Nella serie fotografica 'Not Longer Life' le nature morte degli antichi maestri rappresentano frutta imballata in plastica

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Nella serie fotografica ‘Not Longer Life’, lo studio di architettura e design spagnolo Quatre Caps, ha reinterpretato un classico della rappresentazione pittorica: la natura morta. Gli autori hanno parzialmente ricalcato le composizioni di frutta di alcuni antichi maestri. Solo che nella versione contemporanea tutto ha spessi imballaggi in plastica.

Nelle immagini, angurie, fichi, uva ma anche pane, conserva di pomodoro, bottiglie di bibite e acqua minerale (al posto delle brocche del passato), emergono da chiaroscuri drammatici. Quatre Caps ha tratto ispirazione da Claude Monet, Michelangelo Merisi da Caravaggio e Juan Sánchez Cotán, ma pur mantenendo vivo l’assetto compositivo e non discostandosi più di tanto dal set dei dipinti, ha scelto di presentare ogni singolo alimento riprodotto nel suo packaging originale. Direttamente dal supermercato alla rappresentazione.

‘Not Longer Life’ è una riflessione sulla quantità di plastica che le aziende usano, per imballare, rendere appetibile ma anche facilitare il consumo di frutta e verdura. E’ il caso del succo di limone contenuto in una bottiglietta che riproduce l’agrume o delle arance già sbucciate e inscatolate. E’ poi sottolineata la varietà di packaging non biodegradabili e la loro sostanziale inutilità (le reti che proteggono angurie dalla buccia solida).

Questo progetto fotografico si basa sulla rilettura del genere pittorico della natura morta, ma richiama un po’ alla mente il lavoro della fotografa Suzanne Jongmans (che ha, invece, preso a soggetto il ritratto). (via Colossal)

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Mohamed L'Ghacham che trasforma le fotografie vintage in grandi murales

Separación De Poderes II, Ostenda (Belgio) 2019

Separación De Poderes II, Ostenda (Belgio) 2019

Lo street artist spagnolo di origini marocchine Mohamed L'Ghacham, usa come soggetto dei suoi grandi murales le fotografie della fine dello scorso secolo. Immagini vintage di vita quotidiana, scattate per congelare un momento, che dipinte in grande formato, diventano più emotivamente risonanti.

Mohamed L'Ghacham usa una tavolozza di colori tenui che non entra in contrasto con il paesaggio circostante (di solito periferie urbane o aree rurali) e pennellate liquide, vagamente impressioniste. Le forme non sono mai completamente finite accentuando il senso di nostalgia e curiosità suscitato dai suoi personaggi senza nome

Sono molto interessato a rappresentare piccole scene della vita di tutti i giorni a cui diamo poca importanza- ha spiegato in un’intervista- Dai bambini che giocano a casa, alla famiglia a cena..”

L’artista riproduce anche oggetti d’uso comune che, tuttavia, sceglie per la loro atemporalità. O meglio per la capacità che hanno di rievocare il tempo passato senza necessariamente appartenervi.

Ci sono murales di Mohamed L'Ghacham anche in Italia (Monte San Giusto, Ragusa, Caposele, Lioni). Si possono vedere altre sue opere sia sul sito internet che su Instagram. (via Colossal)

Le Cadeau IV, Jacksonville, Florida (USA) 2017

Le Cadeau IV, Jacksonville, Florida (USA) 2017

Aquí no et faltarà pa..., Granollers (Spagna), 2018

Aquí no et faltarà pa..., Granollers (Spagna), 2018

Cena para dos II, Fuerteventura, Isole Canarie (Spagna)

Cena para dos II, Fuerteventura, Isole Canarie (Spagna)

Separación De Poderes, Monte San Giusto (Italia)

Separación De Poderes, Monte San Giusto (Italia)

Por Angelo!, Lioni (Italia), 2018

Por Angelo!, Lioni (Italia), 2018

Untitled, Mataró, (Spagna) 2018

Untitled, Mataró, (Spagna) 2018

Gli antichi capolavori reimmaginati da Ignasi Monreal sono diventati #GucciHallucination l’edizione limitata felpe e T-shirt di Gucci

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L’illustratore spagnolo Ignasi Monreal, giovanissimo, è già una figura centrale nel mondo dell’alta moda. Nei mesi scorsi le immagini che ha creato per la campagna pubblicitaria primavera\estate 2018 di Gucci sono apparse sulle riviste di tutto il mondo. Adesso si sono trasformate in un’edizione limitata di felpe e T-shirt. 
Si chiama #GucciHallucination in onore della fantasia surreale di Monreal e dell’onnipresente mondo dei social. 

