Le porcellane di Ai Weiwei che ingannano ritraendo la Cina di oggi con il linguaggio di ieri

Set of Spouts, 2015, porcellana 80 x 40 x 10 cm | 60 x 40 x 10 cm| 40 x 40 x 10 cm| 40 x 20 x 10 cm | 20 x 20 x 10 cm | 20 x 10 x 10 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photos by: Monkeys Video Lab

Da anni l’artista cinese, Ai Weiwei, controverso e conosciuto per le sue nette prese di posizione su discussi argomenti d’attualità, usa la porcellana. Un materiale ideale per rassicurare e spingere lo spettatore occidentale all’ammirazione di una Cina esotica e arcana. Lo ha fatto nelle grandi installazioni ma anche in serie meno ingombranti. La tratta in maniera classica, ricorrendo spesso all'abilità degli artigiani del distretto di Jingdezhen (massimi esperti nella lavorazione di questo materiale della Cina pre- rivoluzione industriale), introducendo, però, delle più o meno drastiche deviazioni nel racconto. Che, ovviamente, ne modificano o capovolgono il significato.

Penso- ha dichiarato- che le mie opere siano profondamente radicate nella comprensione della tradizione cinese, sono un uomo contemporaneo, penso che reinterpretare l’artigianato e la cultura in questo linguaggio sia molto importante. Distruggere e dissacrare è un modo per comprendere quello che è successo in passato”.

Ai Weiwei, è probabilmente sincero solo in parte in queste dichiarazioni. Perchè legato strettamente all’immagine pubblica di artista dissidente ad oltranza, che si è costruito. Tempo fa, in un’intrvista, ha detto: “Credo che pensare all'arte come estranea alla realtà, all'umanità e persino alla lotta umana semplicemente non sia arte. Almeno, non è il tipo di arte che apprezzerei o addirittura capirei. Altrimenti, perché abbiamo bisogno dell'arte? La natura è molto più impressionante. (...) Gli artisti devono creare emozioni e comprendere chi siamo e in che tipo di società viviamo(…) L'arte è sempre stata fraintesa come strumento decorativo, come se stesse cercando di decorare un tipo di vita, ma questo non è altro che un malinteso sulla funzione dell'arte.” Ma le sue opere non sempre gli danno ragione. E, comunque, sono smaccattamente, e di sicuro non per caso, belle. Per esempio, Wave Plate, un piatto di porcellana con finitura celadon grigio-verde (una manifattura talmente ricercata da richiamare la luminosità della giada), riproduce in rilievo il motivo dell’acqua in movimento (le onde sempre più frequenti culminano in un vortice accecondando la forma circolare del piatto). Weiwei, si limita a rendere omaggio all'arte della dinastia Yuan (1271-1368).

Ma Ai Weiwei, figlio di un poeta, ogni tanto è anche in grado, di abbandonare gli attrezzi del mestiere dell’artista dissidente e stupirci con attimi di poesia. E’ il caso di Set of Spouts, del 2015, realizzata con beccucci di teiere rotte. In quest’opera, infatti, si ritrovano in maniera rareffatta sia la nostalgia e l’amore dell’artista per la propria terra ma anche, verosimilmente, ricordi intimi e quotidiani (nelle teiere il beccuccio rappresenta il percorso che il vapore attraversa per trasferire il suo calore all’esterno diffondendo conforto e consolazione), con la sua querelle con il governo cinese (la parola ‘spouts’, in senso figurato ‘sputare’, ci ricorda che Ai Weiwei è stato definito “uno che sputa opinioni disdicevoli”, uno sputasentenze, insomma) che qui però ritorna in modo ironico e personale facendone quasi un semplice dettaglio autobiografico.

Solo Blue-and-White Porcelain Vases, in cui i motivi tradizionali sono inframmezzati con immagini contemporanee di argomenti cari ad Ai Weiwei (la polizia che spegne una sommossa con violenza, persone che fuggono) danno ragione all’artista e tornano a fargli indossare i panni del dissidente.

