Goditi gratis 4milioni e mezzo di opere senza tempo del British Museum. In hd

Piastrelle decorate, Dinastia Ming, XV-XVI secolo. Tutte le immagini courtesy British Museum

Piastrelle decorate, Dinastia Ming, XV-XVI secolo. Tutte le immagini courtesy British Museum

Il British Museum ha messo online la metà della sua collezione. Ben 4milioni e mezzo di pezzi che potranno essere ammirati da tutti ad ogni ora. Le immagini sono in alta defininizione e ce ne sono 280mila mai pubblicate in precedenza.

Il British Museum, come altri musei del vecchio continente (recentemente ho raccontato, per esempio, l’iniziativa delle Gallerie Estensi), ha sfruttato l’emergenza coronavirus e conseguente chiusura forzata, per migliorare la sua presenza online. Un grande sforzo che ha portato online milioni di opere di epoche talvolta antichissime e di culture diverse. I pezzi spesso fotografati più volte ad alta risoluzione possono essere ammirati ma anche scaricati, condivisi e modificati. Ovviamente gratis. Ma attenzione il British Museum, a differenza di molti grandi musei statunitensi e nord europei che usano la licenza Creative Commons zero (come per esempio Smithsonian e Getty Museum), ha scelto di adottare la licenza Creative Commons 4 che ha delle restrizioni: niente uso commerciale e obbligo di riportare il proprietario delle immagini (cioè l’importante museo inglese).

.Dei 4 milioni e mezzo di pezzi, inoltre, solo (si fa per dire) 1,9 milioni sono corredati di fotogafia.. Insomma, importantissimo passo avanti ma la lentezza nella digitalizzazione delle collezioni europee e le mille cautele nel rendere disponibili i contenuti, in molti casi non permettono al vecchio continente di raggiungere i maggiori musei d’oltreoceano (anche se non è sempre vero come dimostrano i Paris Musées)

Ma cos’è il British Museum? E perchè è così importante la digitalizzazione della sua collezione? A proposito del British Museum Wikipedia dice:

Il British Museum , nella zona di Bloomsbury a Londra , nel Regno Unito , è un'istituzione pubblica dedicata alla storia , all'arte e alla cultura umana . La sua collezione permanente di circa otto milioni di opere è tra le più grandi e complete esistenti, essendo state ampiamente reperite durante l'era dell'Impero britannico . Documenta la storia della cultura umana dalle origini ai giorni nostri. Fu il primo museo nazionale pubblico al mondo.

Tra i pezzi più importanti che compaiono nella vastissima collezione online ci sono ad esempio l’ Elmo di Sutton Hoo, la Stele di Rosetta e la scultura Hoa Hakananai'a dall'Isola di Pasqua.

Il British Museum può essere visitato virtualmente attraverso il tour 3d di Google Art. Offre anche altri contenuti e ha un bel canale youtube. (via Vice)

Elmo di Sutton Hoo, Suffolk, Inghilterra, inizi del 600 d.C.

Elmo di Sutton Hoo, Suffolk, Inghilterra, inizi del 600 d.C.

Coppa di Lycurgus, probabilmente realizzata a Roma, nel 300 d.C.

Coppa di Lycurgus, probabilmente realizzata a Roma, nel 300 d.C.

Elefante in porcellana, periodo Edo, 1655-1670

Elefante in porcellana, periodo Edo, 1655-1670

Raffaello, disegno preparatrio per “Vergine e bambino”, 1509-1511

Raffaello, disegno preparatrio per “Vergine e bambino”, 1509-1511

Vaso Cloisonné, dinastia Ming, 1426-35

Vaso Cloisonné, dinastia Ming, 1426-35

la dea Tara, Sri Lanka, realizzato nel 700-750 d.C.

la dea Tara, Sri Lanka, realizzato nel 700-750 d.C.

Scacchi Lewis in avorio intagliato, 1150-1175 (circa)

Scacchi Lewis in avorio intagliato, 1150-1175 (circa)

Fibbia per cintura in oro, Gran Bretagna, inizi del VII secolo d.C.

Fibbia per cintura in oro, Gran Bretagna, inizi del VII secolo d.C.