Del resto Ignasi Monreal, che ha cominciato a collaborare con il direttore creativo di Gucci, Alessandro Michele, con il progetto #guccigram nel 2015, non si può definire un nostalgico. Lavora sempre in digitale e ha dichiarato : “i miei strumenti di lavoro sono un tablet e Photoshop.”

#GucciHallucination non fa eccezione. Per quanto, tutte le illustrazioni che compongono la campagna pubblicitaria da cui prende le mosse, siano un mix di immagini provenienti da mondi diversi (mito, fumetto, cartone animato ecc.), è la Storia dell’Arte la loro stella polare. I capolavori dei grandi pittori del passato, infatti, sono il canovaccio da cui prende le mosse ogni singola composizione.

Ho una selezione molto eclettica di maestri di riferimento- ha detto in un’intervista rilasciata alla rivista Esquire- ma le mie più grandi influenze sono quelle che provengono dai grandi maestri spagnoli, come Velázquez, Dalì, Goya e Picasso. Le loro straordinarie creazioni hanno sicuramente influenzato il mio lavoro.” Forse perché un po’ di sano campanilismo anche nell’iper-globalizzato mondo dell’arte male non fa.
Anche se non si può non notare in questa serie di immagini l’influsso plasmante del Surrealismo.

Sia come sia l’edizione limitata #GucciHallucination porta questo strano universo su capi basici come magliette e felpe. La tiratura è di 200 pezzi per ogni modello e il prezzo è tutt'altro che popolare.  Per tenersi aggiornati sul lavoro di Ignasi Monreal, invece, basta consultare il suo sito internet o seguirlo sui vari social, instagram, ovviamente, in prima linea.

tutte le immagini per gentile concessione di Gucci / Ignasi Monreal

tutte le immagini per gentile concessione di Gucci / Ignasi Monreal

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La street-art di Spy che per per 4 giorni ha trasformato Plaza Mayor di Madrid in un prato erboso

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Per il 400esimo anniversario della piazza principale di Madrid, la famosa Plaza Mayor, sono stati organizzati molti eventi (ne ho già parlato qui) tra cui ‘Cesped’ dello street-artist madrileno Spy. Per realizzare il progetto sono stati necessari 35mila metri quadri d’erba, visto che consisteva nel trasformare il centro della grande piazza in un prato. 

 Un perfetto cerchio di erba verde che per quattro giorni ne ha modificato l’uso e l’architettura.

L’installazione è stata posizionata lo scorso autunno e nel brevissimo periodo di permanenza ha visto la bellezza di 100mila visitatori. Ovviamente le persone erano libere di passeggiare, stendersi a prendere il sole o giocare. Proprio come se si fossero trovati in un parco.

L’artista specializzato in arte pubblica Spy, con una carriera ultra-ventennale alle spalle, è madrileno ma molto attivo anche in Italia ed altri paesi europei. I suoi interventi, sempre minimali e concisi, riescono a unire un forte impatto estetico alla sintesi formale ed allo humor.

Per vedere altre opere di Spy conviene dare un’occhiata al suo sito internet mentre per seguire il suo lavoro nel tempo l’account instagram è di sicuro l’opzione migliore. (via Designboom)

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Janet Echelman fa volare su Madrid un’enorme scultura intrecciata a mano per celebrare i 400 anni di Plaza Mayor

all images © janet echelman, inc., 2018, photos by joao ferrand

all images © janet echelman, inc., 2018, photos by joao ferrand

Le sculture monumentali dell’artista statunitense Janet Echelman (ne ho già parlato qui) fondono semplicità e ricerche all’avanguardia. D’altra parte sono fatte per essere installate in cielo. 
1.78’ posizionata nella Plaza Mayor di Madrid (fino al 19 febbraio 2018) fluttuava come le altre al di sopra delle ansie e degli affanni del caos urbano.

