Chiara Camoni, “Con te Con tutto”, Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2026. Foto © ARTBOOMS
Per certi versi, “Con te Con tutto” (“With you With everything”) di Chiara Camoni è un intervento destinato a passare alla storia: non solo, per la prima volta, è una donna a rappresentare l’Italia da solista alla Biennale di Venezia, ma è un team interamente al femminile a firmare il padiglione nazionale del 2026 (curato da Cecilia Canziani, con il contributo critico di Lucia Aspesi e Fiammetta Griccioli).
La signora Camoni è anche la prima artista italiana da molto tempo a fare apertamente riferimento al Modernismo, all’arte arcaica e a parlare del rapporto tra individuo e materia, oltre a nominare bellezza, poesia ed emotività in riferimento alla scultura.
Chiara Camoni, “Con te Con tutto”, Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2026. Foto © ARTBOOMS.
Nata a Piacenza nel 1974, Chiara Camoni ha studiato all’Accademia di Brera a Milano e fa parte di una generazione di artisti che spesso, anticipando le tendenze ecologiste degli ultimi anni, hanno rimesso al centro del loro lavoro la natura, rimodellando il tema del paesaggio in chiave contemporanea. Lo hanno fatto con vari medium e approcci differenti, a seconda della loro personalità. La signora Camoni ha scelto di lasciarsi affascinare dalle forme biomorfe e dalla umile bellezza dell’ambiente che sfugge al cemento all’interno e appena fuori dai centri abitati. O da rifiuti di plastica che rappresentano la fragilità del pianeta e le contaminazioni di un’autenticità in divenire. Cercando materiali a cui attingere nel proprio giardino o nei pressi di casa (nella campagna in provincia di Piacenza prima e nelle Alpi Apuane poi).
Rispetto ad altri artisti, tuttavia, lei ha intrecciato questo argomento con riferimenti all’arte antica. Le sue opere, di volta in volta, ricordano siti archeologici assolati, reperti di intere civiltà perdute, oltre a nicchie votive in bilico tra il sacro e il profano ormai abbandonate. E, malgrado al Padiglione Italia la signora Camoni metta in luce le assonanze di alcune tra le sue grandi sculture con i reperti etruschi (attraverso il video “Che cosa resta”, commissionato alla regista italiana Alice Rohrwacher) o quelle con i vasi greci (in questo caso, è stata inserita un’anfora attica del VII secolo a.c. tra le opere di altri autori che punteggiano l’intervento nella seconda stanza), si possono cogliere influssi geograficamente più vari (ad esempio, certi abiti rituali africani, le sculture voodoo o le bambole giapponesi kokeshi).
Chiara Camoni, “Con te Con tutto”, Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2026. Foto © ARTBOOMS.
Anche i riferimenti più recenti non si limitano ai lvori inseriti da Chiara Camoni insieme a Lucia Aspesi e Fiammetta Griccioli (che, dopo aver curato la personale dell’artista al Pirelli Hangar Bicocca di Milano lo scorso anno, qui si occupano della sezione “Dialoghi”, cioè di quei lavori che sono stati nascosti tra le installazioni di Camoni nella seconda stanza). Oltre all’arte povera di Marisa Merz, al precursore del surrealismo Alberto Martini, alla scultura astratta di Fausto Melotti (e a tanti alti artisti e movimenti), le opere della signora Camoni fanno pensare, tra gli altri, ad Alberto Giacometti, Marino Marini e un po’ persino ad Alexander Calder: tutti grandi nomi del Modernismo. Qui l’artista propone, infatti, al visitatore una mostra nella mostra (che è anche un po’ una caccia al tesoro), mentre rimarca la tradizione da cui la sua scultura prende le mosse.
E che non si tratti di un intervento improvvisato lo si capisce chiaramente dalla prima stanza del padiglione, dove chi arriva viene accolto da una “foresta scultorea” che invade il vasto spazio lasciato in penombra. Ben 24 figure antropomorfe in terracotta e gres smaltato, in una scala di poco superiore a quella umana. Uomini e donne, a volte con un volto ben riconoscibile, altre amorfo, se non addirittura assente; in alcuni casi con un corpo essenziale, altri vestiti di strati su strati di collane fatte di minuscoli manufatti e adornati di rami secchi, fiori sgargianti, conchiglie; oppure ibride, apparentemente abbozzate, quasi mutanti, con ornamenti di plastica e rifiuti vari. Alcune sculture sono state fatte appositamente per la mostra, mentre altre esistevano già; quando modellate a colombino, quando composte assemblando centinaia di piccoli elementi: un lavoro mastodontico, comunque.
Va detto che Chiara Camoni non ha lavorato da sola: da anni collabora con alcuni artisti e, per una serie di esigenze quotidiane, sociali e pratiche, i suoi assistenti spesso sono molti di più (amici, vicini di casa, artisti in residenza ecc.). A volte lei, per avvalersi del loro aiuto, organizza dei workshop; altre li invita semplicemente.
Chiara Camoni, “Con te Con tutto”, Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2026. Foto © ARTBOOMS.
Se la prima stanza è dedicata a un muto dialogo tra il pubblico e le opere, la seconda è concepita come una scenografia in cui i visitatori si muovono, esplorano, riposano. Qui la luce naturale e l’orizzontalità dell’intervento lasciano spazio alla vita di scorrere. La signora Camoni ha scelto di collocarvi tessuti stampati con foglie e fiori, mobili vintage tramutati in altro, altre sculture più essenziali, piastrelle e vasi; c’è persino un angolo con luci stroboscopiche decisamente nostalgiche. Qui sottolinea il legame della sua opera con le arti applicate (anche le grandi sculture di prima, in fondo, sono spesso dei vasi), oltre ad affermare la reinvenzione della quotidianità può renderla fiabesca e surreale. Formalmente, domina l’angolo retto (anche se meno che in passato); l’impostazione è vagamente tardo minimalista, non funziona altrettanto bene della “foresta scultorea”, ma tutto sommato è un ambiente piacevole per chi lo visita e ben calibrato.
“Con te Con tutto”, il Padiglione Italia di Chiara Camoni (a cura di Cecilia Canziani), è uno dei più belli della 61esima Esposizione Internazionale d’Arte “In Minor Keys”, ma purtroppo non si potrà votare ai “Leoni dei visitatori”. In compenso, gli anziani residenti in 330 case di riposo di sette paesi (Italia, Australia, Belgio, Francia, Portogallo, Spagna, Svizzera) potranno visitarlo in videoconferenza. Resterà aperto per tutta la durata della Biennale di Venezia 2026 (fino all’11 novembre).
Chiara Camoni, “Con te Con tutto”, Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2026. Foto © ARTBOOMS.
Chiara Camoni, “Con te Con tutto”, Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2026. Foto © ARTBOOMS.
Chiara Camoni, “Con te Con tutto”, Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2026. Foto © ARTBOOMS.
Chiara Camoni, “Con te Con tutto”, Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2026. Foto © ARTBOOMS.
Chiara Camoni, “Con te Con tutto”, Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2026. Foto © ARTBOOMS.
Chiara Camoni, “Con te Con tutto”, Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2026. Foto © ARTBOOMS.
Chiara Camoni, “Con te Con tutto”, Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2026. Foto © ARTBOOMS.
Chiara Camoni, “Con te Con tutto”, Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2026. Foto © ARTBOOMS.
Chiara Camoni, “Con te Con tutto”, Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2026. Foto © ARTBOOMS.
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