Piastrelle decorate, veduta dell’installazione

Piastrelle decorate, veduta dell’installazione

Fabio Viale che fa tatoo su iconiche sculture in marmo

images courtesy of fabio viale

images courtesy of fabio viale

Fabio Viale realizza copie delle sculture che hanno fatto la Storia dell’Arte e poi le riempie di tatoo stile gangster. Ma non si limita a dipingerli: fa penetrare il colore nel marmo proprio come si trattasse di un vero tatuaggio. Ha collaborato persino con dei chimici per raggiungere il risultato desiderato.

Scultore vecchia maniera, il piemontese Fabio Viale, ama spiazzare l’osservatore attraverso contrasti che si manifestano in modo semplice e inaspettato come tatuaggi, appunto, sulla marmorea pelle di una scultura classica. Passato\ presente, pesante\ leggero\, sacro\profano., prezioso\ pop si uniscono in matrimoni improbabili che tuttavia non possono che dirsi riusciti.

Come molti suoi colleghi che hanno scelto di lavorare il marmo ne è affascinato e le sue provocazioni passano sempre da lì. Così nel suo lavoro troviamo una barca di marmo bianco che galleggia e funziona perfettamente, copertorni in marmo nero talmente simili ai loro parenti in gomma da suscitare stupore (simula persino i segni d’usura) e statue apparentemente antiche che contemporaneamente sembrano fatte di polistirolo. Miracoli della tecnologia? Macchè Viale fa (quasi) tutto a mano (e nel caso del finto polistirolo in cui modella pazientemente bolla a bolla.si arma anche di una pazienza certosina).

Nella serie dei tatoo, Fabio Viale realizza copie perfette dell’orginale. O quasi. Il Laocoonte, per esempio, si differenzia dal gruppo scultoreo conservato ai Musei Vaticani perchè il protagonista è solo. E, certo, ha il corpo ricoperto da un tatuaggio intricato e decisamente splatter. Ma non è la citazione della fantasia di un maestro dell’horror, è la copia dell’affresco della cattedrale di San Petronio di Bologna (L’inferno) di Giovanni da Modena. La Venere di Canova (o Venere Italica) invece si accontenta di avere sulla pelle fiori e motivi ornamentali copiati direttamente alla yakuza.

In un’ intervista rilasciata alla rivista online designboom Viale ha spiegato: “È un incontro tra vita e morte, tra sacro e profano. Una combinazione, le relazioni tra questi due insiemi, si traducono in un solido legame che crea energia: il preconcetto che abbiamo della bellezza classica e la durezza insita in un certo tipo di tatuaggio criminale provocano sussulto e meraviglia.”

Fabio Viale, che distrugge anche le sue opere facendole rotolare nelle cave di Carrara (ne parlerò più avanti), può essere seguito anche su Instagram.

il Laocoonte tatuato con l’Inferno di Giovanni da Modena

il Laocoonte tatuato con l’Inferno di Giovanni da Modena

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Marmo lavorato per dare l’effetto polistirolo

Marmo lavorato per dare l’effetto polistirolo

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particolare pneumatico in marmo nero

particolare pneumatico in marmo nero

Venere Italica con tatuaggi usati dalla yakuza

Venere Italica con tatuaggi usati dalla yakuza

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Tayuaggi della mafia russa

Tayuaggi della mafia russa

Yoan Capote l'artista che dipinge le onde del mare inchiodando migliaia di ami da pesca

Isla (mare nostrum) 2019

Isla (mare nostrum) 2019

L’artista Yoan Capote crea dei paesaggi marini verosimili ed evocativi. Dipinge ad olio. E per tracciare il profilo irrequieto delle onde fissa migliaia di ami da pesca con dei minuscoli chiodi metallici.

Per completare i pezzi più grandi impiega mesi e ha bisogno dell’aiuto di decine di assistenti.

Cubano, Yoan Capote, usa numerosi mezzi espressivi, le sue opere parlano soprattutto di interazione sociale ed esperienze psicologiche. Una delle sue installazioni più note è un labirinto basato sul disengo del cervello (Open Mind), in cui le persone possono camminare come fossero neuroni, o esploratori, o forse immagini fugaci entrate nel campo visivo di qualcun’altro. Tutto dipende dal punto di vista da cui si guarda la scultura. D’altra parte la lettura delle opere di Capote non è mai lineare, come se a un certo punto l’artista stesso riconsiderasse la questiione da un’angolazione diversa.

