Come una foresta di funghi dei cartoni animati il capitolo 12 di Snow Pallet di Toshihiko Shibuya

Toshihiko Shibuya, Snow Pallet 12. All images courtesy Toshihiko Shibuya

Toshihiko Shibuya, Snow Pallet 12. All images courtesy Toshihiko Shibuya

A cavallo tra la la land art e il design, Snow Pallet 12, l’installazione iconica dell’artista giapponese Toshihiko Shibuya, che si ripete tutti gli inverni con le sue forme minimali e i colori vivaci, questa stagione è diventata anche occasione per riflettere sui cambiamenti climatici. Come testimonia il sottotitolo: Snow on Anthropocene.

Il copione è il solito: Shibuya ha preparato dei sottili supporti metallici per la neve, laccati con colori pastello molto accesi in punti strategici, per creare dei riflessi intensi sulla coltre bianca. Le location però in Snow Pallet 12 sono due: le scale esterne del Sapporo Designer Gakuin e il cortile della ciccolateria Chocolatier Masale. Moltiplicando di fatto i moduli compositivi e la complessità dell’installazione. E introducendo il tema di come l’architettura urbana e il suo scopo, possano modificare un racconto fatto di tempo e contemplazione.

Il progetto Snow Pallet, infatti, riducendo all’osso l’intervento dell’artista, mira a mettere in evidenza la bellezza della neve che nei rigidi inverni dell’isola di Hokkaido cade copiosa. Ma soprattutto a porre l’attenzione dei passanti, distratti dai ritmi della vita cittadina, sui continui cambiamenti nell’ambiente naturale circostante a seconda della temperatura, della luce, del clima, del lento mutare della stagione.

Il 12esimo capitolo di questa saga scultorea, che si ripete ogni anno sempre uguale e sempre diversa, tuttavia, è stato meno drammatico dei precedenti per la poca neve (54 cm di neve a dicembre contro i 132 abituli; a gennaio 56 cm contro 173). Un fenomeno insolito per l’estremo nord del Giappone, caratterizzato da inverni molto rigidi, che ha spinto Toshihiko Shibuya a ripensare alle precedenti installazioni invernali realizzate.

Il progetto Snow Pallet è iniziato nel 2011- ha detto- Da allora le neve diminuisce di anno in anno. Ci sono spesso forti nevicate irregolari ma negli ultimi anni è mancata la neve a breve ciclo Penso che il riscaldamento globale sia collegato al cambiamento climatico. Le questioni ambientali sono urgenti per l'essere umano.”

In Snow Pallet 12 i molti moduli alti, sormontati da un piccolo piano d’appogggio, danno dinamismo alla scena. Come se le sculture da un momento all’altro potessero muoversi. E fanno assomigliare l’installazione a una parata di funghi scappati dalle pagine di un libro illustrato, dalle scene di un cartone animato o di un videogioco contempraneo.

Snow Pallet è un'opera che cambia spesso-aggiunge- in base alla quantità di neve alla luce solare e al numero di oggetti di diverse altezze che compongono l'installazione.”

L’account Instagram di Toshihiko Shibuya è utile per ricevere in tempo più o meno reale gli aggiornamenti sulle mutevoli sculture dell’artista di Sapporo. Il sito internet ne delinea, invece, un ritratto completo.

scale esterne del Sapporo Designer Gakuin, scuola professionale di Sapporo

scale esterne del Sapporo Designer Gakuin, scuola professionale di Sapporo

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Cortile di Chocolatier Masale in Sapporo

Cortile di Chocolatier Masale in Sapporo

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Thermodynamic Constellation di Tomás Saraceno: a Firenze il prototipo della mongolfiera di domani fluttua nel cortile di Palazzo Strozzi

Progetto per Thermodynamic Constellation (Constellazione termodinamica), 2020 Installazione di Tomás Saraceno per il cortile di Palazzo Strozzi

