Le strane forme dei semi delle 'piante autostoppiste' sudafricane nella macrofotografia di Dillon Marsh

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A volte sembrano semplicemente stelle o conchiglie ma altre ricordano delle maschere africane o addirittura volti deformi. Invece sono solo semi. I semi di alcune piante sudafricane, che il fotografo di Cape Town Dillon Marsh, ha catturato con la macrofotografia nella serie ‘Hitchhikers’. Cioè, autostoppisti.

I semi di alcune piante, infatti, sono costellati di spine. Le loro strane forme sembrano uno spreco di energia della natura tanto sono irregolari e complesse. Ma uno scopo ovviamente ce l’hanno: consentire ai granelli di attaccarsi al pelo degli animali o ai nostri vestiti per essere portati via. Di qui il loro soprannome: hitchhikers plants (piante autostoppiste).

Dillon Marsh che ha ambientato molte sue serie fotografiche in zone secche e poco popolate del Sud Africa si è trovato spesso addosso questi semi e ha pensato a delle immagini che ne mostrassero le forme in modo nitido, Per farlo ha dovuto allestire un piccolo studio fotografico ad hoc: "Dopo aver accuratamente illuminato i semi, li ho fotografati usando un obiettivo macro che mi ha consentito di ingrandire, ma lasciandomi una profondità di campo molto ridotta- ha spiegato Marsh al blog statunitense Colossal- Per superare questo limite, faccio diverse foto di ogni seme (...). Quindi sovrappongo le immagini con Photoshop (…)". Il risultato sono immagini molto dettagliate, dai particolari nitidi e definiti.

Tra le altre serie di Dillon Marsh c’è ‘Assimilation’, particolarmente interessante e curiosa, perchè documenta con una carrellata di belle immagini il monumentale lavoro dell’uccello tessitore. Questi volatili passeriformi, infatti, sono una specie sociale che costruisce immensi nidi nel deserto del Kalahari che poi condividerà con altre specie. Fino a 100!

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La fotografa autodidatta Alison Pollack cattura le forme curiose e inaspettate dei funghi e delle muffe che si nascondono nelle foreste californiane

All photographs by Alison Pollack

All photographs by Alison Pollack

Hanno forme inaspettate e colori di una sorprendente vivacità. Solo un ristretto gruppo di iniziati sospetterebbe la loro natura. Sono i funghi e le muffe melmose che la fotografa autodidatta Alison Pollack cattura durante le sue escursioni nelle foreste della California settentrionale.

Con fattezze che li fanno somigliare a ciliege sotto spirito, spugne, girasoli e fiori secchi, infatti, a tutto fanno pensare tranne che al regno di organismi dove dimorano gli gnomi. Eppure i funghi non smettono di stupire. E le muffe non sono da meno.

"Adoro la varietà di funghi, ma le muffe melmose mi fanno impazzire- ha detto Alison Pollack in un'intervista- Le ho scoperte circa un anno fa. Stavo camminando su un sentiero con un amico e ho scattato la foto di una di loro. Non avevo idea di cosa fosse (...) Non sapevo che queste cose esistessero e tuttavia erano tutte intorno a me nella foresta.”

Un minuscolo universo che prolifera spesso sotto i nostri occhi senza che noi ce ne rendiamo conto. Quello dei funghi è un mondo a parte, in gran parte inesplorato. Basti pensare che i biologi stimano che sulla terra ne esistano 3 milioni e 200 mila specie ma solo 120 mila sono note alla scienza. La maggior parte si trova ai tropici ma se pure le foreste californiane, soprattutto durante i periodi umidi, sono così ricche di sorprese, probabilmente anche i boschi italiani sarebbero in grado di stupire se guardati con più attenzione.

Spesso mi siedo per terra-spiega la fotografa- Indosso sempre pantaloni da pioggia, così non mi bagno e cerco minuscoli punti di colore.”

Alison Pollack condivide poi le fotografie di muffe e funghi su instagram, per il semplice piacere di mostrare le sue scoperte ma anche per cercare di dare un nome agli organismi più rari. (via Colossal)