Eppure, sarà stato per il suo ondeggiare e modificare leggermente le forme quando c’era vento, o per la palette di colori accesi, ma non ha smesso neppure un istante di essere parte integrante della città.

Janet Echelman ha creato ‘1.78’ per celebrare i 400 anni di vita della piazza principale madrilena. L’opera, è stata realizzata annodando a mano poco meno di 124 chilometri di fili in fibra altamente ingegnerizzata (un materiale particolarmente resistente, leggero e flessibile). Per un totale di 1 milione e 600mila nodi. 

Il titolo fa riferimento a quel granello di tempo perso dalla giornata dopo che un singolo evento fisico ha spostato la massa terrestre (1,78 microsecondi in meno appunto). La Echelman cita questa variazione infinitesimale per ricordarci che non esiste un tempo unico e che le scale temporali si influenzano tra loro.

"Negli ultimi quattrocento anni le persone si sono radunate a Plaza Mayor per assistere alle corride e ai roghi dell'Inquisizione spagnola"- ha detto la Echelman- "Oggi ci riuniamo con l'arte che esplora il nostro concetto di tempo, per discutere di idee. Questa è una traiettoria felice per l'umanità ".

Tutte le sculture di Janet Echelman alla notte vengono illuminate per essere, se possibile, ancora più scenografiche. E intensificare il sempre vivo dialogo con l’architettura circostante. 
Per vedere altre sue opere si può consultare il sito internet o seguire l’account Facebook dello Studio Echelman. (via Designboom)

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Cai Guo-Quiang l’artista che dipinge con la polvere da sparo fa scintille al Museo del Prado

accensione della pittura a polvere da sparo, "spirit of paiting" di cai guo-quiang al salón de reinos, madrid, 2017  immagine © museo nacional del prado

accensione della pittura a polvere da sparo, "spirit of paiting" di cai guo-quiang al salón de reinos, madrid, 2017  immagine © museo nacional del prado

Le opere dell’artista Cai Guo-Quiang sono come spettacoli pirotecnici. Anzi a volte sono proprio spettacoli pirotecnici. Perché Cai Guo-Quiang da trent’anni racconta il mondo di oggi e di ieri, le contraddizioni e i dilemmi filosofici dell’uomo contemporaneo, con gli esplosivi. 
Il suo preferito è la polvere da sparo con cui riesce a produrre enormi dipinti ricchi di particolari, spesso citando i grandi maestri del passato.

E’ il caso della sua ultima mostra ‘Spirit of paiting’, in corso al Museo del Prado (fino al 4 marzo 2018), in cui Cai Guo-Quiang ha creato otto dipinti ispirandosi alla collezione madrilena e in particolare a El Greco, per cui Cai nutre una passione di vecchia data.

cai guo-quiang durante l'accensione della polvere da sparo al salón de reinos, madrid, 2017; immagine © museo nacional del prado

cai guo-quiang durante l'accensione della polvere da sparo al salón de reinos, madrid, 2017; immagine © museo nacional del prado

Per quanto i dipinti con la polvere da sparo siano il suo marchio di fabbrica, Cai Guo-Quiang usa una vasta rosa di medium espressivi (installazioni, video, performance) con cui realizza delle opere semplici e spettacolari. Si serve dell’aiuto di decine di assistenti (esperti di calligrafia, scultori cinesi, pescatori giapponesi, scalatori di roccia) e riesce sempre a conquistare il pubblico. 

Ma anche la critica che, per esempio, nel 1999 l’ha premiato  con  il leone d’oro alla Biennale di Venezia.

