L'incredibile danza di braccia coreografata da Sadeck Waff per le Paralimpiadi

Coreografo, ballerino, designer e pittore francese, Sadeck Berrabah, conosciuto su Instagram con lo pseudonimo di Sadeck Waff, è famoso per gli spettacoli di danza in cui usa solo le braccia (Tutting). Ne ha creato uno su larga scala per il passaggio di testimone delle Parlimpiadi tra Tokyo e Parigi.

Nello show, Saddeck compariva in piedi, di fronte a 160 ballerini vestiti di nero in sedia a rotelle. L’assoluta sincronia delle braccia dei performers, per il resto assolutamente immobili, ha reso le immagini maestose nonostante l’apparente semplicità dei movimenti.

E’stato un vero onore per me- ha scritto su Instagram- il poter coreografarequesta cerimonia di passaggio dei giochi Paralimpici tra Tokyo 2020 e Parigi 2024”.

Trentenne, Sadeck Berrabah, è originario di una piccola città del sud della Francia ma vive a Parigi. A portarlo al successo è stato lo spettacolo “Géométrie Variable” (Geometria Variabile) che ha pubblicato sui social-media. Il suo accoun Instagram, infatti, con 155mila followers è seguitissimo. Anche se dopo le collaborazioni con grandi marchi (ad esempio Intel, Swatch) e star della musica internazionale (Shakira, David Halliday ecc.) non si può certo definire un fenomeno legato ad internet.

Ha una figlia, Neylia, che dice condividere con lui l’amore per la danza. Il suo lavoro preferito “Géométrie Variable 2” l’ha interpretato proprio insieme a lei. Nel video di questa performance (in cui le immagini sono spesso montate speculari) si intuisce il riferimento alle macchie di Rorschach ed ai Surrealisti.

Questa settimana di reazione e condivisione-ha continuato- con un melange di gente di tutte le provenienze mi ha riconfortato sul potere e la bellezza dell’essere umano”.

Lo spettacolo coreografato da Sadeck Berrabah per la staffetta tra le Paralimpiadi di Tokyo 2021 con Parigi 2024, si reggeva sulla musica di Woodkid. E il poliedrico artista parigino lo ha condiviso, come sempre del resto, sul suo account Instagram.

Tutto lo spirito epico dello sport nelle vertiginose moltitudini di atleti fotografati da Pelle Cass

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Il fotografo statunitense Pelle Cass crea immagini che evocano gli antichi dipinti di battaglie o moti rivoluzionari. Nei suoi scatti ci sono centinaia di persone che nel muoversi creano complesse composizioni di corpi. 
In particolare la serie ‘Crowded Fields’ dedicata agli eventi sportivi riporta alla mente l’epica somma di gesta e tensioni comuni o contrapposte delle tele conservate nei musei.

Tutt’altro che istintive le immagini di Pelle Cass sono frutto di un lavoro certosino. Il fotografo infatti prima congela decine e decine di istanti (nel corso di una o due ore di spettacolo sportivo scatta oltre mille foto) e poi li assembla tra loro. Per farlo usa fino a 500 livelli di Photoshop ma  senza spostare mai nessuna figura dalla posizione originale ne dalla posizione in cui si trovavano al momento in cui la foto è stata scattata. Insomma un gioco a incastro da decine di ore di lavoro dietro allo schermo di un computer.

"Scorro su e giù, più e più volte, alla ricerca di figure che ritengo interessanti- ha spiegato Pelle Cass al blog Colossal- È un po 'come Tetris al rallentatore, cercando di adattarsi a varie forme in vari spazi. Poi, con un po 'di fortuna, un complesso di coincidenze o un tipo di gesto o idea spaziale, cominciano ad emergere. "

Cass fa fotografie da oltre 50 anni e la sua tecnica si è affinata nel tempo. L’idea di trasformare gli eventi sportivi in affreschi carichi e complessi è arrivata a maturazione dopo 10 anni di evoluzione. 

Le fotografie di Pelle Cass sono attualmente in mostra al New Mexico Museum of Art (‘Shifting Light: Photographic Perspectives' fino a ottobre) ma anche chi non avesse in programma un viaggio così impegnativo potrà vedere altre sue immagini sul sito web o su Instagram. (via Booooooom)

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L’artista Asad Raza ha trasformato una chiesa cinquecentesca di Milano in un campo da tennis

Asad Raza, 'Untitled (plot for dialogue), spazio Converso, chiesa di San Paolo, Milano, all images © andrea rossetti

Asad Raza, 'Untitled (plot for dialogue), spazio Converso, chiesa di San Paolo, Milano, all images © andrea rossetti

Per visitare la mostra personale dello statunitense Asad Raza, ‘Untitled (plot for dialogue)’, a Milano bisogna essere persone sportive. Dato che l’artista ha pensato di trasformare gli interni della chiesa di San Paolo (sede dello spazio Converso) in un campo da tennis di un bell’arancione vivace. Con tanto di allenatori.

Raza continua la sua esplorazione dei modi di abitare uno spazio ricorrendo a pratiche d’interazione tra esseri umani, esseri non umani e oggetti”. Insomma secondo Asad Raza se si spingono le persone a interagire tra loro e con l’ambiente circostante l’esperienza che ne nasce sarà in qualche modo memorabile e illuminate. Va da se che per produrre quest’effetto lo spazio scelto qualche sorpresa dovrà ben riservarla. Così Asad Raza ha pensato di ridare vita agli interni cinquecenteschi, riccamente decorati ma un po’ cupi, della chiesa sconsacrata di San Paolo e togliere i visitatori dal timore riverenziale, con il gioco del tennis. 

L’artista spiega questa scelta con una serie di immagini cariche di pathos: i giocatori si scambiano energia, la palla che vola da una parte all’altra induce uno stato meditativo, il movimento è indistinguibile dalla vita stessa, lo svago contrapposto al tendere unicamente verso il lavoro. In realtà Raza ha scelto il tennis, o meglio un gioco simile al tennis, perché è uno sport che ama e conosce bene (oltre a praticarlo ne ha scritto in più riprese).

L’artista riconfigura la chiesa- un luogo destinato alla ricezione di messaggi di autorità spirituali- in uno spazio di scambio diretto e svago”. Sullo sfondo la bellezza architettonica dell’edificio costruito tra il 1549 e il 1619, dalla storia lunga e variegata ( sconsacrato già dall’800 tra gli anni ‘60 e gli anni ‘80 è stato uno studio di registrazione in cui hanno cantato Maria Callas e Mina, oggi ospita lo studio di architettura CLS) e gli affreschi dei fratelli Campi che illustrano la vita di San Paolo.

Si può fare un salto alla personale di Asad Raza fino al 16 dicembre. I più pigri possono sempre rifiutare la racchetta e bersi un bel thè al gelsomino alla salute dell‘artista.  (via Designboom)

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