"Shiota Chiharu: The Soul Trembles" , al Mori Art Museum la la grande mostra mai dedicata all'artista che dipinge in 3d annodando fili

where are we going?  | 2017/2019 | white wool, wire, rope | dimensions variable. courtesy: galerie templon, paris/brussels. photo by kioku keizo, courtesy of mori art museum, tokyo

where are we going? | 2017/2019 | white wool, wire, rope | dimensions variable. courtesy: galerie templon, paris/brussels. photo by kioku keizo, courtesy of mori art museum, tokyo

L’arte contemporanea per tanti anni ha considerato fuori moda emotività e poesia. Ancora oggi qualcuno si sente più a suo agio in terreni meno insidiosi, come il sociale o la politica, e poco importa se spesso mancano di quel soffio di eternità che ripara i capolavori dallo scorrere del tempo. Non è il caso di Chiharu Shiota, il cui lavoro è un condensato di sensibilità e lirismo. Senza naturalmente dimenticare che è composto da migliaia di fili annodati a mano.

Il Mori Art Museum di Tokio le dedica una grande mostra che ripercorre tutta la sua carriera. 25 anni di Chiharu Shiota. Si intitola “The Soul Trembles” (“L’anima trema”) ed è la prima di questo genere mai realizzata. L’esposizione mette in fila tutte le più importanti installazioni immersive dell’artista giapponese, oltre a opere meno conosciute che tratteggiano l’abilità e la meticolosità di Shiota come scenografo (sculture rvideo, fotografie, disegni e materiale relativo alle arti dello spettacolo).

Le grandi installazioni tuttavia, restano il piatto forte. Realizzate con migliaia di fili intrecciati a mano dall’artista nello spazio, come enormi ragnatele, costituiscono una forma di pittura tridimensionale complessa. E affrontano temi come l’identità, le trasformazioni esistenziali, la vita, la morte, la religione (o comunque la spiritualità). A completarle Shiota inserisce degli oggetti di uso quotidiano (anche se quasi sempre vintage) dalla forte valenza simbolica: barche, valigie, sedie, pianoforti.

I colori dei fili, poi, sono pochissimi e a loro volta hanno un significato. il nero richiama il cielo notturno o il cosmo, e il rosso invece fa pensare al sangue, oltre a rappresentare il "filo rosso del destino" che nella tradizione dell'est asiatico lega le persone tra loro.

La monumentale retrospettiva “The Soul Trembles”, che il Mori Art Museum di Tokyo dedica a Chiharu Shiota, si potrà visitare fino al 27 ottobre 2019. (via Designboom)

uncertain journey  | 2016/2019 | metal frame, red wool | dimensions variable. courtesy: blain | southern, london/berlin/new york. photo by sunhi mang, courtesy of mori art museum, tokyo

uncertain journey | 2016/2019 | metal frame, red wool | dimensions variable. courtesy: blain | southern, london/berlin/new york. photo by sunhi mang, courtesy of mori art museum, tokyo

in silence  | 2002/2019 | burnt piano, burnt chair, alcantara black thread | dimensions variable, production support: alcantara s.p.a. | courtesy: kenji taki gallery, nagoya/tokyo. photo by sunhi mang, courtesy of mori art museum, tokyo

in silence | 2002/2019 | burnt piano, burnt chair, alcantara black thread | dimensions variable, production support: alcantara s.p.a. | courtesy: kenji taki gallery, nagoya/tokyo. photo by sunhi mang, courtesy of mori art museum, tokyo

accumulation: searching for the destination  | 2014/2019 | suitcase, motor and red rope | dimensions variable. courtesy: galerie templon, paris/brussels. photo by kioku keizo, courtesy of mori art museum, tokyo

accumulation: searching for the destination | 2014/2019 | suitcase, motor and red rope | dimensions variable. courtesy: galerie templon, paris/brussels. photo by kioku keizo, courtesy of mori art museum, tokyo

reflection of space and time  | 2018 | white dress, mirror, metal frame, alcantara black thread | 280 × 300 × 400 cm. commissioned by alcantara s.p.a. photo by sunhi mang, courtesy of mori art museum, tokyo

