Carlo Ratti ha coltivato degli svettanti archi di micelio nell'Orto Botanico di Brera per il Milan Design Week

tutte le immagini di Marco Beck Peccoz

tutte le immagini di Marco Beck Peccoz

Carlo Ratti (ho parlato di lui qui) in occasione della Milan Design Week ha creato una spartana struttura architettonica nell’Orto Botanico di Brera. O meglio l’ha coltivata. Una struttura semplice ma affascinante, fatta di un’infilata di archi svettanti che si succedono e sovrappongono. Non a caso le forme si ispirano all’opera di Antoni Gaudì. E sono fatte interamente di micelio. Che significa radici di fungo.

L’installazione si intitola Circular Garden ed è composta da sessanta archi, alti quattro metri ciascuno e legati l’uno all’altro con delle corde. Per una lunghezza totale di circa un chilometro, che non è cosa da poco se si pensa al materiale di cui sono fatti. E se si tiene in considerazione che sono stati coltivati per un periodo di sei settimane dal micelio "proprio come si fa con i funghi reali",

"I giardini sono bellissimi sistemi circolari che l'umanità utilizza da migliaia di anni", ha spiegato Carlo Ratti- Così ci siamo chiesti, potremmo creare un'architettura che cresca come una pianta o come un fungo?"

Il micelio è al centro degli interessi di designers e architetti da qualche tempo a questa parte. Viene considerato un materiale interessante perchè completamente eco-compatibile. Sulle prime è stato immaginato come isolante o rivestimento, fino a che non si è cominciato a sperimentarne le potenzialità costruttive. L’installazione di Ratti va in questa direzione. Tuttavia si tratta ancora di pochi tentativi per la sua fragilità.

"Abbiamo fatto alcuni test strutturali-ha spiegato Ratti- e abbiamo scoperto che, mentre il micelio non è troppo forte in trazione, è forte nella compressione"

Sarà possibile visitare Circular Garden dell’architetto Carlo Ratti nell’ambito del Fuori Salone della Milan Design Week fino al 19 aprile 2019. Dopodiché la struttura verrà sminuzzata e usata per concimare l’Orto Botanico di Brera . (via Dezeen)

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La fotografa autodidatta Alison Pollack cattura le forme curiose e inaspettate dei funghi e delle muffe che si nascondono nelle foreste californiane

All photographs by Alison Pollack

All photographs by Alison Pollack

Hanno forme inaspettate e colori di una sorprendente vivacità. Solo un ristretto gruppo di iniziati sospetterebbe la loro natura. Sono i funghi e le muffe melmose che la fotografa autodidatta Alison Pollack cattura durante le sue escursioni nelle foreste della California settentrionale.

Con fattezze che li fanno somigliare a ciliege sotto spirito, spugne, girasoli e fiori secchi, infatti, a tutto fanno pensare tranne che al regno di organismi dove dimorano gli gnomi. Eppure i funghi non smettono di stupire. E le muffe non sono da meno.

"Adoro la varietà di funghi, ma le muffe melmose mi fanno impazzire- ha detto Alison Pollack in un'intervista- Le ho scoperte circa un anno fa. Stavo camminando su un sentiero con un amico e ho scattato la foto di una di loro. Non avevo idea di cosa fosse (...) Non sapevo che queste cose esistessero e tuttavia erano tutte intorno a me nella foresta.”

Un minuscolo universo che prolifera spesso sotto i nostri occhi senza che noi ce ne rendiamo conto. Quello dei funghi è un mondo a parte, in gran parte inesplorato. Basti pensare che i biologi stimano che sulla terra ne esistano 3 milioni e 200 mila specie ma solo 120 mila sono note alla scienza. La maggior parte si trova ai tropici ma se pure le foreste californiane, soprattutto durante i periodi umidi, sono così ricche di sorprese, probabilmente anche i boschi italiani sarebbero in grado di stupire se guardati con più attenzione.

Spesso mi siedo per terra-spiega la fotografa- Indosso sempre pantaloni da pioggia, così non mi bagno e cerco minuscoli punti di colore.”

