Cerith Wyn Evans che scolpisce la luce, le parole e persino il suono, va in scena al Pirelli Hangar Bicocca di Milano

Cerith Wyn Evans , Forms in Space...by Light (in Time), 2017. Tate Britain Commission by Cerith Wyn Evans, Duveen Galleries. © Cerith Wyn Evans, courtesy White Cube. Foto: Joe Humphreys © Tate, Londra 2018

Cerith Wyn Evans , Forms in Space...by Light (in Time), 2017. Tate Britain Commission by Cerith Wyn Evans, Duveen Galleries. © Cerith Wyn Evans, courtesy White Cube. Foto: Joe Humphreys © Tate, Londra 2018

Inaugura domani al Pirelli Hangar Bicocca di Milano “....the Illuminating Gas” di Cerith Wyn Evans. La mostra, sarà la più grande esposizione mai dedicata all’artista gallese nato nel ‘58. Paragonata a “ una partitura armonica”, accosterà ben 25 tra opere storiche e lavori recenti. C’è persino una scultura monumentale realizzata per l’occasione (StarStarStar/Steer). E visto che si parla di Wyn Evans non è cosa da niente.

Per quanto poco conosciuto al grande pubblico, Cerith Wyn Evans è considerato uno degli artisti più influenti già da alcuni decenni. Ha vinto il prestigioso Hepworth Prize per la scultura, esposto alla Biennale di Venezia e a Documenta di Kassel. Ma soprattutto è riuscito a portare la scultura in una terra di confine dove è possibile dare forme ricercate e complesse alla luce, modellare il suono e mettere il tempo in modalità stand by. Nelle sue mostre ci sono lampadari in vetro soffiato di Murano che emettono luce intermittente (in realtà sono citazioni in linguaggio morse o melodie). palme che ruotano su giradischi, gigantesche sculture sospese di tubi al neon , colonne immateriali fatte solo di suono. Usa anche i fuochi d’artificio

E si, perchè Wyn Evans è un artista concettuale con lo show nel cuore. Ama la musica, ha cominciato come assistente dello scomparso regista Derek Jarman e un po’ di cinema, di spettacolo con la S maiuscola, c’è in ogni sua mostra. D’altra parte alcune sue sculture di tubi al neon altro non sono che diagrammi dei movimenti degli attori nel teatro Noh giapponese.

Persino i 2 chilometri di luci al neon sospese “Forms in Space...by Light (in Time) “ della Tate Gallery di Londra (verrà riallestita all’Hangar Bicocca in modo diverso) in fondo rappresentavano uno spettacolo pirotecnico.

“....the Illuminating Gas” di Cerith Wyn Evans rimarrà al Pirelli Hangar Bicocca di Milano fino al 23 febbraio 2020.

Cerith Wyn Evans , Mantra, 2016 © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: George Darrell

Cerith Wyn Evans , Mantra, 2016 © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: George Darrell

Cerith Wyn Evans , Mantra, 2016 (dettaglio) © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: George Darrell

Cerith Wyn Evans , Mantra, 2016 (dettaglio) © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: George Darrell

Cerith Wyn Evans , Still life (In course of arrangement...) V, 2017. Piattaforme girevoli con Phoenix roebelenii, Veduta dell’installazione, Museum Haus Konstruktiv, Zurigo, 2017 © Cerith Wyn Evans. Courtesy Museum Haus Konstruktiv Foto: Stefan Alte…

Cerith Wyn Evans , Still life (In course of arrangement...) V, 2017. Piattaforme girevoli con Phoenix roebelenii, Veduta dell’installazione, Museum Haus Konstruktiv, Zurigo, 2017 © Cerith Wyn Evans. Courtesy Museum Haus Konstruktiv Foto: Stefan Altenburger © Museum Haus Konstruktiv

Cerith Wyn Evans , Column (Assemblages) I, 2010 © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: Todd-White Art Photography

