Alex Chinneck fa un nodo ad un antico orologio a pendolo

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Le opere dello scultore britannico Alex Chinneck partono da un’idea semplice (e candidamente umoristica) per approdare a risultati che lasciano a bocca aperta. 
E cosa c’è di più semplice (ma inattuabile) che immaginare di fare un nodo ad un oggetto di solido legno come un antico orologio a pendolo? 
E invece è proprio quello che Chinneck ha fatto in “Growing up gets me down” attualmente in mostra ai grandi magazzini Liberty London

Le installazioni di Alex Chinneck fondono arte, scenografia e rigore tecnico, per raggiungere quello che è stato definito “surrealismo urbano”. Anche se con l’inconscio non hanno niente a che vedere, il paragone non è azzardato. C’è il cambio di consistenza di elementi quotidiani, la sensazione di entrare in un mondo alternativo e la città con la sua storia. Spesso si tratta di interventi su larga scala (come la facciata di un palazzo che scivola per terra). Ma non sempre, perché Chinneck talvolta reinventa anche oggetti quotidiani. Come nel caso di appunto della pendola di “Growing up gets me down”.
Ovviamente non si tratta di una scultura che riproduce una pendola antica ma di un vero orologio d’epoca.

D’altra parte Alex Chinneck recentemente aveva già annodato la colonna di una galleria d’arte (ne ho parlato qui). In mostra ai Liberty London anche una scopa di legno. Annodata, ca va sans dire. (via Designboom)

alex chinneck, growing up gets me down; all images courtesy of charles emerson

alex chinneck, growing up gets me down; all images courtesy of charles emerson

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Simili a dipinti di Hopper le fotografie londinesi a esposizione multipla di Chris Dorley Brown

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Il fotografo e filmmaker inglese Chris Dorley Brown nella sua ultima serie di immagini documenta e ricostruisce il fluire della vita negli incroci di East London. Ne è nato anche un libro che si chiama appunto “The Corners”. 

Per congelare il divenire, Dorley Brown, che vive e lavora nel quartiere londinese dal 1979, ha usato la tecnica dell’esposizione multipla. Ha cioè piazzato una fotocamera in un determinato punto, catturando immagini in lassi di tempo diversi. Gli scatti sono stati infine sovrapposti.

Le fotografie che ne risultano documentano quiete ed abitudini diverse che si incrociano. Un divenire atemporale che, complice il mutare della luce, sembra fondersi nella natura trascendente della pittura. A tratti le immagini arrivano addirittura ad essere surreali.
Ma si tratta pur sempre di un gioco di piccoli spostamenti, minime distanze, che non culmina in contrasti spettacolari ma solo in delicati attriti. 

Tuttavia, la leggera carica elettrica che ne deriva serve a regalare brio al calmo ed abitudinario avanzare della vita negli incroci londinesi passati sotto la lente di Dorley Brown. Un filo di mistero che ben si adatta alla sensazione di sospensione della narrazione. E che, insieme ai colori, richiama alla mente le opere dell’artista statunitense Edward Hopper.
La fotografia ad esposizione multipla nelle mani di Chris Dorley Brown, insomma,  diventa uno strumento di racconto sottile e solo leggermente destabilizzante. 

Per vedere altre fotografie della serie “The Corners” si può far ricorso al sito internet di Chris Dorley Brown. O all’account Facebook. (via Creativeboom)

Stoke Newington Road, Belgrade Road – 10:31am–10:44am, 28th June 2010

Stoke Newington Road, Belgrade Road – 10:31am–10:44am, 28th June 2010

St. James Street, Grange Road – 08:46am–09:02am, 4th May 2017

St. James Street, Grange Road – 08:46am–09:02am, 4th May 2017

Tudor Grove, Well Street – 11:16am–11:46am, 17th March 2010

Tudor Grove, Well Street – 11:16am–11:46am, 17th March 2010

Sandringham Road, Kingsland High Street – 10:42am–11:37am, 15th June 2009

Sandringham Road, Kingsland High Street – 10:42am–11:37am, 15th June 2009

Vernon Road, High Road – 08:50am–09:02am, 11th April 2017

Vernon Road, High Road – 08:50am–09:02am, 11th April 2017

Shepherdess Walk, Micawber Street – 10:39am–11:06am, 6th March 2017

Shepherdess Walk, Micawber Street – 10:39am–11:06am, 6th March 2017

High Street North, Cranbourne Road – 09:02am–10:06am, 19th April 2016

High Street North, Cranbourne Road – 09:02am–10:06am, 19th April 2016

Laburnam Street, Haggerston Road – 10:19am–11:03am, 7th April 2011

Laburnam Street, Haggerston Road – 10:19am–11:03am, 7th April 2011

Lee Street, Stean Street – 10:42am–11:17am, 25th June 2010

Lee Street, Stean Street – 10:42am–11:17am, 25th June 2010

Chiharu Shiota crea un pianoforte fantasma da cui una ragnatela si libra verso il soffitto della cappella dello Yorkshire Sculpture Park

