Cai Guo-Quiang l’artista che dipinge con la polvere da sparo fa scintille al Museo del Prado

accensione della pittura a polvere da sparo, "spirit of paiting" di cai guo-quiang al salón de reinos, madrid, 2017  immagine © museo nacional del prado

accensione della pittura a polvere da sparo, "spirit of paiting" di cai guo-quiang al salón de reinos, madrid, 2017  immagine © museo nacional del prado

Le opere dell’artista Cai Guo-Quiang sono come spettacoli pirotecnici. Anzi a volte sono proprio spettacoli pirotecnici. Perché Cai Guo-Quiang da trent’anni racconta il mondo di oggi e di ieri, le contraddizioni e i dilemmi filosofici dell’uomo contemporaneo, con gli esplosivi. 
Il suo preferito è la polvere da sparo con cui riesce a produrre enormi dipinti ricchi di particolari, spesso citando i grandi maestri del passato.

E’ il caso della sua ultima mostra ‘Spirit of paiting’, in corso al Museo del Prado (fino al 4 marzo 2018), in cui Cai Guo-Quiang ha creato otto dipinti ispirandosi alla collezione madrilena e in particolare a El Greco, per cui Cai nutre una passione di vecchia data.

cai guo-quiang durante l'accensione della polvere da sparo al salón de reinos, madrid, 2017; immagine © museo nacional del prado

cai guo-quiang durante l'accensione della polvere da sparo al salón de reinos, madrid, 2017; immagine © museo nacional del prado

Per quanto i dipinti con la polvere da sparo siano il suo marchio di fabbrica, Cai Guo-Quiang usa una vasta rosa di medium espressivi (installazioni, video, performance) con cui realizza delle opere semplici e spettacolari. Si serve dell’aiuto di decine di assistenti (esperti di calligrafia, scultori cinesi, pescatori giapponesi, scalatori di roccia) e riesce sempre a conquistare il pubblico. 

Ma anche la critica che, per esempio, nel 1999 l’ha premiato  con  il leone d’oro alla Biennale di Venezia.

'salon de reinos', cai guo-qiang, polvere da sparo su tela, 360 x 600 cm 2017; courtesy © museo nacional del prado

'salon de reinos', cai guo-qiang, polvere da sparo su tela, 360 x 600 cm 2017; courtesy © museo nacional del prado

‘Spirit of paiting’ però focalizza la sua attenzione sul solo percorso pittorico dell’artista cinese attualmente residente a New York. Ci sono dipinti ad olio e acrilico su tela creati da Guo-Quiang  all’inizio della sua carriera. Ma anche schizzi rari e disegni su scatole di fiammiferi del padre Cai Ruiqin, maestro di calligrafia e pittore tradizionale, che guidò il figlio nei primi anni della carriera.
Cai Guo-Quiang  ha anche creato otto opere in esclusiva per la mostra al Museo del Prado. Per farlo è rimasto qualche settimana a Madrid e ha usato la ‘Sala dei Regni(Salón de Reinos) o ‘Sala Grande’ (che in realtà è un edificio a parte, recentemente acquisito dal Prado) come studio. La residenza dell’artista cinese si è conclusa con la realizzazione-performance (si è svolta davanti al pubblico) del monumentale dipinto ‘Spirit of paiting’ (18 metri di lunghezza per 3 di altezza).

immagine delle gallerie espositive "spirit of paiting. cai guo-qiang at the prado '; photo by wen-you cai, courtesy cai studio

immagine delle gallerie espositive "spirit of paiting. cai guo-qiang at the prado '; photo by wen-you cai, courtesy cai studio

Il corpo di lavori dipinti con la polvere da sparo, come dice il titolo, è ispirato allo spirito dei pittori che occupano il museo con la loro opera senza tempo. Ma il vero obbiettivo della mostra (come nel caso di ‘Ai Weiwei: Libero’ a Palazzo Strozzi) era creare un dialogo tra il lavoro di Cai Guo-Quiang  e il patrimonio conservato nel museo madrileno.