Cerith Wyn Evans , Column (Assemblages) I, 2010 © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: Todd-White Art Photography

Cerith Wyn Evans , Column (Assemblages) VIII, 2010 (dettaglio) © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: Todd-White Art Photography

Cerith Wyn Evans , Column (Assemblages) VIII, 2010 (dettaglio) © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: Todd-White Art Photography

Cerith Wyn Evans , "Talvinder, you'll never guess, It's the Pacific Ocean, again.", 2007 (dettaglio) © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: Todd-White Art Photography

Cerith Wyn Evans , "Talvinder, you'll never guess, It's the Pacific Ocean, again.", 2007 (dettaglio) © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: Todd-White Art Photography

Cerith Wyn Evans , Neon Forms (after Noh II), 2015 © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: George Darrell

Cerith Wyn Evans , Neon Forms (after Noh II), 2015 © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: George Darrell

Cerith Wyn Evans , Still life (In course of arrangement...) V, 2017 (dettaglio). Piattaforme girevoli con Phoenix roebelenii, Veduta dell’installazione, Museum Haus Konstruktiv, Zurigo, 2017 © Cerith Wyn Evans. Courtesy Museum Haus Konstruktiv. Foto…

Cerith Wyn Evans , Still life (In course of arrangement...) V, 2017 (dettaglio). Piattaforme girevoli con Phoenix roebelenii, Veduta dell’installazione, Museum Haus Konstruktiv, Zurigo, 2017 © Cerith Wyn Evans. Courtesy Museum Haus Konstruktiv. Foto: Stefan Altenburger © Museum Haus Konstruktiv

Cerith Wyn Evans , Column (Assemblages) I, 2010 © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: Todd-White Art Photography

Cerith Wyn Evans , Column (Assemblages) I, 2010 © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: Todd-White Art Photography

Cerith Wyn Evans , S=U=P=E=R=S=T=R=U=C=T=U=R=E ('Trace me back to some loud, shallow, chill, underlying motive’s overspill…'), 2010. Veduta dell’installazione, White Cube, Londra, 2010 © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: Todd-White Art Ph…

Cerith Wyn Evans , S=U=P=E=R=S=T=R=U=C=T=U=R=E ('Trace me back to some loud, shallow, chill, underlying motive’s overspill…'), 2010. Veduta dell’installazione, White Cube, Londra, 2010 © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: Todd-White Art Photography

Cerith Wyn Evans , Mantra, 2016 (dettaglio) © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: George Darrell

Cerith Wyn Evans , Mantra, 2016 (dettaglio) © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: George Darrell

Cerith Wyn Evans , TIX3, 1994 © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: Stephen White

Cerith Wyn Evans , TIX3, 1994 © Cerith Wyn Evans. Courtesy White Cube. Foto: Stephen White

Cerith Wyn Evans . Ritratto. Foto: Ali Janka

Cerith Wyn Evans . Ritratto. Foto: Ali Janka

Kathleen Ryan che scolpisce limoni ammuffiti ricoperti di pietre preziose

“Emerald City” (2019), alt. view. All images courtesy the artist and Josh Lilley, London. Photographs by Lance Brewer.

“Emerald City” (2019), alt. view. All images courtesy the artist and Josh Lilley, London. Photographs by Lance Brewer.

Le sculture dell’artista statunitense Kathleen Ryan si potrebbero definire iperrealiste per la somiglianza al soggetto e la cura maniacale dei dettagli. Solo che sono grandi, molto grandi rispetto alle dimensioni dei frutti marci che rappresentano. E ricoperte di pietre preziose.

I migliori risultati li raggiunge con i limoni ma Kathleen Ryan, originaria di Santa Monica, residente a New York e formatasi professionalmente alla Carlson & Company (cioè lo studio dove sono state realizzate fisicamente alcune delle più famose opere contemporanee tra le quali alcuni Baloon Dog di Jeff Koons), scolpisce una grande varietà di frutti. Per colorarli li riveste interamente di pietre preziose e semi-preziose come malachite, onice, quarzo, giada. quarzo fumé ma anche turchese, smeraldo, agata ecc.

