Quindic’anni di Wild Africa

Need of tenderness- Kenya

Need of tenderness- Kenya

Laurent Baheux ha passato ben quindici anni in Africa. Dove si è spostato di Paese in Paese e ha fotografato gli animali selvatici con costanza e metodo. Leoni, Scimmie, zebre e molti altri, che negli scatti di Baheux diventano creature fantastiche, magici animali totem che ci pongono silenziose domande.
Immagini rigorosamente in bianco e nero. Per l’eleganza certo, ma credo anche per il senso di eternità che evoca. Perché il fotografo francese non cerca di raccontarci qualcosa di distante ed esotico. Ma di spingerci a vedere il filo conduttore che lega loro a noi. La bellezza delle emozioni, sempre le stesse, che si leggono negli occhi al di là delle specie. Quella che si chiama erroneamente: umanità.
"Non vi è alcuna differenza tra loro e noi" dice Baheux, che ha pubblicato un libro intitolato appunto: “The Family Album of Wild Africa”.
Baheux oltre ad essere un grande fotografo è un attivista per diverse organizzazioni a difesa dell’ambiente (tra le altre WWF e GoodPlanet Foundation). Potete vedere altre sue foto sulle sue pagine facebook ed instagram. Via StumbleUpon newsletter

Zebra jump- Tanzania

Zebra jump- Tanzania

Elephants and bird- Kenya

Elephants and bird- Kenya

Cheetha portrait- Kenya

Cheetha portrait- Kenya

Baby zebras- Kenya

Baby zebras- Kenya

Wild dog- Botswana

Wild dog- Botswana

Lion in the wind- Tanzania

Lion in the wind- Tanzania

Gorilla's face

Gorilla's face

In affitto su Airbnb la ricostruzione della camera di Van Gogh ad Arles

Io non ci andrò, perché non è proprio dietro l’angolo, ma mi piacerebbe molto dormire nella stanza che l’Art Institute di Chicago affitta per la cifra simbolica di 9 euro a notte su Airbnb

Creata come iniziativa collaterale alla mostra “Van Gogh’s bedroosms”, è la meticolosa ricostruzione della famosa opera “la camera di Vincent ad Arles”(dipinta dall‘artista olandese in attesa dell’attesa visita di Paul Gauguin).
L’esposizione, durerà dal 14 febbraio al 9 maggio, ma si può immaginare che la disponibilità di questa stanza finirà molto prima. Visto che regala l’impressione di vivere dentro uno dei dipinti tra i più noti ed amati al mondo, e, come se non bastasse, è parte di un ampio appartamento dotato di tutti i confort.

L’alloggio è vicino alla sede della mostra ovviamente. Per rimanere aggiornati si può consultare l’account facebook dell’Art Institute o la loro pagina Instagram. (via Colossal)

Marco Grassi: Quando la pittura diventa più realista della fotografia

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