reflection of space and time | 2018 | white dress, mirror, metal frame, alcantara black thread | 280 × 300 × 400 cm. commissioned by alcantara s.p.a. photo by sunhi mang, courtesy of mori art museum, tokyo

inside – outside  | 2009/2019 | old wooden window | dimensions variable. courtesy: kenji taki gallery, nagoya/tokyo. photo by sunhi mang, courtesy of mori art museum, tokyo

inside – outside | 2009/2019 | old wooden window | dimensions variable. courtesy: kenji taki gallery, nagoya/tokyo. photo by sunhi mang, courtesy of mori art museum, tokyo

connecting small memories  | 2019 | mixed media | dimensions variable. photo by sunhi mang, courtesy of mori art museum, tokyo

connecting small memories | 2019 | mixed media | dimensions variable. photo by sunhi mang, courtesy of mori art museum, tokyo

Chiharu Shiota ha tessuto un'enorme nuvola di fili bianchi e pagine scritte al Gropius Bau di Berlino

Chiharu Shiota, Beyond Memory, Gropius Bau. Image by Mathias Völzke, courtesy of die künstlerin & VG bild-kunst, bonn 2019

Chiharu Shiota, Beyond Memory, Gropius Bau. Image by Mathias Völzke, courtesy of die künstlerin & VG bild-kunst, bonn 2019

L’artista giapponese Chiharu Shiota (nota, tra le altre cose, per aver rappresentato il paese del sol levante alla Biennale di Venezia)ha recentemente realizzato una grande ed evocativa installazione nel Gropius Bau di Berlino. Una sorta di nuvola di fili intrecciati a mano e pagine di materiale stampato, che ha invaso e ridisesegnato la sfarzosa architettura dell’ex-museo di arti decorative della capitale tedesca.

La grande opera di Chiharu Shiota si intitola Beyond Memory ed è stata realizzata nell’atrio del Gropius Bau, come monumentale introduzione alla mostra And Berlin Will Always Need You. Un’indagine, sul contributo di arti applicate e processi artigianali alla scena dell’arte contemporanea cittadina, che a sua volta si incasella nel nutrito programma di iniziative del Berliner Festspiele

Beyond Memory è composta da migliaia di fili bianchi in cui, oltre alle pagine strappate dai libri, sono stati imprigionati volantini, stampe in bianco e nero e vari oggetti di carta. E fa riferimento al legame che diverse forme di sapere instaurano l’una con l’altra, di epoca storica in epoca storica. E indirettamente, quindi, alla memoria collettiva. "Il filo bianco è senza tempo- ha detto Chiharu Shiota, alludendo alla scelta del colore- Non penso che il tempo sia qualcosa di lineare, ma ha piuttosto una nozione circolare".

L’installazione. come già ricordato, riempie l’altro del Gropius Bau, che automaticamente diventa più accogliente, capace di ispirare uno sguardo riflessivo ed intimo. D’altra parte secondo l’artista si tratta di: “una nuvola di pensieri e connessioni, che legano lo spettatore al passato e al futuro”. E’ anche possibile ammirare l’opera da due punti di osservazione (dal piano terra e dal balcone del primo piano.)

Beyond Memory di Chiharu Shiota rimarrà al Gropius Bau di Berlino fino al 16 giugno 2019. (via Designboom)

image by sunhi mang, courtesy of  chiharu shiota

image by sunhi mang, courtesy of chiharu shiota

image by mathias völzke, courtesy of die künstlerin & VG bild-kunst, bonn 2019

image by mathias völzke, courtesy of die künstlerin & VG bild-kunst, bonn 2019

image by sunhi mang, courtesy of chiharu shiota

image by sunhi mang, courtesy of chiharu shiota

image by sunhi mang, courtesy of chiharu shiota

image by sunhi mang, courtesy of chiharu shiota

L’artista Chiharu Shiota fa volare delle barche di filo bianco intessute a mano come ragnatele a Le Bon Marche di Parigi

La grande installazione “Where are we going?”, realizzata dall’artista giapponese Chiharu Shiota per i grandi magazzini di Parigi “Le Bon Marche Rive Gauche”, sembra un enorme dipinto tridimensionale

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