Il Metropolitan Art Museum regala oltre 1300 libri d'arte. Da scaricare o leggere online Gratis

Il Metropolitan Art Museum (Met) di New York ha recentemente reso disponibili online oltre 1300 pubblicazioni ad accesso gratuito. Cioè da leggere sul pc o scaricare gratuitamente.

Ci sono dei giornali ma anche moltissimi cataloghi completi che toccano gli argomenti più vari (dai tessuti africani, a Caravaggio, passando per la conservazione delle opere d’arte e la storia della pittura cinese). Tutti i libri sono fuori stampa, ma gran parte delle pubblicazioni è recente o comunque non datata nell’aspetto e nelle informazioni riportate. Si tratta, insomma, di un servizio che faciliterà la vita degli amanti dell’arte permettendogli di scegliere liberamente tra centinaia di testi. Inutile sottolineare che i libri sono corredati da moltissime immagini ma completamente in inglese.

Per poter scegliere cosa leggere è necessario accedere alla libreria del Met e cliccare su “Books with Full Text Online” (nel menù di sinistra). A questo punto basterà selezionare il formato desiderato (“Read Online” o “Download pdf”) nello spazio dedicato alla ricerca (sempre a sinistra) per avere una panoramica completa dei libri disponibili.

Le schede di ogni catalogo sono ricche di informazioni aggiuntive. In particolare alla voce “Related Titles” è possibile avere altri titoli dello stesso autore o della medesima categoria, ma è interessante soprattutto la voce “Additional resources” dove ci sono delle immagini correlate che il più delle volte si possono scaricare in alta definizione.

Con questa iniziativa il Met continua il lavoro di massiccia liberalizzazione del proprio patrimonio digitalizzato. Un opera importante nella direzione di una cultura accessibile a tutti, culminato quando rese disponibili per ogni uso ben 375mila immagini della sua collezione. Il Metropolitan Art Museum però non è il primo museo americano a permettere di scaricare gratuitamente libri d’arte, pochi mesi fa il Guggenheim aveva fatto lo stesso. (via Mymodernmet, immagini via Met)

"Masterpieces of The Metropolitan Museum of Art". "Cipressi", Vincent van Gogh, 1889

"Masterpieces of The Metropolitan Museum of Art". "Cipressi", Vincent van Gogh, 1889

"Art, Biology, and Conservation: Biodetermination of Works of Art"; Luis Comfort Tiffany, "Design for Autumn Landscape window", 1923

"Art, Biology, and Conservation: Biodetermination of Works of Art"; Luis Comfort Tiffany, "Design for Autumn Landscape window", 1923

"American Impressionism and Realism: The Painting of Modern Life, 1885-1915". William Merrit Chase, "At the Seaside", 1892
"Masterpieces of The Metropolitan Museum of Art". Herman Rossberg, Abbigliamento per matrimonio, 1887

"Masterpieces of The Metropolitan Museum of Art". Herman Rossberg, Abbigliamento per matrimonio, 1887

."Words and images: Chinese poetry, Calligraphy, and Paiting". Qian Xuan, "Wang Xizhi che osserva le oche", 1295 circa

."Words and images: Chinese poetry, Calligraphy, and Paiting". Qian Xuan, "Wang Xizhi che osserva le oche", 1295 circa

"Medieval Art A Resource for Educators". Fratelli Limbourg, "The belles heures of Jean de france, Duc de Berry", 1405-09 circa

"Medieval Art A Resource for Educators". Fratelli Limbourg, "The belles heures of Jean de france, Duc de Berry", 1405-09 circa

"Eugene Cuvelier: Photographer in the Circle of Corot", Eugene Cuvelier, "Foresta di Fontainbleu", 1860

"Eugene Cuvelier: Photographer in the Circle of Corot", Eugene Cuvelier, "Foresta di Fontainbleu", 1860

Thomas Blanchard che mixa colore, olio e sapone per creare un video in bilico tra le foto della Nasa e l'Astrattismo

Il video 'Galaxy gates' diretto da Thomas Blanchard (di cui ho già parlato qui) sembra un'infilata di opere astratte in movimento. Come se i capolavori di un museo si fossero animati e danzassero a suon di musica.

