Urs Fischer turba Firenze con due sculturone di cera multicolore munite di stoppino e un botto in Piazza della Signoria

Urs Fischer, Big Clay #4 2013-2014 Kindly loaned by the Foundation for Contemporary Art “Victoria – The Art of Being Contemporary” Courtesy of the Artist Photo by Mattia Marasco / MUS.E

Urs Fischer, Big Clay #4 2013-2014 Kindly loaned by the Foundation for Contemporary Art “Victoria – The Art of Being Contemporary” Courtesy of the Artist Photo by Mattia Marasco / MUS.E

Ci sono due ritratti iperrealisti in cera con tanto di stoppino, destinati a sciogliersi alla fine della mostra e un gigantesco monumento astratto in metallo alla creatività. 'In Florence' (a cura di Francesco Bonami) è un grande evento di arte pubblica firmato da Urs Fischer, che dopo Jeff Koons e Jan Fabre ha occupato Piazza della Signoria con delle opere che fanno discutere. Ma non solo, perché stavolta hanno fatto anche il botto.

Le polemiche ci sono sempre, fanno parte del battage pubblicitario di un grande evento. E il tris di sculture monumentali “Urs Firscher in Florence” in Piazza della Signoria non poteva essere da meno. Ma stavolta qualcosa è andato storto davvero e c’è mancato poco che il gioioso chiacchiericcio di una grande mostra pubblica non si trasformasse in tragedia, quando il corposo ritratto di cera dell’antiquario (ed ideatore dell’iniziativa) Fabrizio Moretti è caduto e si è rotto.
Per fortuna non è successo nulla, a parte il fatto che i visitatori della mostra del famoso artista svizzero (residente a New York) Urs Fischer, potranno vedere ben poco del trio di opere che avrebbero dovuto costituire l’evento.

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Urs Fischer, Fabrizio e Francesco (particolare) 2017 Courtesy of the Artist Photo by Mattia Marasco / MUS.E (in primo piano l'opera che è andata distrutta)

Urs Fischer, Fabrizio e Francesco (particolare) 2017 Courtesy of the Artist Photo by Mattia Marasco / MUS.E (in primo piano l'opera che è andata distrutta)

Urs Fischer in Florence’ si componeva della monumentale scultura metallica ‘Big Clay #4(posizionata direttamente sulla piazza) e dei due ritratti in cera a grandezza naturale ‘2 Tuscan Men(sull‘Arengario di Palazzo Vecchio). Dedicati a Fabrizio Moretti ('Fabrizio') e al curatore della mostra Francesco Bonami ('Francesco', che l‘artista ha rappresentato in piedi su un frigorifero pieno, con uno smartphone in mano). Dei quali, come già detto, sopravvive solo quello di Bonami. Che è stato rimosso “temporaneamente” per dei controlli.

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Urs Fischer, Fabrizio e Francesco 2017 Courtesy of the Artist Photo by Mattia Marasco / MUS.E

Urs Fischer, Fabrizio e Francesco 2017 Courtesy of the Artist Photo by Mattia Marasco / MUS.E

Due ritratti che attraverso la consumazione della cera diventeranno corpi astratti- si legge sul sito dell’associazione promotrice dell’evento Mu.se - La scelta dei due personaggi nasce da uno studio della loro fisionomia compiuto dall’artista nel corso dei vari incontri avuti con loro per la preparazione di questo progetto; c’è sempre, infatti, nel lavoro di Fischer un elemento biografico filtrato attraverso una riflessione formale ed estetica. Le due figure resteranno esposte per circa un mese, fino al completo scioglimento.”

Urs Fischer, Big Clay #4 2013-2014 Kindly loaned by the Foundation for Contemporary Art “Victoria – The Art of Being Contemporary” Courtesy of the Artist Photo by Mattia Marasco / MUS.E (l'opera completamente in alluminio è alta 12 metri)

Urs Fischer, Big Clay #4 2013-2014 Kindly loaned by the Foundation for Contemporary Art “Victoria – The Art of Being Contemporary” Courtesy of the Artist Photo by Mattia Marasco / MUS.E (l'opera completamente in alluminio è alta 12 metri)

La gigantesca ‘Big Clay #4’ invece, in alluminio e alta ben 12 metri, non si può definire un’opera effimera. “E’soltanto apparentemente monumentale- dice Francesco Bonami- In realtà è un monumento alla semplicità e alla primordialità del gesto umano che plasma la forma. Uno sguardo più approfondito della superficie di alluminio dell’opera scoprirà le impronte digitali delle dita dell’artista. La scultura infatti è l’ingrandimento di piccoli pezzi di creta modellati dall’artista nel suo studio. Un monumento alla manualità e all’azione creativa più semplice e quotidiana”.

