Ai Weiwei crea un sentiero a forma di scettro Ruyi in mezzo ai vigneti di Château la Coste

all images © ai weiwei / fotografia by wearecontent(s) 2017

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Realizzata nel cuore del parco di Château la Coste, in mezzo ai pini marittimi e ai vigneti, “Ruyi Path” è un opera a cavallo tra installazione e architettura, firmata Ai Weiwei. Un sentiero in pietra che è quasi una scultura. Beneaugurante, per giunta.

E’ un periodo di intenso lavoro per Ai Weiwei. Ad appena una settimana di distanza dall’annuncio delle oltre 100 installazioni che disseminerà per New York il prossimo autunno (“Good fencens make good neighbors”), l’artista cinese inaugura una nuova opera permanente, in Francia, nell’azienda vitivinicola provenzale di Château la Coste. Si tratta di un sentiero in pietra molto tridimensionale per la conformazione del terreno. Tanto che si potrebbe dire che Mr Ai abbia già cominciato ad allenarsi a costruire muri e recinzioni varie in previsione dell’appuntamento statunitense. Ma si tratterebbe di un errore.

Infatti, “Ruyi Path” ha richiesto due anni di lavoro ed è stato concepita nel 2015 appena prima che le autorità cinesi restituissero ad Ai Weiwei il passaporto che gli avevano revocato già durante la detenzione. E, più che soffermarsi sui temi dell’attualità, è carica di riferimenti all’antica cultura del paese d’origine dell’artista.

A cominciare dal nome e dalla forma dell’installazione permanente che fa riferimento al ruyi (cioè ad uno scettro cerimoniale usato nel buddismo cinese e come talismano) simbolo di potere e buona fortuna.

Per questa volta niente migranti insomma, anche se per l’opera, sono stati usate pietre recuperate dal progetto di ristrutturazione che ha coinvolto il porto di Marsiglia. E gli organizzatori del progetto non hanno rinunciato a dichiarare: “Ruyi Path ha ridato una nuova vita a queste pietre, calpestate da tante persone al loro arrivo in Europa”.

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A corredo dell’installazione permanente, Ai Weiwei ha presentato la mostra “Mountains and seas” (montagne e mari) che intende dare un significato più ampio al suo lavoro oltre a contestualizzarlo. L’esposizione, che si inaugurerà il 7 aprile (fino al 17 gugno), è composta da opere realizzate con la tecnica che tradizionalmente si usa per costruire gli aquiloni e attinge a piene mani tanto alla mitologia cinese quanto alla storia personale dell’artista.

“Mountains and seas” sarà allestita nel Centro d’Arte di Château la Coste.

Il castello, infatti, oltre a possedere 500 acri di vigneto biodinamico ha un centro d’arte e un parco in cui sono installate 30 importanti opere d’arte contemporanea. Recentemente hanno anche aperto Villa La Coste, un hotel con un ristorante diretto del cuoco francese Gérald Passédat. L’intero complesso si trova tra Aix-en-Provence e il Parco nazionale del Luberon. (via Designboom)

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Le Opere di Bill Viola Mettono in Scena il Dramma nel Rinascimento Elettronico di Palazzo Strozzi

(Tempesta, Studio per La zattera) Bill Viola, 2005, 16' 50"Video a colori ad alta definizione su schermo piatto LCD installato a parete.Museo Santa Maria Novella

(Tempesta, Studio per La zattera) Bill Viola, 2005, 16' 50"
Video a colori ad alta definizione su schermo piatto LCD installato a parete.
Museo Santa Maria Novella

L’arte contemporanea è innovazione. Spesso sa far riflettere, stupire e persino sorridere ma difficilmente riesce a cristallizzare il fluire delle cose sotto forma di dramma puro e semplice. Vi accenna, certo, ma inserisce questo sentimento in un prisma di emozioni più complesso. Refrattaria com’è all’universo ideale.

Non è il caso delle opere dell’americano Bill Viola. Dove il dramma c‘è eccome!

Ed è forse per questo che la cornice di Palazzo Strozzi tra buio profondo e luci intense gli calza a pennello. Così come gli si addice il dialogo serrato con i capolavori del Rinascimento.

Bill Viola: Rinascimento Elettronico” (fino al 23 luglio) a cura di Arturo Galasino e Kra Perov, celebra “il maestro indiscusso della video arte contemporanea” con un esposizione che ne ripercorre la lunga carriera (dagli esordi negli anni’70 fino ai giorni nostri). E pone le sue opere a confronto con i capolavori rinascimentali. In un percorso che dal Piano Nobile e la Strozzina di Palazzo Strozzi coinvolge altri musei della città di Firenze (come gli Uffizi e il Museo del Duomo).