'salon de reinos', cai guo-qiang, polvere da sparo su tela, 360 x 600 cm 2017; courtesy © museo nacional del prado

'salon de reinos', cai guo-qiang, polvere da sparo su tela, 360 x 600 cm 2017; courtesy © museo nacional del prado

‘Spirit of paiting’ però focalizza la sua attenzione sul solo percorso pittorico dell’artista cinese attualmente residente a New York. Ci sono dipinti ad olio e acrilico su tela creati da Guo-Quiang  all’inizio della sua carriera. Ma anche schizzi rari e disegni su scatole di fiammiferi del padre Cai Ruiqin, maestro di calligrafia e pittore tradizionale, che guidò il figlio nei primi anni della carriera.
Cai Guo-Quiang  ha anche creato otto opere in esclusiva per la mostra al Museo del Prado. Per farlo è rimasto qualche settimana a Madrid e ha usato la ‘Sala dei Regni(Salón de Reinos) o ‘Sala Grande’ (che in realtà è un edificio a parte, recentemente acquisito dal Prado) come studio. La residenza dell’artista cinese si è conclusa con la realizzazione-performance (si è svolta davanti al pubblico) del monumentale dipinto ‘Spirit of paiting’ (18 metri di lunghezza per 3 di altezza).

immagine delle gallerie espositive "spirit of paiting. cai guo-qiang at the prado '; photo by wen-you cai, courtesy cai studio

immagine delle gallerie espositive "spirit of paiting. cai guo-qiang at the prado '; photo by wen-you cai, courtesy cai studio

Il corpo di lavori dipinti con la polvere da sparo, come dice il titolo, è ispirato allo spirito dei pittori che occupano il museo con la loro opera senza tempo. Ma il vero obbiettivo della mostra (come nel caso di ‘Ai Weiwei: Libero’ a Palazzo Strozzi) era creare un dialogo tra il lavoro di Cai Guo-Quiang  e il patrimonio conservato nel museo madrileno.

Una sala della personale è stata dedicata alla proiezione del documentario della regista spagnola Isabel Coixet (girato proprio in occasione dell’evento) che spiegherà ai visitatori come fa Cai Guo-Quiang  a dipingere con la polvere da sparo e perché lo fa. Per chi non andrà a vederla ho inserito un breve video (in fondo) in cui l’artista parla dei suoi dipinti con la polvere da sparo. (via Designboom

‘the distant clouds’, cai guo-qiang, polvere da sparo su tele, 240 x 200 cm, 2017; courtesy © museo nacional del prado

‘the distant clouds’, cai guo-qiang, polvere da sparo su tele, 240 x 200 cm, 2017; courtesy © museo nacional del prado

imagine delle galllerie espositive della mostra ‘the spirit of painting. cai guo-qiang at the prado’; photo by wen-you cai, courtesy cai studio

imagine delle galllerie espositive della mostra ‘the spirit of painting. cai guo-qiang at the prado’; photo by wen-you cai, courtesy cai studio

'day and night in toledo', cai guo-qiang polvere da sparo su tele, 260 x 600 cm 2017; courtesy © museo nacional del prado

'day and night in toledo', cai guo-qiang polvere da sparo su tele, 260 x 600 cm 2017; courtesy © museo nacional del prado

cai guo-qiang durante la creazione del dipinto a polvere da sparo 'day and night in toledo' al salón de reinos, madrid, 2017; © museo nacional del prado

cai guo-qiang durante la creazione del dipinto a polvere da sparo 'day and night in toledo' al salón de reinos, madrid, 2017; © museo nacional del prado

‘alchemist’, cai guo-qiang, polvere da sparo su tela, 240 x 200 cm, 2017; courtesy © museo nacional del prado

‘alchemist’, cai guo-qiang, polvere da sparo su tela, 240 x 200 cm, 2017; courtesy © museo nacional del prado

cai guo-qiang e i volontari posizionano gli stencils per il dipinto a polvere da sparo 'day and night in toledo' al salón de reinos, madrid, 2017; © museo nacional del prado

cai guo-qiang e i volontari posizionano gli stencils per il dipinto a polvere da sparo 'day and night in toledo' al salón de reinos, madrid, 2017; © museo nacional del prado