E’ noto che Ai Weiwei ha avuto dei contrasti con il governo cinese, per cui è stato incarcerato (ufficialmente per ragioni fiscali, ma in realtà per le sue poco lusinghiere dichiarazioni). Tuttavia, l’artista che in passato ha potuto occuparsi di importanti commissioni pubbliche, è uscito illeso in tempi relativamente brevi. Un trattamento che mal si concilia con le abitudini di Pechino, dove di norma gli oppositori si limitano a sparire e a non fare ritorno.

Ai Weiwei, è protagonista della mostra Change of Perspective nella sede romana di Galleria Continua. L’esposizione, che si conclude oggi, è centrata proprio sul rapporto dell’artista con il suo Paese natale e oltre alle porcellane, presenta la sua reinterpretazione in chiave contemporanea del Mosaico (con i mattoncini Lego). Purtroppo manca il film Coronation, in cui Ai Weiwei parla della gestione della pandemia da parte delle autorità cinesi, con durezza. Invece, solo la settimana scorsa, sempre a Roma, si è conclusa l’installazione alle Terme di Diocleziano del gigantesco lampadario in vetro di Murano, La Commedia Umana, sempre firmato dal controverso artista.

Blue-and-White Porcelain Vases, 2017, porcellana 52 x 52 x 50,5 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photos by: Monkeys Video Lab

Wave Plate, 2014, porcellana 51 x 51 x 14 cm. with Display Case, 2014, legno Huali, vetro 175 x 70 x 70 cm Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photos by: Monkeys Video Lab

Set of Spouts, 2015, porcellana 80 x 40 x 10 cm | 60 x 40 x 10 cm| 40 x 40 x 10 cm| 40 x 20 x 10 cm | 20 x 20 x 10 cm | 20 x 10 x 10 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photos by: Monkeys Video Lab

Set of Spouts, 2015, porcellana 80 x 40 x 10 cm | 60 x 40 x 10 cm| 40 x 40 x 10 cm| 40 x 20 x 10 cm | 20 x 20 x 10 cm | 20 x 10 x 10 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photos by: Monkeys Video Lab

Change of Perspective, vedute della mostra Galleria Continua, The St. Regis, Roma. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photos by: Monkeys Video Lab

Blue-and-White Porcelain Vases, 2017, porcellana 52 x 52 x 50,5 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photos by: Monkeys Video Lab

Blue-and-White Porcelain Vases, 2017, porcellana 52 x 52 x 50,5 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photos by: Monkeys Video Lab

Blue-and-White Porcelain Vases, 2017, porcellana 52 x 52 x 50,5 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photos by: Monkeys Video Lab

Blue-and-White Porcelain Vases, 2017, porcellana 52 x 52 x 50,5 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photos by: Monkeys Video Lab

Wave Plate, 2014, porcellana 51 x 51 x 14 cm. with Display Case, 2014, legno Huali, vetro 175 x 70 x 70 cm Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photos by: Monkeys Video Lab

Wave Plate, 2014, porcellana 51 x 51 x 14 cm. with Display Case, 2014, legno Huali, vetro 175 x 70 x 70 cm Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photos by: Monkeys Video Lab

Blue-and-White Porcelain Plates, 2017, porcellana 31 x 31 x 5 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photos by: Monkeys Video Lab

Change of Perspective, vedute della mostra Galleria Continua, The St. Regis, Roma. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA. Photos by: Monkeys Video Lab

Con La Commedia Umana Ai Weiwei concentra il suo humor nero in un lampadario di vetro di Murano alto 9 metri

Think Big! Ai Weiwei. Commedia Umana, Terme di Diocleziano, Museo Nazionale Romano. Foto dell’installazione. All images courtesy of the artist Museo Nazionale Romano

L’opera La Commedia Umana di Ai Weiwei, fino alla settimana scorsa collocata alle Terme di Diocleziano a Roma, è una gigantesca scultura in vetro carica di humor nero e riferimenti alla Storia dell’Arte. Un colossale lampadario, di oltre 6 metri per 9, composto da 2 mila parti in vetro di Murano (lavorate ed assemblate a mano).

