Le sculture di Sebastian Errazuriz compongono il pantheon dei nuovi Dei. Da Jobs a Zuckerberg, da Putin a Trump

The Police State (Vladimir Putin, Xi Jinping, Donald Trump; Lo Stato di Polizia)

The Police State (Vladimir Putin, Xi Jinping, Donald Trump; Lo Stato di Polizia)

Nella sua ultima serie di opere l’artista, designer e attivista Sebastian Errazuriz rispolvera la scultura neoclassica e il simbolismo, usando i titoli come fossero didascalie, per raccontare una storia di oggi. Un pantheon di nuovi Dei della tecnologia, la cui religione porterà a una disoccupazione diffusa in tempi brevi. Secondo Errazuriz dieci anni appena.

Per realizzare i ritratti di tutti i personaggi coinvolti (da Steve Jobs fino a Mark Zuckemberger, senza dimenticare il triumvirato Putin-Trump-Xi Jinping) l’artista ha usato la stampa 3d. Lucidando e rifinendo, poi, le sculture a mano.

Di origine cilena ma da tempo residente a New York, Sebastian Errazuriz (ne ho già parlato in questo post), opera sulla sottile linea di demarcazione che separa arte e design. A volte si sposta di più in una direzione altre nell’altra, senza, tuttavia, perdere la sua identità. Uno stile frizzante, animato da un occhio attento ai grandi temi della contemporaneità e sfiorato dall’ironia, ne fanno un outsider interessante e poliedrico.

Per ideare la sua ultima serie di sculture, Errazuriz ,ha passato gli ultimi cinque anni cercando di capire l’impatto della tecnologia sull'economia sociale, la geopolitica, la nano robotica e la biotecnologia. Le previsioni che ne sono scaturite sono poco confortanti: il 50% dei posti di lavoro attualmente esistenti dovrebbe andare in fumo nel giro del prossimo decennio, generando un ondata di conflitto globale.

Il complesso delle sculture create da Sebastian Errazuriz è confluita in una mostra, pensata come un avvertimento, che non a caso si intitolava The Beginning of the End (Il Principio della Fine; all’ Elizabeth Collective di New York dall’1 al 2 maggio). E raccontava di un gruppo di grandi potenze, avide di controllo sui cittadini, che per questa loro debolezza permettono a un ristretto gruppo di persone di plasmare un distopico futuro per l’intera comunità. (via Designboom)

The Prophet (Steve Jobs; Il Profeta)

The Prophet (Steve Jobs; Il Profeta)

Exile and Escape (Elon Musk; Esilio e Fuga)

Exile and Escape (Elon Musk; Esilio e Fuga)

The New Opium (Mark Zuckerberg; Il Nuovo Oppio)

The New Opium (Mark Zuckerberg; Il Nuovo Oppio)

The Collapse of the Resistance (Edward Snowden; Il Collasso della Resistenza)

The Collapse of the Resistance (Edward Snowden; Il Collasso della Resistenza)

The Collapse of the Resistance (particolare)

The Collapse of the Resistance (particolare)

The Corporate Nation (Jeff Bezos; La Nazione Aziendale)

The Corporate Nation (Jeff Bezos; La Nazione Aziendale)

The Corporate Nation (particolare)

The Corporate Nation (particolare)

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Biennale di Venezia 2019| Lirica in costume da bagno al Padiglione Lituania che porta una spiaggia in un antico palazzo in difesa dell'ambiente

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Premiato con il leone d’oro per le partecipazioni nazionali alla 58esima edizione della Biennale di Venezia, il Padiglione Lituania con Sun and Sea (Marina) ha portato una spiaggia con tanto di sabbia fine, teli da mare e barattoli di crema solare negli interni dell’antico edificio della Marina Militare (vicino all’Arsenale). Ma l’installazione ideata dalle artiste Rugilė Barzdžiukaitė, Vaiva Grainytė e Lina Lapelytė non si limita a questo perchè i bagnanti sono cantanti d’opera.