Una sala della personale è stata dedicata alla proiezione del documentario della regista spagnola Isabel Coixet (girato proprio in occasione dell’evento) che spiegherà ai visitatori come fa Cai Guo-Quiang  a dipingere con la polvere da sparo e perché lo fa. Per chi non andrà a vederla ho inserito un breve video (in fondo) in cui l’artista parla dei suoi dipinti con la polvere da sparo. (via Designboom

‘the distant clouds’, cai guo-qiang, polvere da sparo su tele, 240 x 200 cm, 2017; courtesy © museo nacional del prado

‘the distant clouds’, cai guo-qiang, polvere da sparo su tele, 240 x 200 cm, 2017; courtesy © museo nacional del prado

imagine delle galllerie espositive della mostra ‘the spirit of painting. cai guo-qiang at the prado’; photo by wen-you cai, courtesy cai studio

imagine delle galllerie espositive della mostra ‘the spirit of painting. cai guo-qiang at the prado’; photo by wen-you cai, courtesy cai studio

'day and night in toledo', cai guo-qiang polvere da sparo su tele, 260 x 600 cm 2017; courtesy © museo nacional del prado

'day and night in toledo', cai guo-qiang polvere da sparo su tele, 260 x 600 cm 2017; courtesy © museo nacional del prado

cai guo-qiang durante la creazione del dipinto a polvere da sparo 'day and night in toledo' al salón de reinos, madrid, 2017; © museo nacional del prado

cai guo-qiang durante la creazione del dipinto a polvere da sparo 'day and night in toledo' al salón de reinos, madrid, 2017; © museo nacional del prado

‘alchemist’, cai guo-qiang, polvere da sparo su tela, 240 x 200 cm, 2017; courtesy © museo nacional del prado

‘alchemist’, cai guo-qiang, polvere da sparo su tela, 240 x 200 cm, 2017; courtesy © museo nacional del prado

cai guo-qiang e i volontari posizionano gli stencils per il dipinto a polvere da sparo 'day and night in toledo' al salón de reinos, madrid, 2017; © museo nacional del prado

cai guo-qiang e i volontari posizionano gli stencils per il dipinto a polvere da sparo 'day and night in toledo' al salón de reinos, madrid, 2017; © museo nacional del prado

Biennale di Venezia| Il Padiglione Cinese. sfavillante di ottimismo e zeppo di tradizioni, che inquieta gli occidentali

'Continuum-Generation by Generation', Padiglione Cina, Biennale di Venezia, Installation view

'Continuum-Generation by Generation', Padiglione Cina, Biennale di Venezia, Installation view

Il padiglione cinese della Biennale di Venezia con la mostra ‘Continuum – Generation by Generation’ è una festa di sollecitazioni, colori e curiosità. Sfavillante e ottimista. Ma anche inquietante (per noi occidentali ovviamente).
Il tema dell’esposizione è il ’Bu Xi’ ovvero il perpetuarsi delle cose in un ciclo rotatorio continuo e incessante (ad esempio il passato è la radice del futuro che si volge a guardare il passato e via discorrendo) simile ai concetti di ying e yang tipici della cultura cinese.
‘Continuum – Generation by Generation’  è curata Qiu Zhijie

Qiu Zhijie

Qiu Zhijie

Qiu Zhijie: E’ un artista e un teorico di fama già conosciuto in Italia (ha lavorato molto con il Museo Pecci di Prato ad esempio). Ha il chiodo fisso delle mappe: “Di solito il mio metodo è quasi sempre basato sul realizzare mappe- ha dichiarato in un’ intervista rilasciata al giornale del Centro Pecci- che diventano poi uno strumento di ricerca su vari argomenti.”
Questo tema ricorrente delle sue opere per cui è amatissimo ha influenzato molto il Padiglione Cina da lui curato. Che a prima vista in effetti risulta difficile da leggere. O meglio dà l’impressione di essere ricco a livello visivo ma disordinato concettualmente. In realtà è perché la mostra è stata immaginata non linearmente ma come si fosse trattato di una rete di idee con frecce che vanno avanti e indietro da una all’altra.

