Couronne de haut de tête de l'impératrice Eugénie deformata dal furto nella galerie d'Apollon del 19.10.2026. Musée du Louvre © Thomas Clot
Ad oggi dei nove preziosissimi gioielli della Corona francese trafugati al Louvre da un commando di ladri nella ormai famosa rapina dello scorso 19 ottobre, solo la Corona dell’Imperatrice Eugénie, lasciata cadere sul selciato accanto al museo d’arte che originariamente era una fortezza, è stata recuperata. Ma le sue condizioni sono tutt’altro che buone. E’ stata anzi “notevolmente deformata” secondo lo stesso Musée du Louvre e una delle otto aquile d’oro delle ali simili a foglie che ne definivano la forma è andata perduta.
Sebbene il fatto che il gioiello fosse stato danneggiato era noto fin da non molto tempo dopo l’audace rapina svoltasi in pieno giorno a pochi minuti a piedi dalla Prefettura di Polizia di Parigi, le immagini del reperto sono impietose: la croce in diamanti in cima alla corona è collassata, mentre la struttura su cui si reggeva, fatta da aquile d’oro e palme stilizzate di diamanti e smeraldi, a tratti schiacciata a momenti staccata non svolgeva più la sua funzione. Una delle palme era ai piedi della teca da cui l’oggetto venne trafugato.
Si ritiene che le abbiano nociuto non tanto la caduta durante la fuga dei ladri, quanto il tentativo di farla passare da un foro troppo stretto praticato in fretta e furia con una smerigliatrice.
“Sebbene la forma della corona sia stata alterata, quasi tutti i suoi componenti sono ancora presenti- ha spiegato il museo- Pertanto, il suo restauro completo sarà possibile senza ricorrere a ricostruzioni o riproduzioni. Si tratterà semplicemente di rimodellare la sua struttura”.
Per farlo il Louvre selezionerà un “restauratore accreditato” che verrà affiancato da un comitato di sei esperti (presieduto dalla direttrice del museo, Laurence des Cars, sarà composto da studiosi di varie discipline dai metalli storici alla mineralogia fino alle arti decorative). Oltre a uno o più capi laboratorio e artigiani delle cinque storiche maison di gioielleria francese (Mellerio, Chaumet, Cartier, Boucheron et Van Cleef & Arpels). Secondo il direttore del settore arti decorative del museo, Olivier Gabet, contattato da New York Times il costo dell’opera non sarebbe ancora del tutto preventivabile ma lo hanno stimato intorno ai 40 mila euro. Anche se naturalmente saranno il numero di ore di minuzioso lavoro dei restauratori a scrivere la somma reale necessaria.
Durante il furto che ha portato all’incriminazione di 5 persone (quattro uomini e una donna tutti individuati attraverso il dna trovato sulla scena del crimine e dei quali a inizio gennaio è stata scoperta una base operativa) sono andati perduti: il Diadema della parure della regina Marie-Amélie e della regina Hortense, la Collana di smeraldi della parure di Marie-Louise, la Spilla detta reliquiario (cioè un grande gioiello da corsetto con diamanti Mazarin con piccolo compartimento nascosto sul retro), il Diadema di perle dell’Imperatrice Eugénie, un paio di orecchini di smeraldi della parure di Marie-Louise e un orecchino di zaffiri unico superstite di una parure appartenuta alle regine Marie-Amélie e Hortense. Oltre al Grand nœud de corsage dell’Imperatrice Eugénie che il Louvre aveva riacquistato all’asta da Christie's nel 2008 grazie al contributo della Société des Amis du Louvre di Parigi e altri donatori privati per 10 milioni e mezzo di dollari. Prima di allora il cimelio era stato negli Stati Uniti di proprietà della famiglia Astor.
I gioielli rubati infatti, erano i pochi rimasti in patria negli anni successivi il 1887, quando dopo la fondazione della Terza Repubblica un forte sentimento antimonarchico si diffuse nella classe dirigente francese che mise all’asta le “pietre in attesa della restaurazione della monarchia”. Così alla fine di un’asta durata 11 giorni per cui arrivarono a Parigi mercanti di diamanti (la maggior parte delle pietre fu strappata dalle montature), gioiellieri e importatori provenienti da Italia, Stati Uniti, Spagna, Gran Bretagna, Russia, Turchia, Tunisia ed Egitto, il grosso del patrimonio era perduto. Anni dopo il Louvre cercò in ogni modo di riacquistare qualche pezzo integro rimasto ma con scarso successo. Fatta eccezione appunto per il grande fiocco da corpetto.
Nel frattempo la galleria Apollo da cui i preziosi reperti sono stati rubati resta chiusa e il Louvre ha dovuto affrontare continue proteste sindacali e contestazioni all’importante progetto di rinnovamento “Louvre New Renaissance” il cui cantiere dovrebbe partire nel 2027. Non è ancora stata indicata una data entro la quale sarà possibile ammirare il risultato del lavoro di restauro sulla Corona dell’Imperatrice Eugénie.
Alexandre-Gabriel Lemonnier, Couronne de l'impératrice Eugénie état antérieur au 19 octobre 2025 © RMN-Grand Palais Musée du Louvre S. Maréchalle
Couronne de haut de tête de l'impératrice Eugénie deformata dal furto nella galerie d'Apollon del 19.10.2026. Musée du Louvre © Thomas Clot.j