Visibile dall’alto, il lavoro permette al pubblico di osservare una spiaggia durante il periodo più caldo e affollato dell’anno. Stesi al sole ci sono personaggi diversi per età e condizioni di vita, che poco a poco cominciano raccontare qualcosa di se, cantando. Spesso si tratta di piccole preoccupazioni (la paura di scottarsi, l’organizzazione di una vacanza). Fin quando il racconto non diventa corale e le storie si fondono nella paura per il futuro del pianeta.

"L'ambientazione - una spiaggia affollata in estate - spiega il sito del Padiglione Lituania- dipinge un'immagine di pigrizia e leggerezza. In questo contesto, il messaggio segue l'esempio: argomenti seri si svolgono facilmente, dolcemente, come una canzone pop proprio l'ultimo giorno sulla Terra(...) Sun & Sea (Marina) si occupa del modo in cui noi, la specie umana, costantemente non riconosciamo quelle minacce e urgenze su scala planetaria di cui noi stessi siamo la causa cumulativa.”

Gli spazi della Marina Militare sono usati per la prima volta come area espositiva della Biennale Arte 2019 dal Padiglione Lituania. L'opera-performace Sun and Sea (Marina) delle artiste Rugilė Barzdžiukaitė, Vaiva Grainytė e Lina Lapelytė è presentata da Nida Art Colony of Vilnius Academy of Arts ed è curata da Lucia Pietroiusti (Curator of General Ecology alle Serpentine Galleries di Londra). L’installazione è aperta dal martedì alla domenica fino al 31 ottobre, ma gli spettacoli si tengono solo il sabato.

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

Pavilion of LITHUANIA, Sun & Sea (Marina). Photo by: Andrea Avezzù. Courtesy: La Biennale di Venezia

E dall'acqua della laguna spuntò "Naufrago bambino". Banksy dipinge un nuovo murale durante l'inaugurazione della Biennale di Venezia

image via @banksy

image via @banksy

Non è ancora chiaro quando sia stata scoperta, ma a giudicare dall’aspetto e dal tema trattato, l’opera sembra proprio di Banksy. Dipinta da una barca nel canale di Ca’ Foscari, vicino all’omonima università e al Campo Santa Margherita, nei giorni dell’inaugurazione della Biennale di Venezia (si ipotizza nella notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana) è stata battezzata dalla stampa “Naufrago bambino”. E segue quella di Port Talbot del Natale scorso.

L’artista britannico tuttavia, non ha ancora rivendicato la paternità del murale ne attraverso il suo account instagram (com’è solito fare) ne servendosi della società di autenticazione ufficiale Pest Control.

Il soggetto è un bambino con i capelli al vento che regge una torcia da cui si diffonde un intenso fumo rosa. Nient’altro.

Il piccolo protagonista fa pensare al tema delle migrazioni, spesso affrontato da Banksy, ma potrebbe anche chiedere l’attenzione dei passanti per qualche altro motivo. Si potrebbe, per esempio, pensare ad un monito lanciato del famoso street-artist al mondo dell’arte, chiuso in una sorta di realtà parallela durante i mesi della kermesse lagunare. Ma sono solo supposizioni.

Se, infatti, c’è un punto a sfavore dell’ipotesi che il murale sia stato realizzato da Banksy è proprio l’elusività del messaggio.

“Il Naufrago bambino” potrebbe essere la terza opera dipinta da Banksy in Italia. E, insieme alla “Madonna con la pistola” di Napoli, una delle due ancora visibili. Non c’è dubbio che se dovesse arrivare la conferma dell’autore anche la Biennale di Venezia 2019, “May you Live in Interesting Times” aggiungerebbe ulteriori frecce al suo arco

UPDATE: Il murale di Venezia è stato rivendicata oggi (24 maggio) da Banksy attraverso il suo account instagram.