Rubato il murale di Banksy al Bataclan

Il murale realizzato dall’artista britannico Banksy sull’ingresso posteriore del Bataclan di Parigi lo scorso giugno, è stato rubato venerdì notte.

La notizia l’ha data direttamente il teatro diventato tristemente famoso per la morte di 90 persone durante un attentato . Non si tratta del primo furto di opere pubbliche di Banksy, ma la sottrazione di questo lavoro che rappresenta una figura in lutto con in mano un fazzoletto ancora umido di pianto, ha suscitato particolare indignazione. Così ha commentato il Bataclan in un post su Twitter: “L’opera di Banksy simbolo di raccoglimento e appartenente a tutti: residenti, parigini, cittadini del mondo, c’è stata levata”.

I murali, che Banksy realizza in fretta con degli stencils e bombolette spray, sono anche stati spesso oggetto di vandalismo. E’ accaduto a Parigi e avrebbe potuto succedere anche Port Talbot se il dipinto non fosse stato debitamente protetto.

L’opera del Bataclan, secondo quanto ha riferito l’agenzia di stampa AFP e riportato da BBC News, è stata rubata da un gruppo di persone armate di smerigliatrice. Che, dopo aver tagliato la porta su cui era effigiata la figura in lutto, sarebbero fuggite con un furgone portando l’uscio con se.

Questo tipo di furti, soprattutto se le opere sottratte sono famose, vengono in genere compiuti su commissione.

AGGIORNAMENTO: La porta è stata ritrovata dai carabinieri della compagnia di Alba Adriatica in una casa colonica di Teramo, in Abruzzo. Le indagini per ora sono concentrate su tre persone, che non sarebbero quelle che hanno compiuto il furto, ma restano ancora molti gli aspetti della vicenda da chiarire. La porta del Bataclan, comunque, tornerà presto a Parigi (probabilmente il 14 luglio) dove le verrà tributata un’esposizione. Ma prima si fermerà a Roma per un’anteprima della mostra.

Il proprietario del garage su cui Banksy ha dipinto Seasons Greatings si è liberato del murale per... 100mila sterline

banksy-port-talbot-2.jpg

Il proprietario del garage di Port Talbot su cui il famoso street-artist Banksy ha dipinto il murale Seasons Greatings ha recentemente venduto l’opera. Ian Lewis , così si chiama, si è portato a casa 100 mila sterline che per un operaio siderurgico non sono da buttar via. Ma non ha dimenticato la sua città. Per due o tre anni almeno il murale dovrà rimanere esposto nella cittadina inglese.

Sulla futura collocazione dell’opera non c’è certezza ma già questa soluzione è una buona notizia per la comunità di port Talbot che ha ricevuto in regalo da Banksy un’eco mediatica, globale e inattesa. E con quest’ultima un pellegrinaggio di turisti: si stima che nel mese di dicembre circa 20mila persone siano andate a vedere il dipinto.. Ma mentre le tazze e le calamite con l’immagine di Seasons Gratings cominciavano a fiorire nei negozi della zona, Ian Lewis si sentiva gravato di una responsabilità inattesa.e sperava di riuscire a risolvere la faccenda nel minor tempo possibile. Le offerte, a dire il vero sono arrivate piuttosto in fretta ma a Lewis dispiaceva privare la cittadina dell’opera. Fin quando il mercante d’arte John Brandler non ha concluso l’affare per 100mila sterline (circa 115 mila euro) e con l’impegno di mantenere il murale in esposizione a Port Talbot per qualche anno almeno. Brandler avrebbe anche intenzione di esporre altre opere insieme a Seasons Greatings creando, di fatto, un piccolo centro d’arte contemporanea.

Così Ian Lewis ha acconsentito a vendere l’opera contro il suo stesso interesse, perchè l’offerta del mercante non era la più alta che aveva ricevuto.

Nel frattempo ‘Love is in the Bin’ l’opera autodistruttasi in asta da Sotheby’s qualche mese fa, ha trovato la sua prossima collocazione. Dopo la mostra a Baden Baden, infatti, verrà spostata alla Staatsgaleerie di Stoccarda come prestito a lungo termine.. Il museo ha dichiarato che intende riprodurre diverse immagini dell’opera in vari punti della struttura per spingere i visitatori a cercare l’originale.