Installation view

Installation view

Gli artisti che riempiono la mostra con le loro opere sono quattro (più lo stesso Qiu Zhijie che è appunto anche artista): Yao Huifen (o Lady Yao), Wang Tianwen, Tang Nannan e Wu Jian’an
E si dividono in due gruppi: arti applicate tradizionali (Yao Huifen, Wang Tianwen) e arte contemporanea (Tang Nannan e Wu Jian’an).

Due artisti tradizionali e due artisti che utilizzano i linguaggi contemporanei delle arti visive-spiega il comunicato stampa- sono stati scelti per rappresentare il significato di questa narrazione. Artigianato e opere d’arte contemporanea si influenzano a vicenda.”

Yao Huifen, The skeleton fantasy show, 2017

Yao Huifen, The skeleton fantasy show, 2017

Yao Huifen (o Lady Yao): è una ricamatrice impressionante. Figlia di maestri del ricamo a loro volta figli di ricamatori e così via per diverse generazioni. Oltre a padroneggiare le tecniche tradizionali cinesi ne ha inventate parecchie. Alcuni suoi lavori sono conservati al British Museum. E non a caso, visto che è in grado si riprodurre tutti i dipinti che si trovano sui libri di storia dell’arte dalla Gioconda alle opere a inchiostro degli antichi pittori cinesi. Per il Padiglione Cina ha ricamato ‘Skeleton Fantasy Show’ di Li Song (X – XI Sec.), “attraverso l’utilizzo di oltre un centinaio di tecniche diverse”. (!!!). Ha collaborato anche con l’artista contemporaneo Tang Nannan per la realizzazione di un’opera in mostra.

Wang Tianwen, Wu Jian’an, Tang Nannan, Yao Huifen, Continuum-Removing the Mountains and Filling the Sea, Shadow play screen, 2015

Wang Tianwen, Wu Jian’an, Tang Nannan, Yao Huifen, Continuum-Removing the Mountains and Filling the Sea, Shadow play screen, 2015

Wang Tianwen: Maestro nella complessa ed antichissima arte del teatro delle ombre, che richiede la creazione delle figure lavorando la pelle secondo tecniche precise e i fondali su cui si muovono i personaggi. Oltre ad esporre delle cose sue ha collaborato con Tang Nannan per la creazione di un’opera.

Tang Nannan, The southern under world, 2017

Tang Nannan, The southern under world, 2017

Tang Nannan: E’ un’artista contemporaneo che usa diversi medium dalla tradizionale pittura a inchiostro al video alla fotografia e alle animazioni su schermi multipli. Per il padiglione ha usato inchiostro e animazione.

Wu Jian’an, The birth of the galaxy, 2012

Wu Jian’an, The birth of the galaxy, 2012

Wu Jian’an: Artista contemporaneo anche lui ,capace di spaziare dalla pittura alla scultura all’installazione. Ma il suo pezzo forte sono i collage di carta intagliata su grandi tele. Inutile dire che colpiscono per la pazienza dell’esecuzione. Per la Biennale ha realizzato delle sculture dorate e delle tele che da lontano davano l’impressione di essere state dipinte con campiture di colore puro, da vicino si scopriva invece che la superficie era stata completamente ricoperta da migliaia di figure in carta intagliata incollate l’una sull’altra.

Collaboration of Tang Nannan with Yao Huifen, Oblivious Ocean, 2017

Collaboration of Tang Nannan with Yao Huifen, Oblivious Ocean, 2017

Le immagini antitetiche ‘montagna/mare’ e ‘antico/nuovo’, che nel loro insieme rappresentano l’equilibrio perfetto dello ‘Yin/Yang’ cinesi-continua il comunicato- costituiscono la cornice entro la quale di sviluppa il percorso espositivo. Due favole cinesi molto note, Il vecchio sciocco che rimuove le montagne e Jingwei che riempie il mare, saranno il serbatoio immaginifico da cui ricavare visioni corrispondenti ai concetti di ‘montagna’ e ‘mare’”. 
Entrambe le fiabe parlano dell’incrollabile volontà del popolo cinese e della sua paziente testardaggine nel raggiungere gli obbiettivi che si è prefissato. Concetti che nella mente di un’occidentale creano una involontaria quanto persistente inquietudine.

