Zemer Peled che crea fiori e coralli con migliaia di frammenti di ceramica

Pair by the sea. Porcelain shards, fired clay.

Pair by the sea. Porcelain shards, fired clay.

L’artista di origini israeliane Zemer Peled crea grandi sculture policrome che ricordano fiori nell’atto di sbocciare, foglie, piante grasse, coralli e spugne marine. Le opere sono composte da migliaia di frammenti di ceramica che Peled taglia, applica e dipinge uno ad uno.

Le opere sono insieme dinamiche e riccamente decorate. Solitamente di grandi dimensioni. Evocano, ad un tempo, l’ambiente che ci circonda e il ricordo (il più delle volte frutto di riprese video o fotografie) che abbiamo di esso. Zemer Peled dice che con esse “esamina la bellezza e la brutalità del mondo naturale”. Tuttavia, colorate e stilizzate come sono, hanno un’aria allegra e fanno più che altro emergere nell’osservatore l’infantile piacere della scoperta di minuti particolari nascosti nella moltitudine di segni sempre uguali e sempre diversi.

Attualmente Zemer Peled tiene degli workshops alle Maldive per sensibilizzare le persone, attraverso l’esperienza delle arti applicate, agli effetti del cambiamento climatico sulle barriere coralline. Condivide il suo lavoro sia sul sito internet che sull’account instagram. (via Colossal)

Maldive Vibes porcelain, 2018. H72 W36 L36 inches

Maldive Vibes porcelain, 2018. H72 W36 L36 inches

Blue & White porcelain shards flower. No.1, 2014. Porcelain shards, fired clay.

Blue & White porcelain shards flower. No.1, 2014. Porcelain shards, fired clay.

Pair by the sea. Porcelain shards, fired clay.

Pair by the sea. Porcelain shards, fired clay.

Pair by the sea (detail). Porcelain shards, fired clay.

Pair by the sea (detail). Porcelain shards, fired clay.

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Tutta la bellezza di semi, pollini e cellule vegetali nella micrografia colorata di Rob Kesseler

Scabiosa cretica. Tutte le fotografie (c) Rob Kesseler via Colossal

Scabiosa cretica. Tutte le fotografie (c) Rob Kesseler via Colossal

L’artista britannico Rob Kesseler realizza raffinate micrografie di semi, pollini, foglie e cellule delle piante. Ingrandisce il soggetto un numero imprecisato di volte con il microscopio , ne fotografa delle sezioni che poi assembla e colora. Con un mix di processi microscopici, scientifici, digitali e manuali, ottiene delle immagini spettacolari e cesellate. Talvolta drammatiche nel far emergere forme minuscole come stupefacenti protagoniste di una galleria di ritratti vegetali.

Rob Kesseler che ha usato vari medium espressivi si è alla fine soffermato sul rapporto di collaborazione tra arte e scienza. In una breve intervista ha così definito l’intersezione delle due discipline: "un processo e un prodotto, una sintesi morfogenetica di due culture espansive e un modo di esaminare il mondo attraverso una serie di filtri".

Secondo Kesseler l’arte e la scienza ora e in futuro intratterranno più spesso un dialogo costruttivo. Di certo c’è che lui lo fa abitualmente. Membro della Linnean Society, della Royal Society of Arts e della Royal Microscopical Society è presidente di Arte, Design e Scienza presso l’università Central Saint Martins. Sta poi lavorando a due progetti sul cambiamento climatico. In quello con il giornalista Mathew Tucker di BBC ha reso visibile la struttura di specie vegetali particolarmente resistenti a un aumento delle temperature,

Rob Kesseler condivide le sue stupefacenti micrografie su Instagram e nei libri dedicati a pollini semi e frutta. (via Colossal)

Medicago arborea

Medicago arborea

Daucus carota

Daucus carota

Santolina chamaecyparissus

Santolina chamaecyparissus

Salix caprea

Salix caprea

Viburnum

Viburnum

Divisionismo La Rivoluzione della Luce porta al Castello di Novara la pittura italiana scientifica (ma non troppo)

Giuseppe Pellizza , Sul fienile, 1893-1894 olio su tela, 133x243,5 cm, firmato e datato sul piano d’appoggio del piatto in verticale .G. Pellizza Volpedo 1893. Collezione privata

Giuseppe Pellizza , Sul fienile, 1893-1894 olio su tela, 133x243,5 cm, firmato e datato sul piano d’appoggio del piatto in verticale .G. Pellizza Volpedo 1893. Collezione privata

Un anno dopo la morte di Vincent Van Gogh in Italia nasce il Divisionismo, un movimento simile al francese Pointillisme che si inserisce nella ricerca artistica europea dell’epoca. All’avanguardia ma non troppo. E che tuttavia traghetterà la pittura verso i creativamente vivaci anni del Futurismo.

