Toshihiko Shibuya ha dipinto la metropolitana di Sapporo con 22mila puntine da disegno

 "white generation", all images courtesy toshihiko shibuya

"white generation", all images courtesy toshihiko shibuya

L’artista giapponese Toshihiko Shibuya (di cui ho già parlato qui e qui) ha creato una monumentale installazione nella metropolitana di Sapporo (Hokkaido). Nel percorso pedonale sotterraneo della città, per essere precisi ( la “Sapporo Odori 500-m Underground Walkway”).

Una sorta di enorme murale, tono su tono, intitolato “White Generation”; in grado di accompagnare i passanti nella loro frettolosa camminata sotto il suolo cittadino.

E di stupirli, c’è da immaginarlo, visto che per realizzare l’opera Toshihiko Shibuya, ha usato 22mila puntine da disegno bianche. Tutte rigorosamente piccole e sferiche.

“White Generation” è stata realizzata come pre-esposizione del secondo “Sapporo International Arts Festival” 2017 (che durante questa edizione riunirà artisti di Hokkaido e giovani). Ed adornerà l’impersonale percorso pedonale fino al 5 luglio.

Metri e metri di camminamento, che oltre a un numero impensabile di puntine da disegno, ha richiesto la collaborazione di ben 12 persone.

Il motivo di “White Generation” ricorda lo sviluppo, apparentemente caotico e massivo, ma in realtà di una precisione matematica, quasi categorica, degli elementi naturali più minuti: dal muschio alle cellule.

“Con quest’opera- spiega Toshihiko Shibuya-  ho evocato immagini di vita che si espande”.

Il colore bianco, se da una parte fa riferimento alla neve (che è quasi un’icona della fredda città settentrionale giapponese e di Shibuya stesso) dall’altra è il simbolo dell’ambiente asettico in cui viviamo.

“Stiamo cominciando a perdere la legge dei cicli naturali- continua- poco a poco“.

L’installazione, è inconsueta nella produzione dell’artista giapponese che si occupa di Land-Art e normalmente basa il suo lavoro sul paesaggio. Cercando di ridurre al minimo il proprio intervento e di usarlo per potenziare la percezione dell’osservatore.

In quest’ottica, “White Generation”, che porta immagini di vita in un luogo apparentemente sterile, in cui il mutare delle stagioni è impossibile da cogliere, diventa una riflessione dell’artista.

“Mi domando ancora una volta quanto i miei lavori siano in grado di servire da mezzo per re-incontrare l’ambiente che stà intorno a me ed alla mia vita, piuttosto che limitarmi semplicemente a piazzare l’opera d’arte di fronte alla natura”.

Se non avete in programma un viaggio nello splendido profondo nord del Giappone è possibile rimanere aggiornati sulla suggestiva opera di Toshihiko Shibuya consultando il suo sito internet o seguendolo su Facebook e Instagram.

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