La Commedia Umana è un tentativo dell’artista di origine cinese di rileggere l’antichissimo tema del Memento Mori in chiave contemporanea. Mixando, nello stesso tempo, elementi iconici della sua poetica alla rappresentazione. Così a teschi ed ossa, l’opera, intervalla granchi (vedi qui) e il leggiadro simbolo di Twitter. Ovviamente, Ai Weiwei, cerca di darle brio con la satira sociale. Espressa dalla scelta di costruire un lampadario in vetro di murano simbolo di buon gusto, artigianalità ed eleganza.

Il lampadario- ha detto Ai Weiwei- è un oggetto glamour che si espone in casa, per esempio un salotto. È il mio bisogno di includere la morte nella nostra quotidianità, di connettere un oggetto di interior design a quello che succede fuori dalla casa, nel mondo”.

. E ancora: “Bisogna coesistere con la morte, non cancellarla. L’artista ha la responsabilità di concentrarsi sull’umanità e di continuare a chiedere chi sta morendo, perché e come”.

Tuttavia, è il tema stesso a contenere la satira sociale (di fronte alla morte i costumi e l velleità di un’epoca sono irrilevanti). E lo è fin dai tempi in cui le Terme di Diocleziano erano un complesso termale capace di ospitare fino a 3mila persone.

L’installazione è frutto di un gigantesco impegno da parte dell’artista e dello studio per la lavorazione del vetro Berengo di Venezia. Un lavoro talmente lungo e complicato che per ultimarlo sono stati necessari tre anni e un’opera di ricerca che si è innestata sull’abilità artigianale.

"Ogni visita dell’artista a Murano - ha ricordato la direttrice della Fondazione Berengo, Jane Rushton- ha stimolato la nascita di nuove idee e portato nuova energia. Parti in vetro soffiato prodotte in fornace, quali organi umani, pipistrelli e altre creature sono state combinate a strutturedi ossa in vetro fuso prodotte nel nostro laboratorio di casting. Con il trascorrere del tempo, come ècresciuta la visione di Ai Weiwei, così si è evoluta anche questa scultura".

L’esposizione dell’opera La Commedia Umana di Ai Weiwei è stata organizzata dal Museo Nazionale Romano. Si è svolta più o meno in paralleo con l’allestimento della Turandot, al Teatro dell’Opera di Roma, diretto dall’artista (gli spettacoli sono durati fino al 31 marzo) ed alla mostra personale Change of Perspective a lui dedicata nella sede capitolina di Galleria Continua che si concluderà giovedì prossimo.

Think Big! Ai Weiwei Photo: Edward Smith

Think Big! Ai Weiwei. Commedia Umana, Terme di Diocleziano, Museo Nazionale Romano

Think Big! Ai Weiwei Photo: Francesco Allegretto

Think Big! Ai Weiwei. Commedia Umana, Terme di Diocleziano, Museo Nazionale Romano

Think Big! Ai Weiwei Photo: Francesco Allegretto

Think Big! Ai Weiwei Photo: Edward Smith

Think Big! Ai Weiwei. Commedia Umana, Terme di Diocleziano, Museo Nazionale Romano (l’artista durante l’installazione dell’opera)

"You" l'autoritratto iperrealista di Maurizio Cattelan suicida

MAURIZIO CATTELAN, YOU, 2021. SILICONE AL PLATINO, VETRORESINA EPOSSIDICA, ACCIAIO INOX, CAPELLI VERI, VESTITI E CORDA IN CANAPA, FIORI.140 × 40 × 25 CM. COURTESY OF THE ARTIST AND MASSIMODECARLO GALLERY

A pochi mesi dalla conclusione della grande mostra, Breath Ghosts Blind, al Pirelli Hangar Bicocca, Maurizio Cattelan ritorna a Milano per la Design Week, con due interventi. Il primo è una scultura iperrealista intitolata “You”. Un’autoritratto in cui Cattelan si rappresenta impiccato nel lussuoso bagno di Casa Corbellini-Wassermann (in cui ha sede la galleria del suo storico mercante e amico Massimo De Carlo). Mentre il secondo, che verrà presentato oggi al Tempio crematorio del cimitero Monumentale di Milano, è un lavoro del ‘94: “Ninna Nanna”. Dei sacchi riempiti con le macerie del Padiglione d’Arte Contemporanea distrutto nel ‘93 da un’attentato mafioso in cui morirono 5 persone.

