Lo street-artist Trashbird ha realizzato delle enormi borsette firmate sulle rovine di una città fantasma

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Realizzata recentemente sulle rovine del cementificio della città fantasma di Lime (Oregon), la serie ‘Valley of secret values’ di Trashbird, rappresenta delle grandi e coloratissime borsette firmate. Da Louis Vuitton a Gucci fino a Dolce e Gabbana, con tanto di ciondoli fatti di copertoni e tracolle ricavate da vecchie cinghie di trasmissione.

Trashbird è uno street-artist di Los Angeles. Che sia piuttosto giovane lo si evince dalle fotografie in cui appare a volto rigorosamente coperto, dato che sulla sua identità anagrafica vige il segreto. Lavora prevalentemente sui contrasti: aree degradate, rovine di stabilimenti produttivi da una parte, società dei consumi con le sue contraddizioni e i suoi eccessi dall’altra. Insomma fin qui niente di nuovo (la valigia degli ideali e dei temi cari agli artisti di strada al gran completo). Ma questo giovane statunitense all’atto pratico non è affatto convenzionale. Recupera infatti dall’immaginario collettivo simboli della cultura di massa (dalle emoticon alle borsette firmate) che riproduce, sovradimensionate, con vivacissimi colori, in contesti  improbabili e più o meno monocromi (muri grigi, campi riarsi dal sole). Insomma, un bel colpo d’occhio! 
Usa anche materiali trovati sul posto (copertoni abbandonati, assi di legno, cinghie meccaniche) per rendere le sue opere delle vere e proprie sculture. 

Lo ha fatto anche in ‘Valley of secret values’ in cui ha trasformato delle rovine in una serie di coloratissime borsette firmate. Il risultato, in palese contrasto con il paesaggio decadente e squallido, è indubbiamente ironico ma ha anche una nota surreale. Trashbird ha raccontato di aver pensato che uno dei muri di quel sito avesse la forma di una borsetta e che da quella intuizione sia nata la serie di sculture.

Per vedere altre opere di Trashbird c’è il suo sito internet ma ovviamente anche l’account facebook. Per supportarne il lavoro poi, basta comprare qualcosa dal suo negozio.

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Philippe Echaroux ritrae i passanti sulle chiome degli alberi di Central Park

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Secondo Philippe Echaroux si tratta di street-art 2.0, anche se in realtà il suo è un processo a basso impatto tecnologico. Il nocciolo sono fotografia e luci. Mezzi con cui l’artista francese riesce a creare scenografici progetti d’arte pubblica. Come quello dello scorso anno nella foresta amazzonica (ne ho parlato qui) e quello appena conclusosi a Central Park.

A New York Echaroux, che è un virtuoso del ritratto (è diventato famoso per i ritratti fatti in soli 2 minuti alle celebrità ed è riuscito a effigiare le persone come fossero in un iper-accessoriato studio di posa con solo un telefonino, una piccola torcia elettrica e la confezione vuota di un Big Mac), ha fotografato i passanti. Poi, con un attento gioco di luci, ha proiettato i loro volti sulle chiome degli alberi di Central Park. 

Nelle immagini compaiono nello stesso momento sia il parco che i grattacieli ma le luci che li illuminano suggeriscono ritmi molto diversi. Anche se, alla fine, l’impressione di chi osserva è di una strana ma non stridente continuità.
La natura e la città gomito a gomito, insomma, e in mezzo l’uomo

"Central Park è un simbolo perfetto di persone che cercano di dominare la natura-ha detto l’artista- qui la natura è contenuta in un rettangolo, ma chi sta circondando chi alla fine?"

Per vedere altre fotografie di Philippe Echaroux si può dare uno sguardo al suo sito internet o seguirlo sugli account instagram e facebook. (via Bored Panda

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Banksy a Parigi: niente tour, i murales sono già stati vandalizzati

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I murales con cui il famoso street-artist britannico Banksy ha punteggiato Parigi sono più di sei come riferito due giorni fa. Probabilmente nove, ma la caccia al tesoro è ancora aperta. Ce n'è anche uno molto toccante realizzato sulla porta di sicurezza del Bataclan. In compenso, gli amanti del lavoro dell'artista originario di Bristol, non potranno organizzare un viaggio nella capitale francese per osservare dal vivo i suoi murales. Gran parte delle opere infatti, sono già state vandalizzate.

I MURALES DI BANKSY A PARIGI SONO STATI VANDALIZZATI:

Le Monde riferisce in un veloce video (pubblicato a seguire) che la bimba intenta a dipingere una carta da parati sopra una croce uncinata è durata solo cinque giorni prima di essere ricoperta di vernice blu (e in seguito di spray dorato). E' andata anche peggio al topo che volava su un tappo di champagne: è stato raschiato dal muro il giorno stesso della sua scoperta. Il cane senza una zampa è sparito sotto il poster di una street-artist locale nel giro di pochi minuti. La topolina col fiocco a pois, infine, è stata coperta per essere conservata.

L'OPERA DI BANKSY AL BATACLAN:

Tra le opere scoperte più di recente c'è il murale sull'uscita di sicurezza del Bataclan. Rappresenta una figura addolorata con un fazzoletto in mano. Questo pezzo è un chiaro omaggio di Banksy alle vittime della strage  del 13 novembre 2015.

. Centre Pompidou

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BANKSY CONFERMA L'AUTENTICITA' DEI PEZZI DI PARIGI:

Lo stile tipico dello street-artist più famoso di sempre lasciava spazio a pochi dubbi sull'originalità delle opere comparse a Parigi, ma si aspettava la conferma ufficiale. Che è arrivata, con un post pubblicato sulla pagina Instagram di Banksy. L'artista ha pubblicato la foto del pezzo in cui un ratto regge un taglierino (al Musee Pompidou)  con la didascalia: "a cinquant'anni dalla rivolta di Parigi del 1968. la culla dell'arte moderna degli stencil. "

. Fifty years since the uprising in Paris 1968. The birthplace of modern stencil art.

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