Tang Nannan, The southern under world, 2017; photo: Artbooms

Tang Nannan, The southern under world, 2017; photo: Artbooms

Può essere che il Padiglione Cina ‘Continuum – Generation by Generation’ della 57esima Biennale d’arte di Venezia vi sembri confuso ma difficilmente non vi piacerà. Come la mostra ‘VIVA ARTE VIVA’ e gli altri padiglioni nazionali sarà possibile vederlo fino al 26 di novembre

Collaboration of Tang Nannan and Wang Tianwen, Happy excursion series, 2017

Collaboration of Tang Nannan and Wang Tianwen, Happy excursion series, 2017

Yao Huifen, The skeleton fantasy show (particolare del ricamo), 2017; Photo: Artbooms

Yao Huifen, The skeleton fantasy show (particolare del ricamo), 2017; Photo: Artbooms

Wang Tianwen, Wu Jian’an, Tang Nannan, Yao Huifen, Continuum-Removing the Mountains and Filling the Sea, Shadow play screen, 2015

Wang Tianwen, Wu Jian’an, Tang Nannan, Yao Huifen, Continuum-Removing the Mountains and Filling the Sea, Shadow play screen, 2015

Wu Jian’an, The birth of the galaxy (particolare), 2012; Photo: Artbooms

Wu Jian’an, The birth of the galaxy (particolare), 2012; Photo: Artbooms

Tang Nannan, Oblivious ocean 7

Tang Nannan, Oblivious ocean 7

Wang Tianwen, Wu Jian’an, Tang Nannan, Yao Huifen, Continuum-Removing the Mountains and Filling the Sea (particolare), Shadow play screen, 2015; Photo: Artbooms

Wang Tianwen, Wu Jian’an, Tang Nannan, Yao Huifen, Continuum-Removing the Mountains and Filling the Sea (particolare), Shadow play screen, 2015; Photo: Artbooms

Tang Nannan, Marrow Return, 2017

Tang Nannan, Marrow Return, 2017

Le intricate sculture di Eunsuh Choi fatte da centinaia di bastoncini di vetro lavorati a lume e intrecciati

choi-7.jpg

L’artista coreana Eun Suh Choi crea delle sculture di vetro aggraziate e complesse, caratterizzate da con un tocco infantile; giocoso.

Sono di medie dimensioni, costruite come fossero castelli di carte, sovrapponendo ed incastrando tra loro centinaia di fragili bastoncini lavorati a mano.

A livello concettuale Eun Suh Choitratta i concetti di aspirazione ed ambizione (che sono la base per un progresso costante, anche se fragile).

"Il mio lavoro si concentra specificamente sul desiderio di comunicare il fluire aggraziato delle nostre tensioni emotive attraverso il mezzo plastico del vetro lavorato a lume"- dice in un’intervista rilasciata alla rivista americana Habitat-“Mi piace lavorare con la scultura, utilizzando la forma e l’atmosfera che la circonda per ritrarre le storie che si basano sull’incontro dell’uomo con successo e fallimento nel perseguimento dell’ambizione personale.”

A vederle tuttavia, le sculture, sembrano elaborati prodotti della grafica 3d sviluppati con un tocco glamour. Non certo il minuzioso risultato di una pratica artigianale paziente e antica.  La Choi, infatti, usa l’antica tecnica della lavorazione a lume del vetro.
Per vedere altre opere di Eun Suh Choi e saperne di più su di lei, oltre al suo sito si può ricorrere alla Gallery Sklo o ad Habitat Fine Art. (via Colossal)

choi-5.jpg
choi-2.jpg
Forbidden-Rights.jpg
choi-9.jpg
Forbidden-Rights-detail.jpg
choi-6.jpg
choi-3.jpg
choi-4.jpg
choi-8.jpg