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Urs Fischer, Fabrizio, 2017, Courtesy of the Artist, Photo by Mattia Marasco / MUS.E(la scultura andata distrutta è il ritratto dell'antiquario Fabrizio Moretti)

Urs Fischer, Fabrizio, 2017, Courtesy of the Artist, Photo by Mattia Marasco / MUS.E(la scultura andata distrutta è il ritratto dell'antiquario Fabrizio Moretti)

Sarà possibile visitare “Urs Fischer in Florence” fino al 21 di gennaio 2018, un po’ intristiti perché si vedrà una mostra ridotta, ma rincuorati dal fatto che le casse pubbliche non perderanno neanche un euro per l’incidente dei giorni scorsi. Visto che il ritratto andato distrutto, per quanto destinato a sciogliersi, era rigorosamente assicurato. (via Firenze.Repubblica, La Nazione-Firenze)

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Urs Fischer, Francesco, 2017, Courtesy of the Artist, Photo by Mattia Marasco / MUS.E (l'opera è il ritratto del critico Francesco Bonami e attualmente è stata ritirata per sicurezzza. La misura sarà solo temporanea)

Urs Fischer, Francesco, 2017, Courtesy of the Artist, Photo by Mattia Marasco / MUS.E (l'opera è il ritratto del critico Francesco Bonami e attualmente è stata ritirata per sicurezzza. La misura sarà solo temporanea)

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Urs Fischer, Fabrizio e Francesco 2017 Courtesy of the Artist Photo by Mattia Marasco / MUS.E (in primo piano l'opera che è stata temporaneamente rimossa)

Urs Fischer, Fabrizio e Francesco 2017 Courtesy of the Artist Photo by Mattia Marasco / MUS.E (in primo piano l'opera che è stata temporaneamente rimossa)

Urs Fischer, Francesco, 2017, Courtesy of the Artist, Photo by Mattia Marasco / MUS.E

Urs Fischer, Francesco, 2017, Courtesy of the Artist, Photo by Mattia Marasco / MUS.E

Urs Fischer, Francesco, 2017, Courtesy of the Artist, Photo by Mattia Marasco / MUS.E

Urs Fischer, Francesco, 2017, Courtesy of the Artist, Photo by Mattia Marasco / MUS.E

Urs Fischer, Big Clay #4 (particolare) 2013-2014 Kindly loaned by the Foundation for Contemporary Art “Victoria – The Art of Being Contemporary” Courtesy of the Artist Photo by Mattia Marasco / MUS.E

Urs Fischer, Big Clay #4 (particolare) 2013-2014 Kindly loaned by the Foundation for Contemporary Art “Victoria – The Art of Being Contemporary” Courtesy of the Artist Photo by Mattia Marasco / MUS.E

Urs Fischer, Francesco, 2017, Courtesy of the Artist, Photo by Mattia Marasco / MUS.E

Urs Fischer, Francesco, 2017, Courtesy of the Artist, Photo by Mattia Marasco / MUS.E

Jeff Koons collabora con Snapchat e le sue sculture in realtà aumentata si trasformano in adesivi 3d pronti ad appiccicarsi dentro le foto di tutti noi

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Se dovesse capitarvi di vedere la fotografia di una scultura di Jeff Koons proprio sotto casa vostra non dovete agitarvi. Purtroppo il vostro quartiere non ha fatto un improvviso salto di qualità ma non avete neppure le allucinazioni.

Si tratta invece di un progetto di realtà aumentata realizzato dal famoso artista statunitense Jeff Koons  in collaborazione con Snapchat. Che inaugura una sezione dedicata all’arte dalla nota app (art.snapchat.com).

La collaborazione tra i due in realtà doveva essere una sorpresa presentata in grande stile dopo un periodo di sufficiente attesa. Ma lunedì  un ingegnere informatico (Jonah Grant) ha messo avanti l’orologio del suo computer confondendo il sistema e il segreto è stato svelato in anticipo.

Adesso alcune sculture di Koons, oltre a stagliarsi virtualmente in una selezione di location iconiche in cui non sono installate nella realtà, sono diventate degli adesivi 3d che gli utenti potranno inserire nelle loro fotografie o nei video. Diffondendo il lavoro di Koons come un virus nei paesaggi immortalati dagli utenti Snapchat di tutto il mondo.