Le sculture alte tra i 15 e i 75 centimetri circa sono realizzate in schiuma, dipinte sommariamente per permettere all’artista di avere una mappa di toni da seguire. A questo punto la Ryan applica le piccole gemme ad una ad una con degli spilli. Ogni opera è il frutto di 2 mesi di lavoro e conta circa una scorza di 10mila pietre.

Secondo l’autrice questi frutti preziosi e decadenti sono ambivalenti, perchè la loro bellezza non coincide con la vita ma con la morte, e la ricchezza dei materiali celebra la perdita.

"Non sono solo opulente- ha dichiarato in un'intervista rilasciata al New York Times- c'è un senso intrinseco di declino incorporato in loro"

Kathleen Ryan è rappresentata dalla Josh Lilley Gallery di Londra e dalla François Ghebaly Gallery di Los Angeles.

“Emerald City” (2019), detail

“Emerald City” (2019), detail

“Soft Spot” (2019), amber, amethyst, rhodonite, rose quartz, serpentine, tree agate, jungle jasper, smokey quartz, garnet, agate, turquoise, olive jade, bone, pink lepidonite, glass, steel pins on coated polystyrene, 6 x 8 x 6 inch

“Soft Spot” (2019), amber, amethyst, rhodonite, rose quartz, serpentine, tree agate, jungle jasper, smokey quartz, garnet, agate, turquoise, olive jade, bone, pink lepidonite, glass, steel pins on coated polystyrene, 6 x 8 x 6 inch

“Emerald City” (2019), amazonite, onyx, quartz, rose quartz, turquoise, emerald, jasper, serpentine, smokey quartz, olive jade, fluorite, amethyst, tree agate, Ching Hai jade, lapis lazuli, agate, Russian serpentine, marble, ruby in zoisite, abalone…

“Emerald City” (2019), amazonite, onyx, quartz, rose quartz, turquoise, emerald, jasper, serpentine, smokey quartz, olive jade, fluorite, amethyst, tree agate, Ching Hai jade, lapis lazuli, agate, Russian serpentine, marble, ruby in zoisite, abalone shell, bone, coral, freshwater pearl, glass, steel pins on coated polystyrene, 18 x 29 x 20 inches

“Bad Lemon (Creep)” (2019), amazonite, aventurine, black onyx, Italian onyx, turquoise, labradorite, carnelian, ocean jasper, sesame jasper, serpentine, fluorite, Ching Hai jade, snow quartz, magnesite, agate, breccicated jasper, rhodonite, rhodochr…

“Bad Lemon (Creep)” (2019), amazonite, aventurine, black onyx, Italian onyx, turquoise, labradorite, carnelian, ocean jasper, sesame jasper, serpentine, fluorite, Ching Hai jade, snow quartz, magnesite, agate, breccicated jasper, rhodonite, rhodochrosite, red agate, garnet, tree agate, rose quartz, amethyst, lilac stone, limestone, marble, mother of pearl, bone, freshwater pearl, glass, steel pins on coated polystyrene, 20 x 20 x 28 1/2 inches

“Bad Lemon (Creep)” (2019)

“Bad Lemon (Creep)” (2019)

“Bad Lemon (Creep)” (2019), detail

“Bad Lemon (Creep)” (2019), detail

“Bad Peach” (2019), rose quartz, agate, carnelian, pink opal, rhodonite, rhodochrosite, calcite, amber, quartz, fluorite, tree agate, magnesite, turquoise, serpentine, bone, coral, jasper, tiger eye, labradorite, red malachite, mother of pearl, glas…

“Bad Peach” (2019), rose quartz, agate, carnelian, pink opal, rhodonite, rhodochrosite, calcite, amber, quartz, fluorite, tree agate, magnesite, turquoise, serpentine, bone, coral, jasper, tiger eye, labradorite, red malachite, mother of pearl, glass, steel pins on coated polystyrene, 15.5 x 16.5 x 16 inches

