Dopo ‘Draw the raised bridge’ Banksy attraversa l’Atlantico e un nuovo graffito fa la sua comparsa a Manhattan

image via Designboom Courtesy Banksy

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Un nome ancora non ce l’ha, anche se ‘Rat’ sembra il più probabile, visto che rappresenta un topo. Di certo per adesso c’è solo che si tratta di un Banksy (ho parlato di lui per esempio qui) originale. Autenticato dallo stesso artista attraverso la pubblicazione sul suo account instagram.

Il piccolo murale è stato completato sull’ orologio in un incrocio di New York (Manhattan, 14th street e 6th avenue, 101 West 14th street). Così posizionato il ratto di Banksy sembra continuare a correre in tondo, incessantemente, ciecamente, come una sfortunata cavia chiusa in gabbia.

L’edificio su cui poggia l’orologio è in pieno centro, dove i passanti corrono con gli occhi fissi sui loro smartphones per raggiungere il luogo di lavoro. Quindi è probabile che il graffito intenda ironizzare sui ritmi di vita innaturali degli abitanti delle grandi città.
Tuttavia le opere di street-art del famoso writer britannico aprono sempre un dibattito sul loro significato. 

‘Draw the raised bridge’ in cui compariva un bambino con uno colapasta metallico a mo’ di  elmetto e una spada giocattolo con una matita applicata alla punta non ha ancora un significato sicuro. Nonostante siano passati quasi due mesi (è l’opera pubblica che precede direttamente il topo di Manhattan), dalla sua comparsa  su un ponte in disuso a Hull (UK). Anche se è opinione diffusa che sia un secondo murale in sfavore della Brexit.
D’altra parte il mistero, come l’ironia, è un pilastro del lavoro di Banksy, che la sua identità continua a tenerla nascosta.

Per leggere le opinioni dei suoi fans sul nuovo murale o seguire il suo lavoro va ricordato che Banksy ha un account instagram. (via Designboom)

image via Designboom Courtesy Banksy

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"Mi piace": 194.7 mila, commenti: 1,476 - Banksy (@banksy) su Instagram

"Mi piace": 142.8 mila, commenti: 918 - Banksy (@banksy) su Instagram: "RAISE THE DRAWBRIDGE! Hull."

Busti mutanti, uova bitorzolute e piatti giganti. Ecco le nuove sculture in porcellana di Limoges di Juliette Clovis

Juliette Clovis, El Yunque, All photos Courtesy Juliette Clovis

Juliette Clovis, El Yunque, All photos Courtesy Juliette Clovis

L’artista francese Juliette Clovis continua a dibattersi tra artigianato, design e scultura. Tra tradizione e innovazione. Viene da se che le sue creazioni debbano avere qualche crisi di identità. Sarà per questo che nel mondo immaginato dalla Clovis tutto è solo momentaneamente immobile, mentre trasformazione e mutazione sono dietro l’angolo. E sono sempre, solo l’ultimo cambio di pelle di una lunga serie.

Juliette Clovis (di cui ho parlato varie volte; per esempio qui) fa sculture in porcellana di Limoges. Un materiale nobile ma tradizionale, tanto legato a lunghi periodi della storia delle arti applicate e dell’economia da essere passato un po’ di moda. Ma più della porcellana a essere difficilmente affrontabili senza diventare ripetitivi sono i soggetti classici che con essa venivano rappresentati: busti, uova, piatti, fiori e uccelli.

Ovviamente la cosa più facile sarebbe scartarli e passare subito ad altro. La Clovis invece li usa tutti, ma non prima di averli fusi tra loro, in un tripudio di forme e decorazioni impazzite. Così i suoi busti di donna ricoperti da motivi a pennello (che in passato, avrebbero potuto stare su un vaso) e da decine di farfalle, o fiori, o ancora, come ultimamente, da coralli e fauna sottomarina varia, sembrano i personaggi mutanti di un film di fantascienza. 

A volte Juliette Clovis, poi, dà nuova verve a  un soggetto preso dal repertorio classico giocando sulle dimensioni (questo procedimento è da tempo usato, per esempio, in pittura). E’ il caso di Ofrenda e Daintree della serie ’This is not tableware’. In cui un piatto in porcellana di limoges totalmente bianco è stato riempito di piccole sculture di uccelli e fiori in un brulichio di vita e di piacevolezza visiva. Il piatto si appende a parete e fin qui tutto normale. Ma il piatto è anche enorme.

In un’altra serie, la Clovis ha riproposto un soggetto classico come quello delle uova. Ricoprendole persino di metalli preziosi. Salvo poi renderle tutte bitorzolute. Tanto che più che a Faberge fanno pensare a dei litchi.

Uno dei nuovi busti in porcellana di Juliette Clovis è in mostra all’ American Museum of Ceramic Art di Pomona  in California durante la Fahrenheit biennale (fino al 22 giugno). Ma per vedere le nuove e vecchie opere dell’artista francese si può semplicemente consultare il suo sito web.