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Happy #SlimeMoldSunday to all slime mold lovers! Today I am happy to share three photos that show a Comatricha slime mold in three different stages of its life cycle. My friend @dejaklberk took a small piece of wood home from Pt Reyes. After discarding it into a flower pot she found new slime mold growth on it some days later, and brought it to me to photograph with my extreme macro lens. After a few days at my home even more new growth appeared, and I was able to photograph this lovely slime mold in three different stages. I believe this is either Comatricha nigra of Comatricha elegans. The fruiting bodies start out white, then turn a pale pink as in the first photo. Next the pink darkens into a reddish/brown as in the second photo, still with the outer surface smooth. The last photo shows the brown mature fruiting bodies with the outer surface dissolved and the brown spores ready to be dispersed. It is the amazing color and shape transformations in the brief life cycle of slime molds that really fascinate me! At some point I hope to graduate to time lapse photography, so I can better show how wondrous slime molds are! These three images were taken using an extreme macro lens. They are focus stacked from 77, 39, and 147 images, respectively. ______________________________________________ #mycophile #mycology #fungi #mushrooms #hongos #fungifreak #fungiphotography #mushroomphotography #fantasticfungi #mushroomsofinstagram #macro_perfection #allthemushroomhashtags #fungifanatic #forestfinds #slimemold #slimemould #myxomycetes #macro_brilliance #igbest_macros #macrophotography #Macro_vision #macro_of_our_world #macronature #naturenerd #focusstacking #macroworld #macro_spotlight #macrolens #SlimeMoldSunday

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I have been getting more and more interested in the very tiny fungi in the forest, and this one is for me my most amazing find yet. I saw a tiny spot of yellow, and I took out my handy dandy 10x magnifying glass, and was amazed to see the incredibly bright color. But it was too small to see any of the details. I cut out a very small piece from the decaying log and took it home to photograph with my extreme macro lens. Even then I had to go to the highest magnification, and crop the image to see the amazing beauty of this very tiny cup fungus. I couldn't find it in my Ascomycetes of North America book so I sent it to the extremely knowledgeable and always helpful @leah_mycelia , and to my amazement she immediately identified it as Trichopeziza sulphurea. The disc is only about 0.1mm in diameter! First photo is the closest crop so you can see the amazing hairs. Swipe for other crops. This photo was chosen by iNaturalist as their photo of the day! The photo is a focus stack of 61 shots taken with the Laowa extreme macro lens on a Sony a7rII camera. _____________________________________________ #ascomycota #cupfungi #mycology #champignon #hongos #fungus #fungusamongus #mushroomhunting #forestfloor #pilz #paddestoel #mycophile #mushroomlover #fungifreaks #fungiphotography #mushroomphotography #fantasticfungi #fungiaffair #mushroomspotting #mushroomhunters #fungusporn #mushroomsofinstagram #MushLove #forestfinds #fungifanatic #fungiofinstagram #Macro_vision #macroworld #macro_of_our_world #macronature

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I colori psichedelici e le strane forme dei laghi salati australiani nelle fotografie aeree di Leah Kennedy

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Senza una spiegazione la serie ‘Salis’ dell’australiana Leah Kennedy (di cui ho già parlato qui) resta un enigma. Le immagini che la compongono sembrano illustrazioni astratte, troppo dense per essere acquerelli, troppo calligrafiche per essere fatte ad acrilico o olio. Invece sono fotografie aeree che ritraggono alcuni laghi salati australiani.

Immortalati dall’alto, i laghi salati di Leah Kennedy, perdono definizione, fin quasi dissolvere i loro confini nei bruni, negli ocra e nei rossi del riarso paesaggio circostante. Ma più delle forme sono i colori, perlacei o straordinariamente vivi che siano, a. stupire

“I laghi salati sono ciò che rimane di un paesaggio antico- spiega Leah Kennedy sul suo sito internet- quando il clima era più umido e i fiumi lasciavano il segno del loro passaggio. I minerali e forse le alghe determina il loro colore. Laghi abbastanza vicini nello spazio possono avere colori drammaticamente diversi.”

Il punto d’osservazione inconsueto, ha anche il pregio di regalarci l’affresco di una natura incontaminata e primordiale, su cui i segni lasciati dall’uomo per quanto, lievi spiccano come elementi alieni.

Leah Kennedy scatta le sue fotografie aerea da sola, senza aver paura dell’altezza. Ha vinto diversi premi per le sue immagini e rientra nella ristretta rosa dei fotografi emergenti australiani.

Lei del suo lavoro parla così: “La mia fotografia è ispirata dalla passione per i viaggi, le nuove esperienze, la curiosità e da un'insaziabile vena creativa. Mi sforzo di trovare l'insolito e l'unico, (...) credendo fermamente che la bellezza sia ovunque. La fotografia per me è un misto di arte, immaginazione, realtà e tecnologia”.