In qualche modo le due installazioni, insieme, riproducono la trama della mostra al Pirelli Hangar Bicocca. Conclusa da un monumento alla brutalità del terrorismo. In questo caso, sia la sede dell’esposizione sia il fatto che Cattelan donerà “Ninna Nanna” alla città una volta concluso l’evento (il 6 novembre), rappresentano un tributo dell’artista alle vittime e alla comunità.

“You”, invece, è una scultura presentata per la prima volta nella galleria Massimo De Carlo (dove rimarrà fino al 25 giugno) e non è priva di una vaga, macabra, leggerezza. Malgrado l’opera sia un’autoritratto in cera dell’artista, vestito e pettinato di tutto punto e con un primaverile mazzo di fiori in mano, mentre penzola da una coda appesa al soffitto. Ma si intitola “You” chiamando lo spettatore, involontaro voyeur del Cattelan suicida, a partecipare ad un gioco di specchi, che l’artista aveva già cominciato con i marmi, le superfici riflettenti e le porte della location.

In “You” ritorna il tema del sucidio e della disperazione silenziosa, protagonista di altre famose opere di Maurizio Cattelan, e del pubblico osservatore potenzialmente ostile dell’artista impotente. Che arrivava all’incontro con le migliori intenzioni. Addirittura portando in dono un grazioso mazzo di fiori. Ma l’opera si apre anche a molte altre interpretazioni, a cominciare da quella metaforica, sottolineata dall’abbigliamento formale (che contrasta con i piedi nudi) e dai capelli perfettamente acconciati.

Così spiegano l’opera gli organizzatori: "YOU è un’allucinazione, un’immagine di controllo e di perdita. Un gesto generoso di accoglienza ma anche un inevitabile addio, YOU esplora il ruolo dell’individuo nello spazio pubblico. Dichiarazione di resa o forse semplicemente l’affermazione di una nuova gentilezza, questo nuovo lavoro di Maurizio Cattelan attesta la morte dei grandi poteri infondendo nuove energie nella forza dell’individuo. "

Di sicuro “You” di Maurizio Cattelan è un’opera profondamente teatrale, che sembra quasi rendere omaggio ad alcune piece. E che mentre lo spettatore, ancora frastornato dall’aver trovato l’artista impiccato con un mezzetto di fiori in mano, gli bisbiglia: “You”. Facendogli nascere dei sospetti su chi sia davvero il cadavere e chi, eventualmente, l’assassino.

MAURIZIO CATTELAN, YOU (particolare), 2021. SILICONE AL PLATINO, VETRORESINA EPOSSIDICA, ACCIAIO INOX, CAPELLI VERI, VESTITI E CORDA IN CANAPA, FIORI.140 × 40 × 25 CM. COURTESY OF THE ARTIST AND MASSIMODECARLO GALLERY

MAURIZIO CATTELAN, YOU (particolare), 2021. SILICONE AL PLATINO, VETRORESINA EPOSSIDICA, ACCIAIO INOX, CAPELLI VERI, VESTITI E CORDA IN CANAPA, FIORI.140 × 40 × 25 CM. COURTESY OF THE ARTIST AND MASSIMODECARLO GALLERY

MAURIZIO CATTELAN, YOU (particolare), 2021. SILICONE AL PLATINO, VETRORESINA EPOSSIDICA, ACCIAIO INOX, CAPELLI VERI, VESTITI E CORDA IN CANAPA, FIORI.140 × 40 × 25 CM. COURTESY OF THE ARTIST AND MASSIMODECARLO GALLERY

MAURIZIO CATTELAN, YOU, 2021. SILICONE AL PLATINO, VETRORESINA EPOSSIDICA, ACCIAIO INOX, CAPELLI VERI, VESTITI E CORDA IN CANAPA, FIORI.140 × 40 × 25 CM. COURTESY OF THE ARTIST AND MASSIMODECARLO GALLERY