Tutte le opere sono centrate su soggetti che superano la loro natura di individui per tendere ad una rappresentazione idealee corale dell‘umanità. Questo aspetto del lavoro di Bill Viola, insieme alla composizione apparentemente semplice ma profondamente costruita e al dialogo con gli elementi (in modo particolare acqua e fuoco molto presenti nella produzione di Viola), fanno delle videoinstallazioni dell’artista statunitense un perfetto contraltare ai capolavori di maestri come Lukas Cranach, Masolino da Panicale, Pontormo e Paolo Uccello.

Al Museo dell’Opera del Duomo due video di Bill Viola (“Acceptance” e “Observance”) sono esposti accanto ai capolavori iconici “La Maddalena Penitente” di Donatello e la “Pietà Bandini” di Michalangelo, che ripropongono in chiave contemporanea.

Bill Viola a Palazzo Strozzi, installation view © Alessandro Moggi

Bill Viola a Palazzo Strozzi, installation view © Alessandro Moggi

bill viola (new york 1951): the deluge (going forth by day), 200236’ | color video projection with four channels of soundlong beach, CA, bill viola studio

bill viola (new york 1951): the deluge (going forth by day), 2002
36’ | color video projection with four channels of sound
long beach, CA, bill viola studio

paolo uccello (paolo di dono; pratovecchio, casentino 1397-firenze 1475): diluvio e recessione delle acque, 1436-1440affresco staccato | cm 215 x 510firenze, museo di santa maria novella

paolo uccello (paolo di dono; pratovecchio, casentino 1397-firenze 1475): diluvio e recessione delle acque, 1436-1440
affresco staccato | cm 215 x 510
firenze, museo di santa maria novella

Bill Viola a Palazzo Strozzi, installation view © Alessandro Moggi

Bill Viola a Palazzo Strozzi, installation view © Alessandro Moggi

bill viola (new york 1951): the greeting, 199510’22” | video/sound installation; performers: angela black, suzanne peters, bonnie snyderlong beach, CA, bill viola studio

bill viola (new york 1951): the greeting, 1995
10’22” | video/sound installation; performers: angela black, suzanne peters, bonnie snyder
long beach, CA, bill viola studio

pontormo (jacopo carrucci; pontorme, empoli 1494-firenze 1557): visitazione 1528-1529 circaolio su tavola | cm 207 x 159,4carmignano (PO), pieve di san michele

pontormo (jacopo carrucci; pontorme, empoli 1494-firenze 1557): visitazione 1528-1529 circa
olio su tavola | cm 207 x 159,4
carmignano (PO), pieve di san michele

Bill Viola a Palazzo Strozzi, installation view © Alessandro Moggi

Bill Viola a Palazzo Strozzi, installation view © Alessandro Moggi

bill viola (new york 1951): emergence, 200211’40” | retroproiezione video a colori hd su schermo a parete in stanza buia;performers: weba garretson, john hay, sarah steben | cm 213 x 213 cm 5 x 5 x 7, dimensions roomlong beach, CA, bill viola studio

bill viola (new york 1951): emergence, 2002
11’40” | retroproiezione video a colori hd su schermo a parete in stanza buia;
performers: weba garretson, john hay, sarah steben | cm 213 x 213 cm 5 x 5 x 7, dimensions room
long beach, CA, bill viola studio

masolino da panicale: pietà, 1424affresco staccato | cm 280 x 118empoli, museo della collegiata di sant’andrea

masolino da panicale: pietà, 1424
affresco staccato | cm 280 x 118
empoli, museo della collegiata di sant’andrea

bill viola, observance, 2002| 10'14"video a colori ad alta definizione su schermo al plasma installato a parete in verticale| museo dell'opera del duomo. cm 120,7 x 72,4 x 10,2| courtesy bill viola studio

bill viola, observance, 2002| 10'14"video a colori ad alta definizione su schermo al plasma installato a parete in verticale| museo dell'opera del duomo. cm 120,7 x 72,4 x 10,2| courtesy bill viola studio

"pietà bandini", michelangelo buonarroti (vaprese? 1475-roma 1564) 1547-1555 circa| marmo, cm 226 x 138 x 125| firenze, museo dell’opera del Duomo, inv. 2005/289

"pietà bandini", michelangelo buonarroti (vaprese? 1475-roma 1564) 1547-1555 circa| marmo, cm 226 x 138 x 125| firenze, museo dell’opera del Duomo, inv. 2005/289

Ai Weiwei costruirà 100 tra mega-gabbie e recinzioni varie in giro per NewYork

In autunno Ai Weiweirealizzerà “Good Fences Make Good Neighbors” (le buone recinzioni fanno i buoni vicini) cioè oltre 100 installazioni in varie zone di NewYork. Su commissione del Public Art Fund.

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