Progetto per Thermodynamic Constellation (Constellazione termodinamica), 2020 Installazione di Tomás Saraceno per il cortile di Palazzo Strozzi

Non è un semplice gioco di specchi tra interno ed esterno, reale e riflesso, vecchio e nuovo. Thermodynamic Constellation, la monumentale installazione che Tomás Saraceno realizzerà a Firenze in occasione della mostra Aria, non si limita a rispecchiare il cortile rinascimentale di Palazzo Strozzi, è il vero e proprio prototipo di un nuovo mezzo di trasporto. Una mongolfiera a energia solare capace di librarsi in cielo e percorrere lunghe distanze senza nemmeno bisogno di un motore.

Attesa come un importante evento Tomás Saraceno. Aria, curata da Arturo Galansino (Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi), sarà la più grande mostra mai dedicata in Italia all'artista di orgine argentina, presente la scorsa estate alla Biennale di Venezia con i progetti Spider\Web Pavilion 7 e Aero(s)cene. Thermodynamic Constellation (Costellazione Termodinamica), com’è consuetudine delle installazioni realizzate appositamente per il cortile del museo, ne sarà il cuore pulsante.

L’opera, composta da tre grandi sfere sospese, è un prototipo della mongolfiera aerosolare inventata da Saraceno. E’ costruita con lamine trasparenti e a specchio, non per meri fini estetici, ma per permettere ai palloni di volare sia con la luce che con il buio. Infatti, la parte a specchio di queste sculture funge da isolante durante il giorno riflettendo parzialmente le radiazioni solari e impedendo alle sacche d’aria di surriscaldarsi. Mentre la metà trasparente, assorbendo il calore che il pianeta ha accumulato nelle ore di luce, contribuisce a mantenere la temperatura all’interno dell’involucro (quindi la spinta aerostatica) durante la notte.

Se riprodotti in dimensioni maggiori, i palloni che compongono Thermodynamic Constellation, potrebberro librarsi tra i 20 e i 40 chilometri da terra e percorrere lunghe distanze senza bisogno di un motore.

Con quest’installazione, ispirata agli esperimenti condotti nei tardi anni ‘70 dal Centre National d’Études Spatiales (CNES) in Francia per il lancio di palloni a raggi infrarossi (Montgolfière InfraRouge, MIR), Saraceno, con in testa l’inquinamento e i cambiamenti climatici, immagina un’umanità nomade in modo poetico. Che si sposta nel cielo navigando le correnti d’aria come fossero fiumi ed esegue involontarie coreogafie con il fluttuare dei propri mezzi di trasporto, in totale libertà e congiunzione con il cosmo.

L’aria- scrive Saraceno- interfaccia tra noi e il Sole, è controllata da pochi e continua a essere compromessa: le emissioni di anidride carbonica la riempiono, la materia particolata fluttua all’interno dei nostri polmoni mentre le radiazioni elettromagnetiche avviluppano la Terra. Eppure un’epoca diversa è possibile, un’epoca di sensibilità interplanetaria attraverso l’attuazione di una nuova ecologia”.

Mentre Arturo Galasino, dice: “Con l’opera Thermodynamic Constellation nel Cortile di Palazzo Strozzi, Tomás Saraceno invita a riflettere in modo nuovo e immaginifico sulla capacità dell’uomo di andare oltre limiti e confini consolidati nel nome di una nuova sintonia con il Pianeta."

L’installazione Thermodynamic Constellation, creata per il cortile di Palazzo Strozzi a Firenze in occasione della mostra Tomás Saraceno. Aria (promossa e realizzata da Fondazione CR Firenze), si potrà visitare dal 22 febbraio al 19 luglio 2020

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La strada per il paradiso di Saad Qureshi passa per lo Yorkshire Sculpture Park

Night Jewel, 2019 (detail) . image courtesy the artist / photo © Hugh Pryor

Night Jewel, 2019 (detail) . image courtesy the artist / photo © Hugh Pryor

Il londinese Saad Qureshi usa vari mezzi espressivi. Disegno, pittura, installazione ma le sue opere più famose sono sculture. Diorami di città immaginarie, paesaggi fatti a mano dall’artista con materiali vari e, talvolta improbabili, come argilla, capelli e frammenti di tappeti per la preghiera bruciati.