Va infine segnalato che anche il Giappone è in preda alla Banksy mania. Sono, infatti stati scoperti due murali in stile Banksy (un ratto con ombrello nella baia di Tokio e una ragazza con palloncino nella città portuale di Chiba). I social si sono scatenati, i media li hanno mostrati ed è cominciato un massiccio pellegrinaggio di curiosi. Tuttavia Banksy non ne ha attestato l’autenticità attraverso l’account instagram come fa di solito per distinguere i suoi interventi dai falsi. (via Artsy, Theartnewspaper, Thejapantimes)

love is in the bin
banksy-port-talbot-1.jpg

La sculturona di Damien Hirst star della mostra di Venezia trova casa in un casinò di Las Vegas

Damien Hirst, Demon with Bowl, 2014, as installed in Palazzo Grassi in “Treasures from the Wreck of the Unbelievable.” Photo by Prudence Cuming Associates, © Damien Hirst and Science Ltd. All rights reserved, DACS 2019.

Damien Hirst, Demon with Bowl, 2014, as installed in Palazzo Grassi in “Treasures from the Wreck of the Unbelievable.” Photo by Prudence Cuming Associates, © Damien Hirst and Science Ltd. All rights reserved, DACS 2019.

La mega-scultura di bronzo Demon with bowl dell’artista Damien Hirst , che è stata al centro della mostra Treasures from the Wreck of the Unbelievable a Palazzo Grassi, ha trovato casa. Verrà collocata in pianta stabile nel Palms Casino Resort di Las Vegas (attualmente nel bel mezzo di una ristrutturazione da 690 milioni di dollari). Quanto abbiano sborsato per l’opera di Hirst quelli di Palms di preciso non si sa, ma una cosa è certa: è una cifra a sei zeri.

Alta oltre 18 metri, Demon with bowl fa parte di una serie di tre fusioni in bronzo. A cui si aggiungono due prove d’artista per l’esposizione veneziana. L’opera che hanno ammirato i visitatori di Treasures from the Wreck of the Unbelievable, invece, era una copia in resina dell’originale (troppo pesante per la bella e fragile città lagunare) ed è stata distrutta. Insomma, non si può dire che l’opera acquisita da Palms sia unica, ma fa parte di un club ristrettissimo ed esclusivo.

Quando i calchi vennero realizzati (nel 2014) le sculture erano prezzate a 14 milioni di dollari. Un portavoce del casinò ha tuttavia rifiutato di dichiarare il costo della transazione. Di sicuro non è l’unica. Al centro del bar di Palms, infatti, ci sarà uno degli squali in formaldeide di Hirst e poi , disseminati qua e là altri 16 dipinti dell’artista britannico.

Alla steakhouse, invece, ci sarà un Jean-Michel Basquiat; sculture di Dustin Yellin al social club; opere di KAWS, Andy Warhol, Richard Prince e Christopher Wool, oltre a quelle di altri artisti contemporanei dai prezzi proibitivi completano la collezione.

La personale di Damien Hirst Treasures from the Wreck of the Unbelievable, salutata da molti come la rinascita dell’artista, si è svolta nel 2017 tra Palazzo Grassi e Punta della Dogana, in contemporanea alla scorsa edizione della Biennale d’arte di Venezia. Attualmente, invece, è possibile vedere tre opere di Hirst alle Gallerie d’Italia di Napoli dove è in corso la mostra London Shadow: La rivoluzione inglese da Gilbert & George a Damien Hirst. (via Artsy)

Damien Hirst, Demon with Bowl, 2014, as installed in Palazzo Grassi in “Treasures from the Wreck of the Unbelievable.” Photo by Prudence Cuming Associates, © Damien Hirst and Science Ltd. All rights reserved, DACS 2019.

Damien Hirst, Demon with Bowl, 2014, as installed in Palazzo Grassi in “Treasures from the Wreck of the Unbelievable.” Photo by Prudence Cuming Associates, © Damien Hirst and Science Ltd. All rights reserved, DACS 2019.

bar of the Palms Casino Resort. courtesy Palms Casino Resort

bar of the Palms Casino Resort. courtesy Palms Casino Resort