La Dordogna dorata delle fotografie a infrarossi di Pierre-Louis Ferrer dove il sole dell’estate non smette mai di battere

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Dopo aver dato voce alla candida bellezza di una Parigi in cui è eternamente primavera con ‘Invisible Paris’, Pierre-Louis Ferrer torna a usare la fotografia a infrarossi per trasformare le aree verdi della Dordogna in uno sfavillante susseguirsi si forme dorate riarse dal sole dell’estate. Così ridipinti in giallo vivo, alberi, prati, ma soprattutto le siepi abilmente modellate dei parchi francesi, diventano una massa vibrante e impossibile da addomesticare.

Un universo parallelo solo apparentemente fiabesco quello raccontato da Pierre-Louis Ferrer che tuttavia ci circonda a dispetto dei nostri occhi. Per svelarlo basta un mix di luce visibile e infrarossa che l‘occhio umano proprio non riesce a cogliere: "Uso un filtro selettivo- ha spiegato Ferrer in una breve intervista rilasciata al blog statunitense Colossal poco tempo fa- che lascia passare una grande parte della luce a infrarossi e una piccola parte di luce visibile. I soggetti principali di questa tecnica sono alberi e foglie perché reagiscono molto alla luce infrarossa". Le diverse sfumature di colore assunte dalle piante sono proprio un effetto della diversa reazione di ognuna di esse.

Ferrer oltre a lavorare con gli infrarossi usa anche gli ultravioletti e tecniche come la lunga esposizione che gli consentono di “offrire visioni alternative del nostro mondo”.

Tra gli spazi che la diversità cromatica della fotografia a infrarossi reinventa con più vigore ci sono Les Jardins suspendus de Marqueyssac: raffinati e bellissimi ma anche misteriosi e vagamente inquietanti, negli scatti di Ferrer sono giocosamente cristallini.

Per vedere altre fotografie a infrarossi di Pierre-Louis Ferrer oltre a consultare il suo sito internet si può dare uno sguardo al suo account Instagram. (via Colossal)

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Un po’ nostalgiche un po’shocking le psichedeliche Dolomiti agli infrarossi di Paolo Pettigiani

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25 anni torinese, fotografo e graphic designer, Paolo Pettigiani stà facendo il giro del mondo con la sua serie di immagini 'Infrared Dolomites'. Delle psichedeliche Dolomiti trasfigurate con lenti agli infrarossi.

Degli scatti che sono diventati virali, un po’ perché le foto agli infrarossi piacciono, un po’ perché la bellezza austera della catena montuosa ne esce ridisegnata. Anzi ricolorata ma con toni tanto accesi da sembrare uscita da una pubblicità di caramelle. E’ soprattutto il rosa carico delle pinete, succoso come la polpa di un’anguria matura, a dare il tono a queste immagini.

La fotografia a infrarossi che elabora le lunghezze d’onda invisibili della luce è stata a più riprese utilizzata da diversi autori in diversi luoghi. Per esempio Pierre-Luis Ferrer (di cui ho parlato qui) l’ha usata per fare un ritratto di Parigi sospeso e primaverile. Paolo Pettigiani, invece, ne aveva già sfruttato le potenzialità per la sua serie dedicata a Central Park.

Gli scatti delle Dolomiti tuttavia hanno un carattere diverso, combattuto tra la nostalgia di vecchie cartoline scolorite e il vigore della vita che si rinnova. E le montagne ne escono come un luogo magico, in cui il timore riverenziale negli occhi dell’osservatore, lascia spazio a uno stupore carico di fiducia. E solo vagamente venato di malinconia.

Per vedere altre fotografie di Paolo Pettigliani si può ricorrere al suo sito internet come pure agli account Behance e Instagram. (via Colossal)

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