Il Castello Visconteo Sforzesco di Novara gli dedica Divisionismo. La Rivoluzione della Luce (fino al 5 aprile 2020), una grande mostra, che si propone come la più importante mai realizzata su questo momento della Storia dell’Arte del bel paese.

" Il Divisionismo muove dall’idea che lo studio dei trattati d’ottica, che hanno rivoluzionato il concetto di colore, debba determinare la tecnica del pittore moderno. Si sviluppa nel Nord d’Italia, grazie soprattutto al sostegno di Vittore Grubicy de Dragon, mercante d’arte, critico, pubblicista e a sua volta pittore, che con il fratello Alberto gestisce a partire del 1876 una galleria d’arte a Milano. E’ Vittore a diffondere tra i pittori della sua scuderia il principio della sostituzione della miscela chimica dei colori tradizionalmente ottenuta sulla tavolozza, con un approccio diretto all’accostamento dei toni complementari sulla tela. Da dato chimico, il colore diventa fenomeno ottico e alla dovuta distanza l’occhio dello spettatore può ricomporre le pennellate staccate in una sintesi tonale, percependo una maggior luminosità nel dipinto."

Curata da Annie-Paule Quinsac che è tra i primi storici dell’arte ad essersi dedicati al Divisionismo (già dal finire degli anni Sessanta), l'esposizione, si dipana per otto capitoli. Che prima tracciano la storia del movimento attraverso le opere, per poi soffermarsi sui suoi più rappresentativi esponenti (cioè: Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini e Gaetano Previati). E su un solo tema, quello della neve.

Divisionismo. La Rivoluzione della Luce conta su un corpo di ben settanta opere. Abbastanza consistente per far felici gli appassionati di arte moderna. Che durante le feste potranno aggiungere il Castello Visconteo Sforzesco di Novara alla loro agenda degli appuntamenti, insieme a “La Collezione Thannhauser da Van Gogh a Picasso” a Palazzo Reale di Milano, e a “Natalia Goncharova . Una donna e le avanguardie, tra Gauguin, Matisse e Picasso" a Palazzo Strozzi di Firenze.

Emilio Longoni , Ragazzina col gatto, 1893-1896, olio su tavola, 24x33 cm. Collezione privata

Emilio Longoni , Ragazzina col gatto, 1893-1896, olio su tavola, 24x33 cm. Collezione privata

Giuseppe Pellizza , Il ponte, né firmato né datato (1893-1894), olio su tela, 26,5x39,2 cm. Collezione privata

Giuseppe Pellizza , Il ponte, né firmato né datato (1893-1894), olio su tela, 26,5x39,2 cm. Collezione privata

Carlo Fornara ,Vespero d’inverno, non datato (1912-1914), olio su tela, 125x204 cm, firmato in basso a destra. Collezione privata

Carlo Fornara ,Vespero d’inverno, non datato (1912-1914), olio su tela, 125x204 cm, firmato in basso a destra. Collezione privata

Giovanni Segantini , All’ovile, 1892, olio su tela, 68x115 cm. Collezione privata

Giovanni Segantini , All’ovile, 1892, olio su tela, 68x115 cm. Collezione privata

Giovanni Segantini Savognino sotto la neve, non datato (1890) olio su tela, 35x50 cm Firmato e dedicato “All’intelligente in arte Luigi Dell’Acqua” Collezione privata

Giovanni Segantini Savognino sotto la neve, non datato (1890) olio su tela, 35x50 cm Firmato e dedicato “All’intelligente in arte Luigi Dell’Acqua” Collezione privata

Giuseppe Pellizza Il Mediatore, 1891 olio su tela, 121x93 cm firmato e datato in alto a destra Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, Milano

Giuseppe Pellizza Il Mediatore, 1891 olio su tela, 121x93 cm firmato e datato in alto a destra Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, Milano