Biennale Venezia 2017| La sculturona di Yee Sookyung per VIVA ARTE VIVA fatta di vasi rotti rimessi insieme con il kintsugi

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: Andrea Avezzù; Courtesy: La Biennale di Venezia

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: Andrea Avezzù; Courtesy: La Biennale di Venezia

La nuova scultura monumentale dell’artista coreana Yee Sookyung (di cui ho parlato qui) per VIVA ARTE VIVA (la grande mostra della Biennale di Venezia 2017, curata da Christine Marcel), a spanne supera i 2 metri di altezza. Ed è fatta interamente di ceramiche rotte.

Se si osserva con attenzione si vedono frammenti di vasi, soprammobili, stoviglie, teiere, cose così. Ma la forma è del tutto cambiata, la destinazione d’uso degli oggetti solo un ricordo.
Nella serie “Translated vase”, Yee Sookyung raccoglie le ceramiche andate in frantumi e le mette insieme a casaccio. O meglio seguendo una nuova logica, basata su una forma incontenibile e sulla decorazione. Per farlo usa l’antica tecnica giapponese del kintsugi (o kintsukuroi), che con il suo filo d’oro, regala alle sue opere grazia e ricchezza. Oltre a esprimere un’opinione su un sistema economico modellato su se stesso.

“Translated Vase - scrive Christine Marcel nell’introduzione di VIVA ARTE VIVA della Biennale d’arte 2017 - comprende al contempo la ricerca di vasi coreani in ceramica la loro distruzione sistematica e la loro riconfigurazione in sculture eleganti e deformi, come affette da escrescenze contro natura. La rilettura di antiche tradizioni operata da Yee Sookyung, in particolare la tensione tra raffinatezza e rifiuto della perfezione codificata, è centrale anche nelle sue performance, come quella creata per la Biennale Chasing the sun’s orbit (…)”.

La scultura monumentale di Yee Sookyung esposta a VIVA ARTE VIVA è installata all’Arsenale, nella sezione “Il Padiglione delle tradizioni” (la mostra è composta di nove capitoli che costituiscono dei padiglioni a se stanti) e si potrà osservare per tutta la durata della Biennale di Venezia 2017 (fino al 26 novembre)

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: artbooms

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: artbooms

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: Andrea Avezzù; Courtesy: La Biennale di Venezia

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: Andrea Avezzù; Courtesy: La Biennale di Venezia

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: artbooms

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: artbooms

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: Andrea Avezzù; Courtesy: La Biennale di Venezia

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: Andrea Avezzù; Courtesy: La Biennale di Venezia

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: artbooms

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: artbooms

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: artbooms

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: artbooms

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: Andrea Avezzù; Courtesy: La Biennale di Venezia

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: Andrea Avezzù; Courtesy: La Biennale di Venezia

Le manone di Lorenzo Quinn che sostengono Venezia in occasione della Biennale d’arte 2017

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L’opera si chiama “Support” e rappresenta un paio di mani giganti che emergono dalla laguna per sostenere la parete dell’hotel di Ca’ Sagredo. Si tratta di una scultura monumentale realizzata dall’artista italo-americano Lorenzo Quinn (figlio dell’attore Anthony Quinn e della costumista italiana Iolanda Addolori) in occasione della Biennale di Venezia 2017.

Con questa mastodontica installazione iperrealista, Lorenzo Quinn, intende evidenziare la minaccia rappresentata dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, non solo sui paesaggi incontaminati ma anche sulle città. Venezia poi, ci ricorda l’artista, è particolarmente esposta perché si erge direttamente sull’acqua.

“Support”, tuttavia, con la sua ironia fiabesca sembra anche alludere alla benevolenza delle forze naturali e illuminare di speranza i canali della Serenissima.