Juliette Clovis, El Yunque

Juliette Clovis, El Yunque

Juliette Clovis, Elysee

Juliette Clovis, Elysee

Juliette Clovis, Elysee

Juliette Clovis, Elysee

Juliette Clovis, Izanami

Juliette Clovis, Izanami

Juliette Clovis, Izanami

Juliette Clovis, Izanami

Juliette Clovis, Daintree

Juliette Clovis, Daintree

Juliette Clovis, Daintree (particolare)

Juliette Clovis, Daintree (particolare)

Juliette Clovis, Daintree

Juliette Clovis, Daintree

Juliette Clovis, Forbidden Fruits

Juliette Clovis, Forbidden Fruits

Juliette Clovis, Ofrenda

Juliette Clovis, Ofrenda

Juliette Clovis, Ofrenda

Juliette Clovis, Ofrenda

Juliette Clovis, Ofrenda

Juliette Clovis, Ofrenda

Juliette Clovis, Flying Vase

Juliette Clovis, Flying Vase

Juliette Clovis, Flying Vase

Juliette Clovis, Flying Vase

Il cielo (nuvoloso) in una stanza… dell’The Armory Show. By Berndnaut Smilde

Berndnaut Smilde, Nimbus Litta, 2013, digital c-type print on aluminium, 75 x 100 cm, 125 x 166 cm, ed. of 6+2 ap. Courtesy the artist and Ronchini Gallery

Berndnaut Smilde, Nimbus Litta, 2013, digital c-type print on aluminium, 75 x 100 cm, 125 x 166 cm, ed. of 6+2 ap. Courtesy the artist and Ronchini Gallery

La settimana scorsa all’Armory show di New York bastava girare l’angolo nel momento giusto per ritrovarsi faccia a faccia con una nuvola. Se ne stava lì, piazzata su un palco per qualche istante, come una starlette timorosa, solo che invece di pretendere applausi, dopo un po’ svaniva (salvo poi riapparire in momenti casuali). Non la rappresentazione di una nuvola, si badi bene, ma una nuvola vera, in tutto il suo fluttuante, meteorologico, splendore.

Miracoli dell’artista olandese Berndnaut Smilde.

Berndnaut Smilde, Nimbus Litta, 2013, digital c-type print on aluminium, 75 x 100 cm, 125 x 166 cm, ed. of 6+2 ap. Courtesy the artist and Ronchini Gallery

Berndnaut Smilde, Nimbus Litta, 2013, digital c-type print on aluminium, 75 x 100 cm, 125 x 166 cm, ed. of 6+2 ap. Courtesy the artist and Ronchini Gallery

Il New York times ha inserito la sua installazione ‘Breaking the Fourth Wall’ alla fiera d’arte contemporanea Armory Show, tra le opere che si devono assolutamente vedere. Ma i successi collezionati di Berndnaut Smilde nei suoi primi quarant’anni sono già tanti. 

Berndnaut Smilde, Nimbus II, 2012, , lambda print on dibond, 75 x 112 cm, ed. of 3+2 AP. Courtesy the artist and Ronchini Gallery

Berndnaut Smilde, Nimbus II, 2012, , lambda print on dibond, 75 x 112 cm, ed. of 3+2 AP. Courtesy the artist and Ronchini Gallery

Ha fotografato gli stilisti più importanti in grandi stanze signorili accanto alle sue nuvole. E ha girato il mondo per fare apparire altrettante nubi e poi catturarle con una macchina fotografica o una videocamera. 

E’ l’artista dell’effimero. Sospeso tra la poesia e una strana metafisica concettuale. Ma la sua arte non è legata ai cambiamenti del meteo. Berndnaut Smilde le nuvole le crea, con un bizzarro procedimento che si è inventato da solo, perché, ha detto: “Volevo vedere l’effetto che avrebbe fatto una nuvola in una stanza”.

Per realizzare questo desiderio, Smilde ha fatto diversi tentativi, finchè non ha deciso di irrorare l’aria con del vapore acqueo, prima di pompare del fumo da una macchina. Così le particelle d’acqua si legano al fumo e nascono le sue installazioni fluttuanti.

Berndnaut Smilde, Nimbus Midland, 2017, c-type print on aluminium, 125 x 190 cm _ 75 x 114 cm. ed. 6+2AP. Courtesy the artist and Ronchini Gallery

Berndnaut Smilde, Nimbus Midland, 2017, c-type print on aluminium, 125 x 190 cm _ 75 x 114 cm. ed. 6+2AP. Courtesy the artist and Ronchini Gallery

Ovviamente le sculture sono la quintessenza dell’effimero.

I lavori della serie Nimbus- spiega il suo sito web- presentano un transitorio momento di presenza in una specifica location. Possono essere interpretati come un segno di perdita o di divenire. O soltanto come un frammento di un dipinto classico”.

In effetti questa serie di  Smilde piace tanto proprio perché è riuscito a reinventare il genere ‘paesaggio’ tanto caro agli antichi maestri, senza fargli perdere una virgola del suo fascino originario. Ma anche senza venire a patti con l’alchimia che fa dell’arte contemporanea quello che è.

Il progetto di Berndnaut Smilde al The Armory Show è stato presentato dalla Ronchini Gallery di Londra che in quest’occasione ha messo in vendita una fotografia dell’artista olandese accettando solo pagamenti in bitcoin.

Le cripto valute, infatti, hanno recentemente attirato l’attenzione del mercato dell’arte. E sono diversi gli esperimenti fatti in questa direzione. Senza contare che con la loro natura volatile ben si adattano alle mutevoli installazioni effimere di Smilde.

Berndnaut Smilde, Nimbus Powerstation, 2017, c-type print on aluminium, 150 x 214.5cm, courtesy  the artist and Ronchini Gallery

Berndnaut Smilde, Nimbus Powerstation, 2017, c-type print on aluminium, 150 x 214.5cm, courtesy  the artist and Ronchini Gallery