Qureshi non si limita a costruire in scala, scampoli urbani, assemblandoli. Le sue città sono frutto dei ricordi di più persone. “La totalità è un'illusione -ha detto- puoi solo guardare le cose in frammenti. Puoi vedere che questo è il processo di lettura mentre l'occhio si sposta da una parola all'altra per comprendere l'intera storia. La mente è come un ago che legge il disco in vinile in modo lineare. "

A volte lavora su degli archetipi, altre raccoglie le confidenze delle persone. Talvolta viaggia per farlo, in modo che il suo campione sia il meno omologato possibile. Il risultato sono paesaggi surreali che poggiano le loro fondamenta sul terreno, a tratti inesplorato, che accomuna fedi, etnie e culture diverse. In particolare occidentale ed araba, che sono quelle che hanno influenzato maggiormente l’artista. Sempre in bilico, tuttavia, tra un passato mitico e una contemporaneità idealizzata.

In una delle sue opere più recenti, intitolata Something About Paradise, Saad Qureshi ha applicato questo approccio all’idea di paradiso. Viaggiando per tutto il Regno Unito per farsi raccontare delle storie in merito.

"Il paradiso è un posto molto personale - ha detto- nel corso della mia vita, è una parola che ha continuato a ripetersi in diverse forme. Sono nato in una famiglia religiosa, dove le allegorie coraniche dei sette cieli facevano parte dello sfondo della vita familiare. Mentre crescevo e le mie esperienze si allargavano, mi sono reso conto che il paradiso di cui parlavano gli altri era spesso radicalmente diverso dal mio, eppure mai troppo lontano dalla nostra coscienza. "

Something About Paradise, di Saad Qureshi è attualmente in mostra nella settecentesca cappella dello Yorkshire Sculpture Park (a West Bretton, Wakefield, in Regno Unito. Altre mostre del parco qui). (via Designboom)

Night Jewel, 2019 .image courtesy the artist and Yorkshire Sculpture Park. photo © Jonty Wilde

Night Jewel, 2019 .image courtesy the artist and Yorkshire Sculpture Park. photo © Jonty Wilde

Something About Paradise, installation view . Image courtesy the artist and Yorkshire Sculpture Park. photo © Jonty Wilde

Something About Paradise, installation view . Image courtesy the artist and Yorkshire Sculpture Park. photo © Jonty Wilde

Something About Paradise, 2019, and Gates of Paradise, 2019 . image courtesy the artist and Yorkshire Sculpture Park. photo © Jonty Wilde

Something About Paradise, 2019, and Gates of Paradise, 2019 . image courtesy the artist and Yorkshire Sculpture Park. photo © Jonty Wilde

Something About Paradise, detail . Image courtesy the artist and Yorkshire Sculpture Park. photo © Jonty Wilde

Something About Paradise, detail . Image courtesy the artist and Yorkshire Sculpture Park. photo © Jonty Wilde

Something About Paradise, installation view . Image courtesy the artist and Yorkshire Sculpture Park. photo © Jonty Wilde

Something About Paradise, installation view . Image courtesy the artist and Yorkshire Sculpture Park. photo © Jonty Wilde

Something About Paradise, 2019, and Gates of Paradise IV, 2019 . image courtesy the artist and Yorkshire Sculpture Park. photo © Jonty Wilde

Something About Paradise, 2019, and Gates of Paradise IV, 2019 . image courtesy the artist and Yorkshire Sculpture Park. photo © Jonty Wilde

Something About Paradise, detail . Image courtesy the artist and Yorkshire Sculpture Park. photo © Jonty Wilde

Something About Paradise, detail . Image courtesy the artist and Yorkshire Sculpture Park. photo © Jonty Wilde