Lorenzo Quinn usa spesso la scultura anatomica per esprimere un concetto. Le mani, in particolare, sono uno dei suoi soggetti preferiti e si ritrovano sia nelle installazioni monumentali che nelle piccole cose, come la gioielleria di design. L’artista è rappresentato dalla Halcyon Gallery di Londra ma per seguire il suo lavoro basta tenere sott’occhio il suo account instagram (via This isn’t Happiness)

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Biennale di Venezia 2017| Tra apocalisse e poesia il Padiglione Israele di Gal Weinstein fatto con muffa, caffè e paglietta metallica

gal weistein, "sun stand still". padiglione di israele, biennale di venezia 2017, photo © artbooms

gal weistein, "sun stand still". padiglione di israele, biennale di venezia 2017, photo © artbooms

Il Padiglione Israele della Biennale di Venezia ospita una grande installazione dell’artista Gal Weinsten. L’opera, intitolata “Sun stand still” è una riflessione sugli effetti dello scorrere del tempo e sul deteriorarsi della memoria collettiva. Ma a lasciare a bocca aperta è la bellezza fantasiosa e la meticolosa precisione, ottenute da Gal Weinsten con materiali di uso comune. A volte addirittura improbabili, come muffa, fondi di caffè, acqua zuccherata, paglietta metallica e fibra acrilica.

gal weistein, "sun stand still". padiglione di israele, biennale di venezia 2017, photo © artbooms

gal weistein, "sun stand still". padiglione di israele, biennale di venezia 2017, photo © artbooms

“Sun stand still” è un’installazione site-specific (cioè concepita proprio per il Padiglione di Israele) che si sviluppa tra i 3 livelli dell’edificio primonovecentesco e il cortile. Composta da 6 opere distinte che insieme creano una narrazione; una sorta di scenario post-apocalittico.
Si comincia con un lavoro in marmo sul pavimento del cortile. Appena entrati ci si trova davanti a un monumentale disegno sui toni dell’ocra, realizzato con paglietta metallica e feltro. Il pavimento è ricoperto di muffe che sembrano un motivo ornamentale tono su tono. Anche i muri sono segnati, come se fossero stati esposti alle intemperie per molto tempo.
Al piano superiore c’è una grande scultura che sembra una nuvola annerita, illuminata qua e là da macchie dorate. Le forme sono leggere ma anche piene, come si trattasse dell’effetto di un’esplosione. E infatti da un lato emerge la bocca di un’arma o qualcosa di simile e ugualmente minaccioso. Il tutto è fatto in fibra acrilica (come quella che si usa per le maglie).
Mentre al piano intermedio sono stati rappresentati degli appezzamenti agricoli visti dall’alto. Accostati come tessere di un puzzle, sono divisi soltanto da delle linee dorate e hanno un aria preziosa, piacevole a vedersi (ricordano vagamente delle ceramiche orientali unite con la tecnica del kintsugi). Poi si scopre che sono muffe di acqua zuccherata e fondi di caffè. Perché Gal Weinsten usa materiali semplici e, se appena può, naturali.
Un video completa l’installazione.

gal weistein, "sun stand still". padiglione di israele, biennale di venezia 2017, photo © artbooms

gal weistein, "sun stand still". padiglione di israele, biennale di venezia 2017, photo © artbooms

Il Padiglione di Israele di Gal Weinsten (curato da Tami Katz-Freiman) si potrà visitare ai Giardini per tutta la durata della Biennale di Venezia (“57. Esposizione internazionale d’arte”, fino al 26 novembre). Mentre per vedere altre opere del fantasioso artista di Tel Aviv basta consultare il suo sito internet.

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gal weistein, "sun stand still". padiglione di israele, biennale di venezia 2017, photo © artbooms

gal weistein, "sun stand still". padiglione di israele, biennale di venezia 2017, photo © artbooms

gal weistein, "sun stand still". padiglione di israele, biennale di venezia 2017, photo © artbooms

gal weistein, "sun stand still". padiglione di israele, biennale di venezia 2017, photo © artbooms

gal weistein, "sun stand still". padiglione di israele, biennale di venezia 2017, photo © artbooms

gal weistein, "sun stand still". padiglione di israele, biennale di venezia 2017, photo © artbooms

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gal weistein, "sun stand still". padiglione di israele, biennale di venezia 2017, photo © artbooms

gal weistein, "sun stand still". padiglione di israele, biennale di venezia 2017, photo © artbooms

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