“Bad Lemon (Sour Sparkle)” (2019), serpentine, aventurine, labradorite, rhodonite, rhodochrosite, pink aventurine, rose quartz, black onyx, citrine, unakite, tektite, smoky quartz, quartz, carnelian, limestone, pink lepidolite, tree agate, red agate…

“Bad Lemon (Sour Sparkle)” (2019), serpentine, aventurine, labradorite, rhodonite, rhodochrosite, pink aventurine, rose quartz, black onyx, citrine, unakite, tektite, smoky quartz, quartz, carnelian, limestone, pink lepidolite, tree agate, red agate, grey agate, black agate, breccicated jasper, hematite, mother of pearl, bone, freshwater pearl, 19 3/4 x 20 x 29 inches

“Bad Lemon (Sour Sparkle)” (2019), detail

“Bad Lemon (Sour Sparkle)” (2019), detail

Per la prima volta va all'asta un murale di Keith Haring. Misurava quasi 26 metri, è stato diviso in 16 pezzi

Keith Haring, Untitled (The Grace House Mural) , Grace House, ca. 1983-1984. Est. $ 3 milioni - $ 5 milioni. Foto di Tom Powel Imaging. Courtesy Bonhams.

Keith Haring, Untitled (The Grace House Mural) , Grace House, ca. 1983-1984. Est. $ 3 milioni - $ 5 milioni. Foto di Tom Powel Imaging. Courtesy Bonhams.

Il prossimo 13 novembre va all’asta a New York il murale di Grace House, realizzato all’inizio degli anni ‘80 da Keith Haring per un centro giovanile cattolico nell'Upper West Side di Manhattan. L’opera, tra le meno note dell’artista statunitense, si estendeva per tre piani di scale e misurava quasi 26 metri di lunghezza.

Per metterlo in vendita è stato necessario rimuovere l’intonaco dai mattoni dell’edificio e dividerlo in 16 sezioni.

Sarà il primo murale di Keith Haring ad essere battuto all’asta.

“Untitled (The Grace House Mural)" venne dipinto da Haring in una sola notte per l’amicizia che si era creata tra lui e alcun giovani che si occupavano del centro. Ma i proprietari dei muri, cioè la vicina Chiesa dell’Ascensione, non hanno avuto nessun merito in questa vicenda. Questo ha creato un clima di malcontento intorno all’evento. Si è detto che malgrado l’edificio in cui si trovava il centro sia stato messo in vendita, il murale avrebbe potuto rimanere dove era sempre stato. "Siamo delusi", ha dichiarato Vazquez, della Haring Foundation a New York Times- Questo murale non doveva essere di proprietà di un collezionista". Infatti, malgrado la chiesa abbia fatto sapere che preferirebbe che il murale andasse a un museo non c’è modo di sapere chi se lo aggiudicherà.

L’opera, che contiene tutte le figure iconiche di Keith Haring (dal bambino raggiante al cane stilizzato) è stata valutata tra i 3 e i 5 milioni di dollari. A venderla sarà la casa d’aste Bonhams. E se sarà un privato a diventarne proprietario, la transazione farà da contraltare alla gioia che ha dato il murale di Amsterdam ritrovato e reso nuovamente visibile al pubblico appena un anno fa.

Keith Haring, Untitled (The Grace House Mural) (detail), ca. 1983–84. Est. $3 million–$5 million. Courtesy Bonhams

Keith Haring, Untitled (The Grace House Mural) (detail), ca. 1983–84. Est. $3 million–$5 million. Courtesy Bonhams

Keith Haring, Untitled (The Grace House Mural) (detail), ca. 1983–84. Est. $3 million–$5 million. Courtesy Bonhams

Keith Haring, Untitled (The Grace House Mural) (detail), ca. 1983–84. Est. $3 million–$5 million. Courtesy Bonhams