Kim Tschang-Yeul, il grande pittore coreano che per 48 anni ha dipinto solo gocce d'acqua

Kim Tschang-Yeul, (2011), oil on canvas, 15 by 17 3/4 inches. Image via Sotheby’s

Kim Tschang-Yeul, (2011), oil on canvas, 15 by 17 3/4 inches. Image via Sotheby’s

Kim Tschang-Yeul considerato uno dei padri dell’arte coreana contemporanea per tutta la vita ha dipinto solo gocce d’acqua. La serie di questi dipinti si chima proprio così “Water Drops”. Se n’è andato lo scorso gennaio a 91 anni dopo averne dedicato complessivamente 48 a una riproduzione meticolosa di minuscole lacrime di liquido incolore. Lo sfondo era spesso astratto ma quando si trattava della forma, cui aveva dedicato la sua poetica, diventava un pittore iperrealista.

Non si perdeva mai d’animo, e le sue gocce d’acqua cambiavano di composizione in composizione. Fedele ai principi del buddismo zen, che considerano l’acqua un elemento che non dà e non si aspetta nulla, sovrapponibile perciò alla “bontà suprema”. Il suo obbiettivo era diluire, attraverso la pratica paziente della pittura iperrealista, il suo ego in quelle che si potrebbe dire considerasse minute pozze d’eternità. Di certo specchi di se e dell’ambiente che lo circondava. Giocando poeticamente la partita del suo lavoro tra risonanze personali e riflessi universali.

"È una tendenza che sembra unire molte delle avanguardie coreane che hanno aderito ad Art Informel nei primi anni '60, tra cui Ha Chong-Hyun e Park Seo-Bo- scrive in un testo la studiosa Cleo Roberts- In questa generazione di artisti c'è una devozione ritualistica per una forma, un processo e, a volte, un colore scelti. Si potrebbe azzardare che, nel contesto della vita in un paese instabile devastato dalla guerra, la sicurezza dell'immersione in una modalità singolare fosse una scelta di potere e potrebbe essere stato un contrappunto psicologico necessario."

Nato nel ‘29 al nord, in una Corea unita, figlio di una casalinga e di un funzonario del Ministero dell’agricoltura, scappò al sud dove frequentò l’università per sfuggire al Comunismo. Ma i suoi studi vennero interrotti dalla guerra. L’ultima tappa di questa diaspora all’interno del suo paese natale lo vide rifugiato sull’Isola di Jeju, dove ora si trova il Kim Tschang-Yeul Museum of Art, che ne ricorda e onora l’opera. Ma appena fu possibile si spostò prima negli Stati Uniiti e poi in Francia.

Ed è proprio in Francia, nel 1972, che dipinse la sua prima goccia d’acqua. Nel suo studio delle tele si erano inumidite e lui creò Événement de la nuit, in cui campeggia una sola grande lacrima su fondo nero, che riflette la luce della luna.

Di lì ha continuato a dipingere gocce d’acqua. Ha spesso, persino, creato macchie d’umidità, bagnando con una tecnica particolare il retro della tela, in maniera da dare ancora più enfasi al soggetto.

"Per me - ha detto all'agenzia di stampa Yonhap nel 2016 - pensare a trasparenti gocce d'acqua, è un modo di far sparire le cose brutte. Ho dissolto e cancellato ricordi orribili dipingendole innumerevoli volte".

Kim Tschang-Yeul e le sue gocce d’acqua saranno in mostra a Londra dal 4 marzo. Ma è possibile approdondire la propria conoscenza dell’artista coreano anche osservando un più ampio numero di sue opere su Artsy.

