‘The Prada Double Club Miami’: Carsten Höller traforma degli antichi studi cinematografici di Miami in un night club esclusivo

Carsten Höller, The Prada Double Club; Image Courtesy of Fondazione Prada

Carsten Höller, The Prada Double Club; Image Courtesy of Fondazione Prada

L’artista concettuale di origine tedesca Carsten Höller sarà a Miami in occasione della fiera-evento Art Basel con un installazione importante e un po’ matta. Anzi “schizofrenica”, come specifica lo stesso Höller. Realizzata in collaborazione con Fondazione Prada, si intitola ‘The Prada Double Club Miami’ ed è un vero e proprio night club. Che da domani sera alle 22 e 30 aprirà al pubblico (fino al 7 dicembre).

Carsten Höller, che solo lo scorso anno era a Milano con una personale all’Angar Bicocca, è solito invitare il pubblico a partecipare all’opera d’arte in ambienti familiari ma modificati ad hoc; un po’ come se il visitatore fosse un topo da laboratorio. Lo scopo è quello di spingerlo a interrogarsi sull’affidabilità dei suoi sensi e sulla sua conseguente lettura della realtà. 

‘The Prada Double Club Miami’ è stato realizzato in un complesso di studi cinematografici degli anni ‘20 e non è il primo night club di Höller. L’artista, infatti, ne aveva già creato uno a Londra nel 2008 (‘Double Club’). Ma gli organizzatori assicurano che questa seconda versione dell’installazione non sarà una replica.
"The Prada Double Club Miami” offre un approccio innovativo alle nozioni di divertimento e ospitalità- è scritto sul sito di Fondazione Prada- creando allo stesso tempo un dialogo tra arte contemporanea, musica, lifestyle e design. L’iconico progetto di Carsten Höller, tenutosi a Londra nel 2008 per una durata di otto mesi, è proposto a Miami in una seconda e inedita versione.”

E Carsten Höller aggiunge in un' intervista rilasciata a designboom: "il concetto è di due luoghi diversi che sono uno accanto all'altro e condividono tempo e spazio, ma non si mescolano. E' ancora più un progetto artistico rispetto a quello di Londra, perché riguarda i colori. Quando lo vedi di notte, fuori ci sono colori folli. Invece, quando entri, non è solo bianco e nero, ma al 100% bianco e nero, inclusi il bar, le bevande e le persone che lavorano lì. Che avranno tutti la faccia dipinta e gli occhiali da sole in modo da non mostrare gli occhi."

Il locale notturno, infatti, disporrà di due spazi: uno interno e un giardino tropicale esterno. Non a caso l’opera intende indagare il tema del doppio. Al chiuso il club sarà quasi monocromatico mentre fuori i colori saranno incredibilmente vividi: “ Voglio che gli ospiti si sentano come se fossero l'unico elemento di colore nel lato monocromatico che ha solo grigi, neri e bianchi, come se fossero un elemento estraneo in un film in bianco e nero- ha spiegato Höller - e che abbiano l’impressione di essere pallidi nell'altro iper-policromatico lato, dove i tropici colpiscono un po' troppo forte.” 

Performance live e dj di fama internazionale all’interno e musica caraibica all’esterno, faranno il resto. Peccato che l’installazione di Carsten Höller ad Art Basel Miami Beach, per nulla democraticamente, sarà riservata a “un gruppo selezionato di ospiti”. (via Designboom)

All Images Courtesy of Fondazione Prada

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Andrea Ravo Mattoni che riproduce i capolavori con le bombolette spray ha dipinto un gigantesco Caravaggio all’ospedale di Roma

Andrea Ravo Mattoni, 'Sette opere di Misericordia'. all images courtesy andrea ravo mattoni

Andrea Ravo Mattoni, 'Sette opere di Misericordia'. all images courtesy andrea ravo mattoni

Per terminare il lavoro aveva a disposizione dieci giorni. Una finestra di tempo striminzita come un vestito vecchio. Ma Andrea Ravo Mattoni (di cui ho già parlato qui) ne ha impiegati solo sei, per riprodurre ‘Sette opere di Misericordia’ di Caravaggio sulla facciata della Residenza Gemelli di Roma.
E pensare che per farlo ha usato solo le bombolette spray.

L’intervento di street-art (che verrà presentato ufficialmente il prossimo 13 dicembre nel corso di un evento dedicatogli) si colloca in un progetto più ampio ed ambizioso dell’artista di Varese: “creare una pinacoteca diffusa a cielo aperto di dipinti classici dal 1400 al 1800, riprodotti su muri pubblici o aperti al pubblico.” Insomma, Ravo Mattoni vuole rendere la Storia dell’Arte accessibile a tutti e evidente. Il fatto che i capolavori siano stati rifatti con le bombolette spray poi, gli serve come espediente per attirare l’attenzione.
Senza dimenticare che cambiando il supporto (un edificio anziché una tela) anche le dimensioni si modificano. Nel caso dell’opera di Roma ad esempio, se l’originale di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio misura 390 centimetri per 260, il murale di Andrea Ravo Mattoni arriva a 8 metri di base per 9 e mezzo d’altezza.

