La Land-art effimera di Jim Denevan orna le spiagge di enormi disegni

all images © Jim Denevan

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Il più delle volte il californiano Jim Denevan usa solo un rastrello o un bastone per le sue opere di land-art. Come tela predilige le spiagge e viene da se che i tempi di realizzazione debbano essere veloci e attentamente pianificati. Tanto più che Denevan lavora da solo e su grandi appezzamenti di terreno.

Rappresenta motivi ornamentali geometrici e ripetitivi, come cerchi concentrici o ripetuti a formare una sorta di galassia, ma anche onde o linee rette. Il risultato di tanto impegno, realizzato nei ritagli di tempo tra una marea e l’altra, viene poi abbandonato in balia delle onde.

A lasciare a bocca aperta, però, sono le monumentali dimensioni dei suoi effimeri disegni.

“Jim Denevan crea disegni temporanei su sabbia, terra e ghiaccio che vengono poi cancellati dalle onde e dal variare delle condizioni meteo - è scritto sulla biografia del sito internet- Questi disegni variano dalle composizioni in piccole spiagge, fino ai lavori su larga scala che raggiungono le dimensioni di una città”.

La documentazione delle sue opere è stata esposta al MoMA/PS1 oltre che allo Yerba Buena Center for the Arts, The Museum of Arts and Design, Parrish Art Museum, Peabody Essex Museum e al Laguna Art Museum.

Ma soprattutto Jim Denevan ha avuto commissioni da importanti aziende (come ad esempio la Hyundai) per realizzare i suoi grandi disegni in occasione di campagne pubblicitarie.

Da un po’ di tempo a questa parte non ci sono novità di rilievo sul suo lavoro se non che recentemente il sito “Great Big Story” ha girato un breve film che documenta la sua opera (lo trovate in fondo a questo post, è in inglese ma le immagini anche senza audio parlano da sole).

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L’artista Takahiro Iwasaki che scolpisce spazzolini da denti, asciugamani, scope e rotoli di nastro adesivo

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Nato ad Hiroshima, l’artista Takahiro Iwasaki ci parla di ambiente e urbanizzazione. E tutto considerato, era matematico che lo facesse, o poco ci manca. Ma è il modo in cui si esprime a lasciare a bocca aperta chi osserva le sue opere.

Perché Takahiro Iwasaki crea delle minuscole e fragilissime sculture lavorando con dei materiali improbabili: setole degli spazzolini da denti o delle scope, fili degli asciugamani e rotoli di nastro adesivo ma anche polvere e capelli.

Si ispira all’architettura industriale del secolo scorso. Non altera mai gli oggetti da cui parte. Le sue opere sembrano ergersi dalle cose d’uso comune come se si trattasse di un processo naturale. Come se fosse normale che proprio lì sorgesse una città lillipuziana.

In realtà, il processo che conduce all’opera finita non è per niente semplice. Per esempio, quando lavora con gli spazzolini da denti deve tagliare minuscole sezioni di setole; invece con i nastri adesivi ( la rigida superficie del rotolo deve essere scolpita con forza ed attenzione.

Il titolo della serie da cui provengono tutte queste opere è: “Out of disorder (Brushes of World)”. Recentemente Takahiro Iwasaki ha esposto con la URANO Gallery (di Tokio) all’Art Stage Singapore 2017.

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Il Padiglione Giappone di Takahiro Iwasaki alla Biennale di Venezia 2017

Alla fin fine le torri di trasmissione o le ruote panoramiche di Takahiro Iwasaki sembrano dei disegni in 3d. In questo senso le sue opere ricordano quelle di Chiharu Shiota (anche se cambiano sensibilità e scala delle sculture).

E come quest’ultima prima di lui, Iwasaki è stato scelto per rappresentare il suo Paese alla Biennale di Venezia 2017 “Viva Arte Viva”. A partire dal 13 maggio potremo vedere il suo Padiglione Giappone e scoprire quali meraviglie ci riserverà "Turned upside Down, It's a Forest", per ora possiamo invece ammirare altre immagini delle sue sculture-miniature su Artsy o Ocula Magazine. (via Colossal)

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ProBoyNick che disegna animali, fiori e quant’altro sulle macchine sporche di Mosca

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Si chiama Nikita Golubev (alias ProBoyNick) e nella vita fa l’illustratore. E come tutti gli illustratori disegna in modo preciso e ricco di particolari. Una caratteristica che gli abitanti di Mosca di certo avranno modo di riconoscere vedendo il suo stravagante progetto di street-art anzi la sua “Dirty Car Art”.

Perché Nikita Golubev a tempo perso disegna sulle macchine sporche. Usando smog e polvere come fossero pigmenti o grafite.

Cerca le sue vittime a quattro ruote nei parcheggi e trasforma i luridi automezzi in tele su cui creare opere d’arte straordinariamente ricche di particolari. Il che, c’è da credere, spingerà i proprietari a rimandare ancora a lungo il necessario lavaggio.

I soggetti variano ma ProBoyNick ha una particolare predilezione per gli animali (coccodrilli, squali, scimmie ecc).

Con la sua Dirty-art l’artista ironizza sulle condizioni ambientali della capitale russa e abbellisce le strade trafficate dell’ex-unione sovietica con opere effimere.

Per vedere altri lavori di Nikita Golubev o ProBoyNick, che dir si voglia, ci sono i suoi account Instagram e Behance che tiene costantemente aggiornati. (via Twisted Sifter)

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