L’artista Ben Young che ricrea la bellezza cristallina dell’Oceano Pacifico con lastre di vetro sovrapposte

Ben Young, "Solitary", photo for artist courtesy

Ben Young, "Solitary", photo for artist courtesy

Le sculture del neozelandese Ben Young lasciano a bocca aperta per la semplicità dei materiali e il disegno pulito. A cavallo tra arte e design, riescono a restituire tutta la bellezza dell’Oceano Pacifico. Come se davvero davanti a chi guarda ci fosse una sezione di costa, con tanto di profondi fondali. Eppure sono fatte soltanto di calcestruzzo e lastre di vetro sovrapposte.

Ben Young è un autodidatta, che si è inventato un metodo laborioso ed innovativo per riprodurre le profondità cristalline del mare. D’altra parte lui sulle onde trasparenti dell’oceano ci è cresciuto (Waihi Beach, nella Baia di Plenty), e prima di diventare scultore ha fatto il costruttore di barche. Oltre a surfare, naturalmente.
Adesso Ben Young ha 15 anni d’esperienza nell’arte figurativa tridimensionale ed è conosciuto in tutto il mondo. Le sue sculture sono state pubblicate su molti blog e riviste di settore. Il metodo che usa per realizzare le sue opere è complesso e impegnativo. Parte da schizzi bidimensionali e, dopo aver stabilito il modo giusto per realizzarli in tre dimensioni, scolpisce il calcestruzzo e lavora le lastre di vetro, che, infine, assembla a comporre un unico corpo. Di solito completa l’opera con una minuscola scultura in bronzo (un faro, un omino, un veliero, una barchetta ecc.) che colloca sulla sommità.
Ben Young, sul suo sito internet, specifica di non usare nessun tipo di tecnologia per creare le sue sculture. Ne in fase di progetto, ne durante la creazione vera e propria. Tutto è fatto a mano.
“L’illuminazione gioca un ruolo importante nella presentazione dei miei pezzi- spiega- Quando la luce parte dal basso, riflette e emana l'illusione che l’opera venga portata alla vita. Spero che gli spettatori possano immaginare il lavoro come qualcosa di "vivente" che crea l'illusione dello spazio, del movimento, della profondità e del senso di benessere spaziale. Penso sia ironico come il vetro, un materiale solido, mi dia la possibilità di realizzare delle forme naturali e biologiche. Ma è un idea con cui mi piace giocare”. (via Faithistorment)

Ben Young, "Solitary", photo for artist courtesy 

Ben Young, "Solitary", photo for artist courtesy

 

Ben Young, "Solitary", photo for artist courtesy

Ben Young, "Solitary", photo for artist courtesy

Ben Young, "Homebound", photo for artist courtesy

Ben Young, "Homebound", photo for artist courtesy

Ben Young, "Homebound", photo for artist courtesy

Ben Young, "Homebound", photo for artist courtesy

Ben Young, "Homebound", photo for artist courtesy

Ben Young, "Homebound", photo for artist courtesy

Ben Young, "Homebound", photo for artist courtesy

Ben Young, "Homebound", photo for artist courtesy

Ben Young, "Set Sail", photo for artist courtesy

Ben Young, "Set Sail", photo for artist courtesy

Ben Young, "Set Sail", photo for artist courtesy

Ben Young, "Set Sail", photo for artist courtesy

Ben Young, "Set Sail", photo for artist courtesy

Ben Young, "Set Sail", photo for artist courtesy

Ben Young, "Reflection", photo for artist courtesy

Ben Young, "Reflection", photo for artist courtesy

Ben Young, "Reflection", photo for artist courtesy

Ben Young, "Reflection", photo for artist courtesy

Ben Young, "Reflection", photo for artist courtesy

Ben Young, "Reflection", photo for artist courtesy

Ben Young, "Reflection" (particolare), photo for artist courtesy

Ben Young, "Reflection" (particolare), photo for artist courtesy

Ben Young, "Seekers Thoughts", photo for artist courtesy

Ben Young, "Seekers Thoughts", photo for artist courtesy

Ben Young, "Seekers Thoughts", photo for artist courtesy

Ben Young, "Seekers Thoughts", photo for artist courtesy

Ben Young, "Seekers Thoughts", photo for artist courtesy

Ben Young, "Seekers Thoughts", photo for artist courtesy