Alison Pollack condivide poi le fotografie di muffe e funghi su instagram, per il semplice piacere di mostrare le sue scoperte ma anche per cercare di dare un nome agli organismi più rari. (via Colossal)

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Happy #SlimeMoldSunday to all slime mold lovers! Today I am happy to share three photos that show a Comatricha slime mold in three different stages of its life cycle. My friend @dejaklberk took a small piece of wood home from Pt Reyes. After discarding it into a flower pot she found new slime mold growth on it some days later, and brought it to me to photograph with my extreme macro lens. After a few days at my home even more new growth appeared, and I was able to photograph this lovely slime mold in three different stages. I believe this is either Comatricha nigra of Comatricha elegans. The fruiting bodies start out white, then turn a pale pink as in the first photo. Next the pink darkens into a reddish/brown as in the second photo, still with the outer surface smooth. The last photo shows the brown mature fruiting bodies with the outer surface dissolved and the brown spores ready to be dispersed. It is the amazing color and shape transformations in the brief life cycle of slime molds that really fascinate me! At some point I hope to graduate to time lapse photography, so I can better show how wondrous slime molds are! These three images were taken using an extreme macro lens. They are focus stacked from 77, 39, and 147 images, respectively. ______________________________________________ #mycophile #mycology #fungi #mushrooms #hongos #fungifreak #fungiphotography #mushroomphotography #fantasticfungi #mushroomsofinstagram #macro_perfection #allthemushroomhashtags #fungifanatic #forestfinds #slimemold #slimemould #myxomycetes #macro_brilliance #igbest_macros #macrophotography #Macro_vision #macro_of_our_world #macronature #naturenerd #focusstacking #macroworld #macro_spotlight #macrolens #SlimeMoldSunday

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I have been getting more and more interested in the very tiny fungi in the forest, and this one is for me my most amazing find yet. I saw a tiny spot of yellow, and I took out my handy dandy 10x magnifying glass, and was amazed to see the incredibly bright color. But it was too small to see any of the details. I cut out a very small piece from the decaying log and took it home to photograph with my extreme macro lens. Even then I had to go to the highest magnification, and crop the image to see the amazing beauty of this very tiny cup fungus. I couldn't find it in my Ascomycetes of North America book so I sent it to the extremely knowledgeable and always helpful @leah_mycelia , and to my amazement she immediately identified it as Trichopeziza sulphurea. The disc is only about 0.1mm in diameter! First photo is the closest crop so you can see the amazing hairs. Swipe for other crops. This photo was chosen by iNaturalist as their photo of the day! The photo is a focus stack of 61 shots taken with the Laowa extreme macro lens on a Sony a7rII camera. _____________________________________________ #ascomycota #cupfungi #mycology #champignon #hongos #fungus #fungusamongus #mushroomhunting #forestfloor #pilz #paddestoel #mycophile #mushroomlover #fungifreaks #fungiphotography #mushroomphotography #fantasticfungi #fungiaffair #mushroomspotting #mushroomhunters #fungusporn #mushroomsofinstagram #MushLove #forestfinds #fungifanatic #fungiofinstagram #Macro_vision #macroworld #macro_of_our_world #macronature

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Le fotografie dei rari funghi della foresta pluviale ecuadoriana che sembrano organismi alieni o opere d’arte

Tutte le foto © Danny Newman e Roo Vandegrift

Tutte le foto © Danny Newman e Roo Vandegrift

Molte specie fino ad oggi erano sconosciute, altre sono rare, la maggior parte, con ogni probabilità, sta per estinguersi. Si tratta di funghi insoliti che sembrano usciti dalla fantasiosa immaginazione di un illustratore o dalle mani di un artista, organismi di cui non si conoscono le proprietà, che nel giro di qualche anno forse non esisteranno più. 
Se non nelle fotografie scattate dai micologi Danny Newman e Roo Vandegrift che per studiarli si sono spinti a Reserva Los Cedros, nella foresta pluviale ecuadoriana.

Quello dei funghi è un mondo a parte, in gran parte inesplorato. Basti pensare che i biologi stimano che sulla terra ne esistano 3 milioni e 200 mila specie ma solo 120 mila sono note alla scienza. La maggior parte di questo patrimonio si trova ai tropici dove Newman e Vandegrift hanno viaggiato spesso (alcune fotografie pubblicate in questo post sono state scattate in altre zone visitate dai due micologi).

A minacciare i funghi come le altre forme di vita sono il cambiamento climatico e lo sviluppo. Ma le specie di Riserva Los Cedros hanno una storia a se. 
L’area è uno degli ultimi bacini imbriferi alle pendici delle Ande e quando gli studiosi l’hanno visitata era del tutto incontaminata ma recentemente il governo dell’Ecuador ha autorizzato il settore minerario a sfruttare la zona. Destinando l’habitat di questi funghi, così strani e colorati, alla distruzione.

"L'identificazione e la descrizione di specie rare o endemiche provenienti dalla riserva- ha spiegato Newman- contribuiranno a dimostrare il valore di questi habitat e l'importanza della loro conservazione"

La coppia di micologi sta attualmente cercando sostegno per sequenziare il DNA di 350 campioni di funghi scoperti in Ecuador. Per saperne di più di funghi e scienza si può consultare il sito dell‘associazione micologica italiana o la rivista Mushroom Observer. (via Colossal)

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