(1986), oil on canvas, 63 1/2 x 51 3/8 inches. Image via Christie’s

(1986), oil on canvas, 63 1/2 x 51 3/8 inches. Image via Christie’s

Detail of “Waterdrops” (1985), oil and Indian ink on canvas, 76 3/4 x 63 3/4 inches. Image via Almine Rech

Detail of “Waterdrops” (1985), oil and Indian ink on canvas, 76 3/4 x 63 3/4 inches. Image via Almine Rech

“Waterdrops” (1979), oil on canvas, 102 x 76 3/4 inches. Image © The Estate of Kim Tschang-Yeul, courtesy of the estate and Almine Rech, photo by Rebecca Fanuele

“Waterdrops” (1979), oil on canvas, 102 x 76 3/4 inches. Image © The Estate of Kim Tschang-Yeul, courtesy of the estate and Almine Rech, photo by Rebecca Fanuele

“Waterdrop” (1974), oil on canvas, 17 3/4 x 16 1/8 inches. Image © The Estate of Kim Tschang-Yeul, courtesy of the estate and Almine Rech, photo by Rebecca Fanuele

“Waterdrop” (1974), oil on canvas, 17 3/4 x 16 1/8 inches. Image © The Estate of Kim Tschang-Yeul, courtesy of the estate and Almine Rech, photo by Rebecca Fanuele

“Waterdrops” (1986), India Ink and oil on canvas, 32 1/2 x 32 1/2 inches. Image © The Estate of Kim Tschang-Yeul, courtesy of the estate and Almine Rech, photo by Rebecca Fanuele

“Waterdrops” (1986), India Ink and oil on canvas, 32 1/2 x 32 1/2 inches. Image © The Estate of Kim Tschang-Yeul, courtesy of the estate and Almine Rech, photo by Rebecca Fanuele

Kim Tschang-Yeul, Événement de la nuit (1972). Oil on linen. 50 x 50 cm. Courtesy Tina Kim Gallery. Image via Ocula

Kim Tschang-Yeul, Événement de la nuit (1972). Oil on linen. 50 x 50 cm. Courtesy Tina Kim Gallery. Image via Ocula

Galleria Continua apre una sede a Parigi e propone un nuovo modo di esporre l'Arte

TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

Desing vintage, tratto dinamico ma riflessivo, con un tocco di teatralità ed emotività in più. La nuova sede parigina di Galleria Continua, inauguarta con la mostra collettiva “Truc à Faire” (curata dall’artista francese JR), è quasi una sfida al mondo dell’arte. Perchè con il suo modo innovativo di esporre ricorda, che ricominciare dopo il covid 19, è necessario, ma che forse non tutto sarà come prima.

Nata nel 1990 dal progetto di Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo, Galleria Continua, è diventata negli anni un punto di riferimento internazionale per l’arte contemporanea Oltre alle due sedi italiane è presente a: Beijing, Les Moulins, all’Avana e a San Paolo. Ma sin dall’inizio prende un altra via rispetto alle altre gallerie e esordisce negli spazi di un ex cinema a San Gimignano (Siena). In periferia e in un locale con la sua bella dose di personalità. Cioè due eresie per i canoni espositivi dell’epoca.

La sede parigina, tuttavia, disposta su due piani (in totale 800 metri quadr) all’angolo tra Rue du Temple e Rue Michel-le-Comte, a due passi dal Centre Pompidou, rompe le consuetudini espositive in spazi privati ancora più profondamente. La mostra “Truc à Faire”di JR è stata installata prima del restauro dell’ex negozio di pelletteria che occupava le stanze ora di Continua. E i lavori di ristrutturazione scandiranno il succedersi delle mostre. Nel frattempo la galleria, che ha già in vendita prodotti alimentari toscani e gadgets, si doterà di una caffetteria, uno store e una sala dedicata a incontri e talk.