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Gli splendidi colori e le bizzarre forme del plancton. Fotografato di notte, mentre nuota nel mare di Osezaki da Ryo Minemizu

Unknown, una larva di Gymnapogon,all images copyright Ryo Minemizu

Unknown, una larva di Gymnapogon,all images copyright Ryo Minemizu

Ryo Minemizu da vent’anni si dedica alla fotografia subacquea. Ogni giorno per otto ore nuota nei fondali del mare di Osezaki (vicino al Monte Fuji). Di solito si immerge di notte e fotografa microscopici e luminosissimi plancton.

I minuscoli organismi catturati nella serie Phenomenons misurano dai 2 ai 40 millimetri ma le loro forme sono straordinariamente complesse e i loro colori incredibilmente vivaci. Le fotografie restituiscono allo sguardo di chi le osserva ogni dettaglio.

Ryo Minemizu per arrivare a questo risultato ha fatto molta esperienza ma non si è fermato lì. Ha anche brevettato una sua tecnica di illuminazione per le immersioni notturne (Black Water Dive). Tuttavia sul suo sito internet sostiene che una delle cose più difficili è individuare i minuscoli soggetti delle sue fotografie.

I plancton sono creature belle ed intriganti- spiega- Essi simboleggiano quanto sia preziosa la vita per quanto sono minuscoli. Volevo che le altre persone li vedessero mentre erano in mare: questa era la mia motivazione per iniziare a fotografare al plancton sott'acqua, che è una vera sfida. La maggior parte del plancton è così piccola e i loro movimenti sono difficili da prevedere. Ho dedicato i miei ultimi 20 anni a presentare le loro piccole figure, i loro colori e le trame per catturare la loro vivida bellezza.”

Ryo Minemizu ha sempre documentato la vita sottomarina a scopo scientifico ma dopo aver vinto il National Geographic Photo Award del 2016 ha deciso di mostrare le sue fotografie ad un pubblico più ampio. Adesso, infatti, è impegnato nella sua prima personale itinerante che è partita lo scorso agosto alla Canon Gallery di Ginza a Tokyo per poi spostarsi alle gallerie Canon di Nagoya e Osaka (6-12 Settembre e 20-26 Settembre 2018). E’ possibile rimanere aggiornati sul su lavoro attraverso l’account facebook.

Batesian mimicry, larva del pesce Soleichthys

Batesian mimicry, larva del pesce Soleichthys

Larva del pesce Tripod

Larva del pesce Tripod

Larva del pesce Dendrochirus

Larva del pesce Dendrochirus

Larva di Pleurobranchaea

Larva di Pleurobranchaea

La pinna di una larva zoea di Lysmata

La pinna di una larva zoea di Lysmata

Hyperiidea su medusa Nausithoe

Hyperiidea su medusa Nausithoe

larva di pesce striato

larva di pesce striato

Megalopa larva di Eplumula phalangium

Megalopa larva di Eplumula phalangium

Philippe Echaroux ritrae i passanti sulle chiome degli alberi di Central Park

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Secondo Philippe Echaroux si tratta di street-art 2.0, anche se in realtà il suo è un processo a basso impatto tecnologico. Il nocciolo sono fotografia e luci. Mezzi con cui l’artista francese riesce a creare scenografici progetti d’arte pubblica. Come quello dello scorso anno nella foresta amazzonica (ne ho parlato qui) e quello appena conclusosi a Central Park.

A New York Echaroux, che è un virtuoso del ritratto (è diventato famoso per i ritratti fatti in soli 2 minuti alle celebrità ed è riuscito a effigiare le persone come fossero in un iper-accessoriato studio di posa con solo un telefonino, una piccola torcia elettrica e la confezione vuota di un Big Mac), ha fotografato i passanti. Poi, con un attento gioco di luci, ha proiettato i loro volti sulle chiome degli alberi di Central Park. 

Nelle immagini compaiono nello stesso momento sia il parco che i grattacieli ma le luci che li illuminano suggeriscono ritmi molto diversi. Anche se, alla fine, l’impressione di chi osserva è di una strana ma non stridente continuità.
La natura e la città gomito a gomito, insomma, e in mezzo l’uomo

"Central Park è un simbolo perfetto di persone che cercano di dominare la natura-ha detto l’artista- qui la natura è contenuta in un rettangolo, ma chi sta circondando chi alla fine?"

Per vedere altre fotografie di Philippe Echaroux si può dare uno sguardo al suo sito internet o seguirlo sugli account instagram e facebook. (via Bored Panda

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15 scatti da urlo tra i finalisti del concorso fotografico dello Smithsonian

Rain, © Seyed Mohammad Sadegh Hosseini.  Niloofar, una giovane nomade iraniana

Rain, © Seyed Mohammad Sadegh Hosseini. Niloofar, una giovane nomade iraniana

In questo periodo sono diversi i concorsi fotografici internazionali che si concludono annunciando i vincitori per l’anno che ci siamo lasciati alle spalle. Tra questi uno dei più prestigiosi è lo Smithsonian Photo Contest che fa capo alla Smithsonian Institution. E che per la sua quindicesima edizione ha ricevuto 48mila contributi fotografici da 155 paesi. Tra cui l’Italia ovviamente.