chiharu shiota, beyond time, 2018 © VG bild-kunst, bonn, 2018 and the artist, courtesy yorkshire sculpture park | photo © jonty wilde

chiharu shiota, beyond time, 2018 © VG bild-kunst, bonn, 2018 and the artist, courtesy yorkshire sculpture park | photo © jonty wilde

Delicata e poetica, ‘Beyond Time’, dell’artista giapponese Chiharu Shiota, è completamente bianca. Se si escludono i fili di metallo nero che disegnano un pianoforte tridimensionale da cui l’installazione si libra verso il soffitto della cappella del XVIII secolo dello Yorkshire Sculpture Park, tutto è candido e poco appariscente.

Per dare vita a quest’ennesima installazione di Shiaru Shiota sul tema della memoria, della perdita, dello scorrere del tempo, sono stati necessari ben duemila gomitoli di lana, tanti spartiti e un consistente numero di ore di lavoro. Shiota, infatti, concepisce le sue eteree sculture come pittura tridimensionale e per crearle intreccia a mano un fitto reticolo di fili. A volte inserendo degli oggetti nelle maglie (in questo caso degli spartiti). Il risultato, più complesso di una ragnatela, è spettacolare e poetico.

‘Beyond Time’ è un affresco tridimensionale dedicato alla storia dell’antica cappella dello Yorkshire Sculpture Park, che intorno al 1744 svolgeva la sua funzione catalizzando una comunità intorno a se. Ed è proprio alle esperienze individuali delle persone che la frequentavano che la scultura fa riferimento. Le loro intere vite dalla culla in poi, rappresentate come un reticolo di fili che s intrecciano tra loro intorno al ricordo di un pianoforte.

‘Beyond Time’, come quasi tutte le installazioni di Chiharu Shiota, è effimera e site specific (cioè creata per il luogo che la sta ospitando). A questo proposito tempo fa l’artista ha dichiarato in un’intervista rilasciata alla rivista Artnet: "Prima di creare un'installazione, devo vedere lo spazio ed esserne avvolta. Sento come se il mio corpo e lo spirito trascendessero in una certa dimensione. Dopo questo processo, disegno uno schizzo e mostro la mia idea al museo. Ma il risultato sembra sempre molto diverso“. 

Chiharu Shiota (di cui ho già parlato qui) ha rappresentato il Giappone alla Biennale di Venezia del 2015 con una toccante installazione. L’altrettanto commovente ‘Beyond Time’, invece, sarà in mostra alla cappella dello Yorkshire Sculpture Park fino al 2 settembre 2018. (via Designboom)

chiharu shiota, beyond time, 2018 | white thread, metal piano, musical notes © VG bild-kunst, bonn, 2018 and the artist, courtesy yorkshire sculpture park | photo © jonty wilde

chiharu shiota, beyond time, 2018 | white thread, metal piano, musical notes © VG bild-kunst, bonn, 2018 and the artist, courtesy yorkshire sculpture park | photo © jonty wilde

chiharu shiota, beyond time, 2018 | white thread, metal piano, musical notes © VG bild-kunst, bonn, 2018 and the artist, courtesy yorkshire sculpture park | photo © jonty wilde

chiharu shiota, beyond time, 2018 | white thread, metal piano, musical notes © VG bild-kunst, bonn, 2018 and the artist, courtesy yorkshire sculpture park | photo © jonty wilde

chiharu shiota, beyond time, 2018 | white thread, metal piano, musical notes © VG bild-kunst, bonn, 2018 and the artist, courtesy yorkshire sculpture park | photo © jonty wilde

chiharu shiota, beyond time, 2018 | white thread, metal piano, musical notes © VG bild-kunst, bonn, 2018 and the artist, courtesy yorkshire sculpture park | photo © jonty wilde

esterno della cappella, 2013 | courtesy yorkshire sculpture park | photo © jonty wilde

esterno della cappella, 2013 | courtesy yorkshire sculpture park | photo © jonty wilde