Il progetto nasce dall’idea di creare uno spazio accogliente- hanno spiegato Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo- un luogo conviviale, flessibile, inclusivo, accessibile a tutti, architettonicamente non omologato ai canoni del whitecube; un’officina di linguaggi contemporanei che coniughi arte, socialità e cultura. Un ambiente aperto alla multiculturalità dove persone con storie, risorse e interessi differenti possano incontrarsi anche semplicemente per leggere una rivista o per scambiare impressioni, esperienze, progettualità

“Truc a Faire” ("Qualcosa da fare”) piega questi principi, facendone una sorta di manifesto visivo, dove arte e architettura, cultura alta e cultura bassa, si fondono in un evento irripetibile, nel vero senso della parola. Le opere di JR, infatti, sono state studiate per ingannare l’occhio dello spettatore, creando un continuum tra imperfezioni e caratteristiche peculiari del design d’interni, e lavori dell’artista. Sottolineando come il mancato restauro possa essere un’opportunità e non un difetto della mostra. Stesso discorso per le altre opere che compongono la collettiva.

Uno spazio dove si vendono opere d’arte- ha spiegato JR- a metà tra una cattedrale e un supermercato, è un luogo dove ci si avvicina all’infinito e dove si acquistano oggetti di consumo. Sono abituato a lavorare con gallerie d’arte e anche a stare in strada e parlare con i passanti. Per questo nuovo spazio, ho voluto unire i due universi, creare un luogo abitato dall’arte dove veniamo a camminare, dove torniamo qualche settimana dopo per scoprire un nuovo universo, dove incontriamo opere di artisti di generazioni diverse, provenienti dai cinque continenti: da Ai Weiwei, a Daniel Buren, Anish Kapoor, Michelangelo Pistoletto e Pascale Marthine Tayou, solo per fare alcuni nomi. Vorrei che fosse uno spazio di discussione, incontro, sorprese, dove compriamo un libro che scopriamo essere firmato dal suo autore una volta aperto, dove possiamo prendere un buon caffè italiano inun ambiente in movimento, dove ci immergiamo nelle opere presenti

E già, perchè nella sede parigina di Continua sarà possibile trovare vai libri e cataloghi d’arte e alcuni di loro sono stati firmati dall’autore. Naturalmente non sarà possibile sapere quali.

“Truc à Faire” ha chiuso i battenti il 20 febbraio 2021. Per vedere altre immagini della mostra e della sede parigina di Galleria Continua si può seguire il suo account instagram. Mentre quello di JR permetterà a tutti di ammirare le sue opere d’arte pubblica in giro per il mondo.

TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

2021Veduta esterna della sede di Galleria Continua Paris Courtesy: GALLERIA CONTINUA Photo by: Lorenzo Fiaschi

2021Veduta esterna della sede di Galleria Continua Paris Courtesy: GALLERIA CONTINUA Photo by: Lorenzo Fiaschi

“TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Lorenzo Fiaschi

“TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Lorenzo Fiaschi

LEFT Totem Cristal Pascale Marthine Tayo 2019 cristallo, materiali vari h192 x 42,5 x 40 cm RIGHT Totem Cristal Pascale Marthine Tayou 2019 cristallo, materiali vari h177 x 48,5 x 29 cm 2019 Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara …

LEFT Totem Cristal Pascale Marthine Tayo 2019 cristallo, materiali vari h192 x 42,5 x 40 cm RIGHT Totem Cristal Pascale Marthine Tayou 2019 cristallo, materiali vari h177 x 48,5 x 29 cm 2019 Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

“TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

“TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

Messa a nudo – E Michelangelo Pistoletto 2020 serigrafia su acciaio inox supermirror250 x 150 cm Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

Messa a nudo – E Michelangelo Pistoletto 2020 serigrafia su acciaio inox supermirror250 x 150 cm Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

2021 Pubblico in acquisto Photo by: Sara De Santis

2021 Pubblico in acquisto Photo by: Sara De Santis

2021 Pubblico in acquisto Photo by: Sara De Santis

2021 Pubblico in acquisto Photo by: Sara De Santis

TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

Champignon Collection de Nuages Leandro Erlich 2018 vetro chiaro, stampa digitale con inchiostro ceramico, vetrina di legno, luci a led vetrina: 199,5 x 175 x 81 cm; vetri: 110 x 140 cm (9 lastre) Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA Photo by:…

