JR trasforma il Louvre con l'anamorfosi e 2000 strisce di carta. Ma sbaglia i calcoli

Immagini via  @JRArt  su Twitter

Immagini via @JRArt su Twitter

Il famoso street artist JR in occasione del trentesimo compleanno della Piramide del Louvre ha realizzato un’installazione fragile e monumentale, lieve ed epica, al tempo stesso. Con 2000 pezzi di carta e il supporto di 400 volontari che lo hanno aiutato a incollare i fogli sul selciato, ha fatto in modo che il suolo (visto da una certa distanza ed angolazione) si tramutasse in una cava e la piramide apparisse più grande. L’intervento intitolato "The Secret of the Great Pyramid" sfruttava l’antica tecnica dell’ anamorfosi. Concepito per durare un fine settimana, si è in realtà deteriorato nel giro di poche ore.

L’impermanenza, l’illusione e il sogno sono, infatti, i cardini concettuali su cui si reggeva questa grande opera d’arte pubblica. Che, all’atto pratico, aveva anche il pregio di non prevedere lavoro extra per il servizio di nettezza urbana della capitale francese. Tuttavia, la grande immagine anamorfica si è rivelata più fragile del previsto ed è durata solo poche ore. "Le immagini, come la vita, sono effimere"- ha minimizzato JR - "Una volta incollata, l'opera d'arte vive da sola. Il sole asciuga la leggera colla e ad ogni passo le persone strappano pezzi di fragile carta. Il processo si basa sulla partecipazione di volontari, visitatori e raccoglitori di souvenir. Questo progetto riguarda anche la presenza e l'assenza, la realtà e i ricordi, l'impermanenza. "

In passato l’artista aveva fatto sparire la Piramide del Louvre nascondendola dietro una foto del palazzo retrostante. Nella stessa occasione aveva collaborato con l’artista Liu Bolin (di cui ho parlato spesso, ad esempio qui) che si era dipinto il corpo in modo da scomparire di fronte all’installazione di JR. (via Colossal)

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La scultura della rana gigante di Jonty Hurwitz che sfida la logica con la tecnica dell’anamorfosi

Jonty Hurwitz, "Giant Frog", 2016, scultura anamorfica

Jonty Hurwitz, "Giant Frog", 2016, scultura anamorfica

Praticata fin dal Rinascimento, la tecnica dell’anamorfosi (o anamorfismo, ne ho parlato qui), è stata riscoperta di recente dai creativi di tutto il mondo. Tra loro c’è il famoso artista britannico Jonty Hurwitz (di cui ho già parlato qui), che nelle sue sculture anamorfiche fonde l’intuizione degli antichi con le nuove tecnologie, raggiungendo risultati che lasciano a bocca aperta.

Basta guardare la sua “Rana Gigante” in bronzo, perfetta riproduzione dell’originale nel riflesso, ma quasi astratta nella tridimensionalità dell’oggetto. Un risultato che Jonty Hurwitz raggiunge con un rendering digitale (gli permette di ottenere dai metalli degli oggetti fisici privi di ogni minima sbavatura rispetto al progetto) e che gli scultori del passato non avrebbero mai potuto eguagliare.

D’altra parte Jonty Hurwitz è anche ingegnere e una delle ragioni della sua fama sono le “Nano Sculture”, che riproducono la realtà nelle dimensioni di un granello di polvere. Per queste ultime appena nel 2015 si è aggiudicato il Guinnes dei primati. E si capisce che qualche nozione di scienza, per realizzarle, era necessaria.

La mega-rana ("Giant Frog") fa parte dell’ultima tornata di sculture anamorfiche di Jonty Hurwitz, che sono in gran parte in mostra alla galleria De Medicis di Parigi. Di recente l’artista ha anche esposto a Kinetica 2017. Per vedere altre immagini delle sue incredibili sculture anamorfiche comunque si può ricorrere all’aggiornatissimo sito internet.

Jonty Hurwitz, "Giant Frog", 2016, scultura anamorfica

Jonty Hurwitz, "Giant Frog", 2016, scultura anamorfica

Jonty Hurwitz, "Childhood", 2017, scultura anamorfica

Jonty Hurwitz, "Childhood", 2017, scultura anamorfica

Jonty Hurwitz, "Childhood", 2017, scultura anamorfica

Jonty Hurwitz, "Childhood", 2017, scultura anamorfica

Jonty Hurwitz, "The Illusive Cat", 2016, scultura anamorfica

Jonty Hurwitz, "The Illusive Cat", 2016, scultura anamorfica

Jonty Hurwitz, "The Hand That Caught me Falling", 2016, scultura anamorfica

Jonty Hurwitz, "The Hand That Caught me Falling", 2016, scultura anamorfica

La coloratissima street-art di Boa Mistura trasforma le favelas con l’antica tecnica dell’anamorfosi

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, Magica

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, Magica

Il collettivo spagnolo Boa Mistura con un mix di arte, design e sensibilità sociale è riuscito a trasformare le favelas brasiliane in un luogo che farebbe piacere visitare. Merito di una ricetta semplice: un colore (modaiolo) più una parola (dal significato senza tempo ma dai caratteri contemporanei). Il tutto cucinato secondo le antiche regole dell’anamorfismo.

Il team multidisciplinare Boa Mistura (che tra le altre cose l'anno scorso è stato ospite al MAXXI di Roma) ha recentemente aggiunto un nuovo tassello al progetto di street-art ‘Luz nas vielas (Luce nei vicoli) cominciato nel 2012 ed ambientato nelle favelas brasiliane. Le parole ‘Magica’ (magia) e ‘Poesia’ (poesia) hanno, infatti, fatto la loro comparsa rispettivamente dipinte su un fondo verde acido e lavanda.

Prima di queste scritte il collettivo spagnolo aveva scelto: ‘Amor’ (amore, in giallo), ‘Doçura’ (dolcezza, in rosa), ‘Firmeza’ (fermezza, in turchese), ‘Beleza’ (bellezza, in blu oltremare) e ‘Orgulho’ (orgoglio, ancora in giallo).

L’intervento di Boa Mistura si propone di semplificare la complessità spaziale dei vicoli con l’anamorfosi. In pratica le parole si estendono tra gli edifici secondo una traiettoria ben precisa. In modo che viste da un determinato punto sembrino diritte e chiaramente leggibili, in barba alla fuga prospettica. Quasi fluttuanti. Da vicino invece appaiono deformate.

L’anamorfismo o anamorfosi è un effetto di illusione ottica praticato dagli artisti fin dal Rinascimento. Dimenticato o quasi, è stato recentemente riscoperto da alcuni youtubers e street artists, che lo usano per realizzare la pittura 3d (è il caso di Stefan Pabst di cui ho parlato qui).

‘Luz nas vielas’ sia in passato che adesso è stato realizzato in collaborazione con gli abitanti. E intende mettere in luce gli aspetti positivi delle comunità che abitano le favelas. (via Streetartnews)

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, Magica

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, Magica

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, Magica (durante la realizzazione insieme agli abitanti)

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, Magica (durante la realizzazione insieme agli abitanti)

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, location prima dell'intervento di street art

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, location prima dell'intervento di street art

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, Poesia

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, Poesia

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, Poesia

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, Poesia

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, Poesia

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, Poesia

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, Poesia

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, Poesia

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, location durante l'intervento di street art

Boa Mistura, Luz nas Vielas, 2017, location durante l'intervento di street art