Nella serie “Island" , per esempio, di terra ferma non c’è traccia. Sulla tela appaiono solo mare e cielo, colti durante la notte o nella luce cangiante d’alba e tramonto. Tanto che non è possibile stabilire se sono scampoli di mare aperto o frammenti della visione che si gode dalla costa. Chi li guarda viene trasportato nella tensione della linea d’orizzonte con sentimenti dettati dall’irrequietezza delle onde e dalla luce. E più si avvicina alle opere, attratto dalla materiacità scultorea del colore, dal desiderio di toccarle, più si rende conto che quelle onde allettanti sono come un filo spinato, Una recinzione composta da migliaia di ami da pesca pronti a pungere.

"Il mare è un'ossessione per qualsiasi popolazione abiti su un isola- ha spiegato Yoan Capote- Quando ero un bambino, guardavo l'orizzonte e immaginavo il mondo oltre. Il mare rappresenta la seduttività di questi sogni, ma allo stesso tempo pericolo e isolamento. (...) Volevo usare migliaia di ami per creare una superficie che fosse quasi tangibile (...) .L'amo da pesca stesso è uno strumento antico che ha mantenuto il suo design per secoli e che è anche simbolo di seduzione e intrappolamento. Per i cubani il paesaggio marino impone un limite politico e ideologico che divide famiglie, idee e sentimenti da diverse generazioni; è un muro mentale tra il presente e il futuro che colpisce la coscienza collettiva come un fascino permanente ".

Il desidero frustrato di varcare i confini, il sogno di esplorare i luoghi che si nascondono al di là dell’orizzonte. Il pericolo. Queste opere oltre a descrivere uno stato d’animo combattuto, riflettono con lucidità sulle migrazioni e sull’irrequietezza che si nasconde nel cuore di molti di noi.

Yoan Capote è rappresentato da Galleria Continua. L’ultima sua mostra nella sede di San Gimignano è terminata a inizio gennaio. Insieme a Loris Cecchini, Pascale Marthine Tayou poi, ha recentemente donato un’opera all’asta benefica a favore del collettivo francese Protège Ton Soignant (un team multidisciplinare di medici, insegnanti, imprenditori e ingegneri costituitosi per aiutare gli operatori sanitari francesi a superare la crisi coronavirus). Attualmente è in mostra (virtuale) insieme ad altri artisti cubani nella viewing room di Galleria Continua (CUBAN ENERGIES IN ART).

Sull’account Instagram condivide le sue opere.

Isla (mare nostrum) 2019, particolare

Isla (mare nostrum) 2019, particolare

Isla (mare nostrum) 2019 pittura a olio e ami da pesca su pannello di compensato e tela 250 x 520 cm; 4 pannelli of 250 x 130 cm (ciascuno).Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by: Ela Bial…

Isla (mare nostrum) 2019 pittura a olio e ami da pesca su pannello di compensato e tela 250 x 520 cm; 4 pannelli of 250 x 130 cm (ciascuno).Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Isla (penumbra) 2019 pittura a olio e ami da pesca su pannello di compensato e tela 130 x 230 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Isla (penumbra) 2019 pittura a olio e ami da pesca su pannello di compensato e tela 130 x 230 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Isla (penumbra) 2019, particolare

Isla (penumbra) 2019, particolare

Isla (trasmutación) 2019 pittura a olio e ami da pesca su pannello di compensato e tela 96 x 134 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Isla (trasmutación) 2019 pittura a olio e ami da pesca su pannello di compensato e tela 96 x 134 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Isla (trasmutación) 2019, particolare

Isla (trasmutación) 2019, particolare

Isla (víspera) 2019 pittura a olio e ami da pesca su pannello di compensato e tela 60 x 80 cm.Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Isla (víspera) 2019 pittura a olio e ami da pesca su pannello di compensato e tela 60 x 80 cm.Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Isla (víspera) 2019, particolare

Isla (víspera) 2019, particolare

Sujeto Omitido vedute generali della mostra, Galleria Continua, San Gimignano exhibition views, Galleria Continua, San Gimignano Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by: Ela Bialkowska, OKN…

Sujeto Omitido vedute generali della mostra, Galleria Continua, San Gimignano exhibition views, Galleria Continua, San Gimignano Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Sujeto Omitido vedute generali della mostra, Galleria Continua, San Gimignano exhibition views, Galleria Continua, San Gimignano Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by: Ela Bialkowska, OKN…

Sujeto Omitido vedute generali della mostra, Galleria Continua, San Gimignano exhibition views, Galleria Continua, San Gimignano Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by: Ela Bialkowska, OKNO Studio

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