Lo Smithsonian.com’s 15th Annual Photo Contest ha recentemente annunciato i sessanta scatti finalisti. Le fotografie sono divise in sei categorie ( Natural World, The American Experience, Travel, People, Altered Images, Mobile ) che porteranno ad altrettanti vincitori.

Le votazioni per decretare il vincitore della Reader’s Choise sono aperte a tutti. Si può votare fino alle 14 del 26 marzo e è possibile ripetere la preferenza ogni giorno (alla stessa immagine o ad un’altra).

Il 26 Smithsonian annuncerà i nomi dei vincitori del Grand Prize, della Reader’s Choice e dei sei fotografi che si sono aggiudicati il primato nelle categorie. Il 27 marzo, invece, si aprirà ufficialmente la sedicesima edizione del concorso.

In questo post troverete solo 15 fotografie ma potete vedere tutti i sessanta scatti finalisti sul sito del Smithsonian.com’s 15th Annual Photo Contest. E naturalmente votare per le vostre immagini preferite.

Split Screen.ì, © Jassen Todorov.  Stagni industriali nel New Mexico (foto aerea)

Split Screen.ì, © Jassen Todorov. Stagni industriali nel New Mexico (foto aerea)

Joy, © Erika Valkovicova.  Un cucciolo di foca gode della brezza mattutina sull'isola di Düne in Germania

Joy, © Erika Valkovicova. Un cucciolo di foca gode della brezza mattutina sull'isola di Düne in Germania

Making Incense, © Tran Tuan Viet.  Fasci di incenso per le cerimonie buddiste in Vietnam

Making Incense, © Tran Tuan Viet. Fasci di incenso per le cerimonie buddiste in Vietnam

Lion's Mane Jellyfish, © Martin Prochazka.  Una medusa criniera di leone

Lion's Mane Jellyfish, © Martin Prochazka. Una medusa criniera di leone

Salt Field Workers, © Martin Prochazka.  Un gruppo di donne lavorano in perfetta sincronia in una salina vietnamita

Salt Field Workers, © Martin Prochazka. Un gruppo di donne lavorano in perfetta sincronia in una salina vietnamita

Red Chili Pepper Pickers, © Azim Khan Ronnie.  Un gruppo di lavoratori circondati dai peperoncini in Bangladesh

Red Chili Pepper Pickers, © Azim Khan Ronnie. Un gruppo di lavoratori circondati dai peperoncini in Bangladesh

Breakfast at the Weekly Market, © Thong Huu.  Colazione in un bar affollato prima del mercato settimanale in Vietnam

Breakfast at the Weekly Market, © Thong Huu. Colazione in un bar affollato prima del mercato settimanale in Vietnam

Soul of the Winter Woods, © Swaroop Singha Roy.  Un cervo nella foresta durante una fredda mattinata invernale

Soul of the Winter Woods, © Swaroop Singha Roy. Un cervo nella foresta durante una fredda mattinata invernale

A Belgian Angel, © Alain Schroeder.   Un uomo torna a casa dopo il festival di Mayboom a Bruxelles

A Belgian Angel, © Alain Schroeder.  Un uomo torna a casa dopo il festival di Mayboom a Bruxelles

The King, © Pedro Jarque Krebs.  Ritratto di un avvoltoio

The King, © Pedro Jarque Krebs. Ritratto di un avvoltoio

Seeing Double, © Vikas Datta.  Volo di gabbiani che proiettano le loro ombre su una spiaggia

Seeing Double, © Vikas Datta. Volo di gabbiani che proiettano le loro ombre su una spiaggia

Sardines in the Sun, © Giacomo Marchione.  Sardine che emergono da un muro di corallo nelle Filippine

Sardines in the Sun, © Giacomo Marchione. Sardine che emergono da un muro di corallo nelle Filippine

The Boatman, © Debashis Mukherjee.  Un barcaiolo legge un giornale sulla sua barca

The Boatman, © Debashis Mukherjee. Un barcaiolo legge un giornale sulla sua barca

Affection, © Thomas Chadwick.  Un cucciolo abbraccia affettuosamente la madre

Affection, © Thomas Chadwick. Un cucciolo abbraccia affettuosamente la madre