Questo progetto arriva dopo che l’artista ha disegnato una collezione di borsette per Louis Vuitton (recentemente ha anche realizzato una ballerina gonfiabile gigante di cui ho parlato qui) e rappresenta un ulteriore passo nella democratizzazione del lavoro di Jeff Koons. Dimostrando ancora una volta, semmai ce ne fosse stato bisogno, la sua abilità negli affari (via NewYorkTimes, Designboom).

ERRATA CORRIGE: E' possibile girare video o farsi serfies insime alla sculture in realtà aumentata di Jeff Koons solo in un ristrettissimo numero di locations scelte dall'artista e consultabili sul sito della app. Da tutte le altre parti la "lente" con le sculture di Koons non apparirà tra le opzioni.

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UPDATE: La scultura di Jeff Koons passerà alla storia come la prima opera d'arte virtuale vandalizzata. Il 'Balon Dog' in realtà aumentata posizionato a Central Park è stato, infatti, ricoperto di tag dall'artista cileno Sebastian Errazuriz.

Che sul suo Instagram ha scritto: "Le aziende dovrebbero avere un'autorizzazione per collocare ciò che vogliono nel nostro spazio pubblico digitale. Sappiamo che con questi espedienti ci ricavano un profitto e ci bombardano con la pubblicità . Ma Central Park appartiene alla città di New York, è un luogo di tutti e le società dovrebbero almeno pagare l'affitto per inserirvi le loro cose. Noi, invece, dovremmo poter scegliere ciò che può essere geo-contrassegnato nel nostro spazio digitale pubblico e privato".

Per rovinare l'opera di Koons, Errazuriz si è fatto aiutare dallo studio Cross Lab, e non ha nemmeno dovuto hackerare Snapchat, gli è bastato sovrapporre un duplicato dell'opera modificato all'originale.

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Le cupole rinascimentali in rete metallica e lamiera ondulata sospese a Le Bon Marché by Edoardo Tresoldi

Edoardo Tresoldi, "Aura", Le Bon Marché Rive Gauche.  Tutte le foto di Roberto Conte

Edoardo Tresoldi, "Aura", Le Bon Marché Rive Gauche.  Tutte le foto di Roberto Conte

L’artista italiano Edoardo Tresoldi (di cui ho già paralato qui) ha sospeso due cupole gemelle nella hall del grande magazzino iconico Le Bon Marché Rive Gauche di Parigi. L’installazione, composta da una scultura in filo metallico ed una in lamiera ondulata, si intitola Aura e rievoca i fasti architettonici del Rinascimento.

L’affascinate intervento di Tresoldi è la realizzazione artigianale e tangibile delle ricostruzioni digitali degli antichi edifici fiorentini. Un po’ nostalgico e un po’ filoinnovatore, dal punto di vista estetico fa pensare a dei fantasmi che appaiono nell’aria e, giocando con la luce, si fondono all’ambiente circostante.
Una delle due cupole che costituiscono Aura è fatta in filo metallico (come le altre opere che hanno reso famoso il giovane artista milanese), mentre l’altra è stata realizzata in lamiera ondulata. Secondo Tresoldi, che ha lavorato con questo materiale per la prima volta, la seconda scultura è simile ad “un guscio vuoto” ed evoca il “decadimento delle cose”, mentre la prima è il riflesso dell’ idea che abbiamo dell’ architettura stessa.

"Sono come reliquie esposte in un museo di storia naturale del XVIII secolo -spiega l'artista - osservandoli, i visitatori tracciano la storia dell’architettura attraverso i suoi componenti".
Sia come sia, le due parti dell’installazione dialogano continuamente l’una con l’altra e riescono fondersi talmente bene con la hall di Le Bon Marché, da dare l’impressione che le scale mobili del grande magazzino siano parte dell’opera stessa.

D’altronde per il lavoro di Edoardo Tresoldi si può parlare di pittura tridimensionale come con quello di Chiharu Shiota che ha esposto a Le Bon Marché proprio l’anno scorso. Prima di loro era toccato ad Ai Weiwei occupare il prestigioso spazio. E prima ancora all’architetto Tadao Ando. Tresoldi è il più giovane del gruppo.

Aura di Edoardo Tresoldi rimarrà nel grande magazzino parigino fino al 22 ottobre.

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