato di sbirciare su Facebook cosa hanno fatto i fan del Rijksmuseum e naruralmente quelli di Tra Arte and Quarantena. Da spulciare anche l’hashtag #betweenartandquarantine. (via The Iris)

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