Champignon Collection de Nuages Leandro Erlich 2018 vetro chiaro, stampa digitale con inchiostro ceramico, vetrina di legno, luci a led vetrina: 199,5 x 175 x 81 cm; vetri: 110 x 140 cm (9 lastre) Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

Independence disillusion Kader Attia 2014 pittura a olio 29,8 x 40 cm Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

Independence disillusion Kader Attia 2014 pittura a olio 29,8 x 40 cm Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

TRUC À FAIRE” 2021 vedute della mostra Galleria Continua, Paris Courtesy: the artists and GALLERIA CONTINUA Photo by: Sara De Santis

Laurent Lebon with the work of JR To the point, 2021 stampa a getto d'inchiostro su carta da parati dimensioni site specific Courtesy: the artist and Galleria Continua Photo by: Lorenzo Fiaschi

Laurent Lebon with the work of JR To the point, 2021 stampa a getto d'inchiostro su carta da parati dimensioni site specific Courtesy: the artist and Galleria Continua Photo by: Lorenzo Fiaschi

Trovato un messaggio scritto da Edvard Munch su un angolo de "L'Urlo"

Immagini del Museo Nazionale della Norvegia

Immagini del Museo Nazionale della Norvegia

Sono anni che una minuscola annotazione scritta sulla versione del 1893 de “L’Urlo “ di Edvard Munch non fa dormire gli storici dell’arte. Recita: “Potrebbe essere stato dipinto solo da un pazzo!” E si pensava potesse essere stata scritta da un vandalo. Ma ora, un monumentale studio del Museo Nazionale della Norvegia ha fatto luce sulla faccenda. Chiarendo definitivamante che a vergare quelle parole fu l’artista stesso.

De “L’Urlo” Munch ha creato 4 versioni (due pastelli e due dipinti), nate tra il 1893 e il 1910, cui va aggiunta una lastra da cui hanno preso forma numerose opere grafiche. La scritta compare solo sulla tempera su tavola del ‘93. E’ minuscola, difficile da notare ad occhio nudo. E per poterla analizzare i ricercatori hanno dovuto ingrandirla e renderla più chiara con la fotografia a infrarossi.

"Ora è stata esaminata con molta attenzione- ha detto la curatrice Mai Britt Guleng responsabile della ricerca- Lettera per lettera e parola per parola, ed è identica in tutto e per tutto alla calligrafia di Munch. Quindi non ci sono più dubbi."

Ma perchè? Sembra una cosa strana da scrivere sul proprio dipinto.

Malgrado non ci sia modo di individuare con precisione il momento in cui l’artista norvegese annotò quelle parole. Gli esperti suppongono sia successiva alla mostra tenutasi alla galleria Blomqvist di Oslo e al dibattito che ne seguì, in cui lo studente di medicina, Johan Scharffenberg, disse che il dipito gli aveva fatto dubitare della salute mentale dell’autore e definì Munch “anormale” e un “pazzo”.

In breve, nelle parole di Munch ci sarebbe un misto, di ironia, rabbia e indignazione, che sentiva l’urgenza di rendere pubbliche.

Negli anni, Munch avrebbe più volte ribadito di essere stato profondamente ferito dalle affermazioni del ragazzo.

Per fugare ogni dubbio sulla paternità della frase, i ricercatori del Museo Nazionale norvegese, hanno utilizzato il tempo di chiusura e restauro della struttura, cui seguirà l’inaugurazione di un nuovo spazio espositivo, prevista per il 2022. “L’Urlo” di Edvard Munch è uno dei dipinti più famosi del periodo che dall’Arte Moderna conduce alla contemporaneità.

Immagini del Museo Nazionale della Norvegia

Immagini del Museo Nazionale della Norvegia

Immagini del Museo Nazionale della Norvegia

Immagini del Museo Nazionale della Norvegia