Invece "Galaxy gates" è un mini-film sperimentale creato mixando pigmenti, sapone liquido ed olio.

Per realizzare questo video Thomas Blanchard ha lavorato in collaborazione al fotografo francese Oilhack. E non poco. Infatti, il cortometraggio ha richiesto 4 mesi di riprese, che sono stati concentrati in 2 minuti appena. La selezione del girato è stata rigidissima: solo il 2% è visibile.

Ma non solo, perchè 'Galaxy gates" ha richiesto anche un viaggio in Giappone al team, per studiare il metodoper "dividere i colori" precedentemente mescolati.

Thomas Balanchard e Oilhack sono ormai un'equipe consolidata. Per vedere altre loro creazioni c'è il sito We are Color. (via Colossal)

thomas-blanchard-frame-video-galaxy-gates

Ai Weiwei barrica le finestre del museo Kunsthal Charlottenborg di Copenhagen con 3500 giubbotti di salvataggio dei rifugiati

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by Anders Sune Berg

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by Anders Sune Berg

L’artista cinese Ai Weiwei torna a parlare di migrazioni con la grande installazione ‘Soleil Levant’, che dal 20 giugno adorna la facciata principale del museo Kunsthal Charlottenborg di Copenhagen.

L’opera è composta da 3500 giubbotti di salvataggio appartenuti ai rifugiati, ergonomicamente piegati e impilati nelle grandi finestre dell’edificio, fino a farne delle barricate impenetrabili.

Inutile sottolineare che gli indumenti sono sempre quelli recuperati da Ai Weiwei e dal figlio nel campo profughi dell’Isola di Lesbo e già utilizzati dall’artista per l’installazione alla Konzerthaus di Berlino (ne ho parlato qui), mentre per ‘Reframe’ a Palazzo Strozzi in occasione della mostra ‘Ai Weiwei. Libero’ aveva usato dei gommoni (ne ho parlato qui).
‘Soleil Levant’, invece, si discosta completamente dalla grande mostra ‘Maybe, Maybe not’, che l’artista ha in corso all’ Israel Museum di Gerusalemme, e dove, abbandonato il tema delle migrazioni, Mr. Ai è tornato a riflettere sulla sua patria (qui).

“L’installazione prende il nome dal dipinto impressionista di Claude Monet, Soleil Levant del 1872- spiegano alla Kunsthal Charlottenborg- che descrive il porto di Le Havre alla fine della guerra Franco-Prussiana del 1870-71. Mentre la pittura paesistica di Monet cattura la realtà politica e sociale del suo tempo con le sue gru, i vaporetti e l'industrializzazione, Soleil Levant di Ai Weiwei richiama l'attenzione sulla realtà politica e sociale di oggi attraverso i giubbotti di salvataggio dei rifugiati.”

La scultura monumentale è stata realizzata in occasione della ‘Giornata Mondiale delle Nazioni Unite per i Rifugiati’ (20 giugno) e rimarrà sulla facciata della Kunsthal Charlottenborg fino all'1 ottobre 2017.

L’installazione ‘Soleil Levant’ di Ai Weiwei è curato da Luise Faurschou del progetto per l’arte contemporanea sostenibile ART 2030 e Michael Thouber del museo Kunsthal Charlottenborg.

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by Anders Sune Berg

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by Anders Sune Berg

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by Anders Sune Berg

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by Anders Sune Berg

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by Anders Sune Berg

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by Anders Sune Berg

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by Anders Sune Berg

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by Anders Sune Berg

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by David Stjernholm.

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by David Stjernholm.

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by David Stjernholm

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by David Stjernholm

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by David Stjernholm

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by David Stjernholm

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by Anders Sune Berg

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by Anders Sune Berg

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by David Stjernholm

Ai Weiwei, "Soleil Levant", 2017. Installation view, Kunsthal Charlottenborg, 2017. Courtesy of the artist. Photo by David Stjernholm