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La Residenza Gemelli è una struttura per l’alloggio dei pazienti e dei familiari nell’ambito del Policlinico di Monte Mario. Il complesso di edifici, come i quartieri periferici delle città, si caratterizza per l’anonimato. In questo contesto il murale diventa un intervento di riqualificazione urbanistica. E non è il primo. “Si affiancherà a quelle presenti a Varese, Angera, Malpensa, Olbia, Gaeta, Varallo Sesia, San Salvatore di Fitalia e Parigi.” Più o meno tutte le zone in cui sono stati realizzati questi murali, infatti, sono architettonicamente tristi e anonime.

Per vedere altri capolavori riprodotti con le bombolette spray da Andrea Ravo Mattoni si può ricorrere al suo sito internet o seguirlo via Facebook e Instagram.

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Yayoi Kusama a New York con 2 nuove Infinity Mirror Room fa il pieno su Instagram e file alla Van Gogh

installation view, yayoi kusama: festival of life, david zwirner, new york, 2017; image © yayoi kusama / courtesy of david zwirner, new york; OTA fine arts,tokyo/singapore/shanghai; victoria miro,london; yayoi kusama inc.

installation view, yayoi kusama: festival of life, david zwirner, new york, 2017; image © yayoi kusama / courtesy of david zwirner, new york; OTA fine arts,tokyo/singapore/shanghai; victoria miro,london; yayoi kusama inc.

E chi l’avrebbe detto che Yayoi Kusama, a 88 anni suonati, con una vita tribolata alle spalle (anche se densa di successi professionali), si sarebbe trasformata in una star di instagram in grado di muovere una massa di spettatori da far invidia al museo di Van Gogh in un giorno di festa? Eppure è quello che sta succedendo in questi giorni a New York.

La David Zwirner gallery, infatti, ha recentemente inaugurato la personale di Yayoi Kusama, ‘Festival of life’. L’evento, che in realtà è un grappolo di mostre dedicate all’artista giapponese spalmate in vari spazi, comprende diverse opere tra le quali due nuove ‘Infinity mirror rooms’. E sono proprio queste ultime ad essersi immediatamente trasformate in spazi di culto per gli istagrammers. Ma non solo, perché per entrare a vedere ‘Festival of life’ gli organizzatori avvertono di mettere in preventivo una coda da un minimo di 2-4 ore.

Sotto (il lavoro della Kusama ndr) c’è una sensibilità, autenticità e profondità- ha detto Lucas Zwirner, direttore editoriale della galleria, a abc7 NY- che penso attragga anche tante persone giovani”.

La mostra si concentra sulle opere recenti della Kusama e comprende sessantasei dipinti della iconica serie ‘My eternal soul’, delle nuove sculture floreali, un ambiente interamente ricoperto di pois (elementi ricorrenti nella produzione dell’artista fin dai suoi esordi) e, appunto, due ‘Infinity mirror rooms’.

yayoi kusama, infinity mirror room- let’s survive forever; festival of life, david zwirner,image © designboom 

yayoi kusama, infinity mirror room- let’s survive forever; festival of life, david zwirner,image © designboom 

Infinity Mirror Room- Let’s Survive Forever: La stanza è fatta di specchi e sfere riflettenti (sospese e appoggiate a terra). Il motivo di quest’opera immersiva ricalca ‘Narcissus garden’, che la Kusama presentò alla Biennale di Venezia del ‘66 e che ha recentemente riproposto alla ‘Glass House’ (in Connecticut; ne ho parlato qui). Ma se la storica installazione scivolava nella performance (l’artista, in kimono dorato, vendeva le sfere a 1200 lire l’una, salvo poi essere fermata dalla direzione) e voleva rappresentare una critica alla mercificazione dell’arte. ‘Let’s survive forever’ è una scultura e una riflessione su temi intimi ma intramontabili (ricordi, percezione, differenza tra esperienza individuale e condivisa). 

Infinity Mirror Room- Longing for eternity: In questa stanza non si può entrare. I visitatori sono invitati a guardare da uno spionciono delle minuscole luci che cambiano colore e, moltiplicate dagli specchi, si succedono all’infinito. Riflessi e luci creano un motivo esagonale ripetuto e uno scenario architettonico trasfigurtato. E’ un opera molto poetica che ricorda un grande caleidoscopio.

installation view, yayoi kusama: festival of life, david zwirner, new york, 2017;image © yayoi kusama  / courtesy of david zwirner, new york; OTA fine arts, tokyo/singapore/shanghai; victoria miro, london; yayoi kusama inc.

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La mostra presenta anche ’With all my love for the tulips, I pray forever’. L’opera, che fa parte di una serie recente, è una sorta di ‘Obliteration room’ con al centro due grandi sculture in fibra di vetro rinforzate in plastica. Si tratta ovviamente di giganteschi tulipani.

E mentre la David Zwirner celebra il talento di Yayoi Kusama a New York, il museo ‘The Broad’ di Los Angeles ospita l’importante retrospettiva itinerante ’Infinity mirrors’ focalizzata proprio sulle sue ‘Infinity mirror room’ (la prima tappa è stata all’Hirshhorn, ne ho parlato qui). E’ recente, infine, l’apertura dello ‘Yayoi Kusama Museum’ a Tokyo

yayoi kusama, with all my love for the tulips, i pray forever; festival of life, david zwirner,image © designboom 

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