Illustrazioni di conigli assassini trovate ai margini dei manoscritti miniati medioevali

 BL Yates Thompson 8 f. 294r

BL Yates Thompson 8 f. 294r

Quello del coniglio è uno dei personaggi più amati della cultura pop contemporanea. Si va dal Bianconiglio di “Alice nel Paese delle meraviglie” a Bugs Bunny fino a una serie quasi interminabile di film a cartoni animati (digitali e non). Il coniglio è quasi sempre un personaggio buono e ingenuo, spesso timido, a volte dispettoso e simpatico. Ed è una rappresentazione talmente diffusa del bellissimo animaletto, che ne è nato un filone piuttosto consistente di film, illustrazioni, libri e videogiochi horror in cui il simbolo di purezza diventa un terribile ed efferato assassino.

Ma non è un idea nuova. Anzi, è vecchia di almeno mille anni. Perché risale al medioevo.
Nei manoscritti miniati sono spesso rappresentati dei conigli feroci. Vanno in battaglia, impiccano cani da caccia, suonano e celebrano cerimonie per prepararsi a combattimenti sanguinari. Decapitano malcapitati avversari e tagliano i piedi ad altri. Sembrano proprio illustrazioni di un fumetto horror.
Questi conigli assassini del medioevo compaiono nelle miniature a margine dei manoscritti. E’ probabile che gli anonimi artisti che hanno fatto questi disegni spesso abbiano cercato di divertire il loro pubblico con le illustrazioni dei conigli cattivi.
Per concludere potete godervi la scena del coniglio assassino del film “I Monty Python e il Sacro Graal”.

(via Colossal, Sexicodicology, Foliamagazine)

 BL Yates Thompson 8 f. 294r

BL Yates Thompson 8 f. 294r

 Immagine via Dangerous Mind

Immagine via Dangerous Mind

 Breviario Francia 1302-1305 circa BM Verdun

Breviario Francia 1302-1305 circa BM Verdun

 Codices musici 1511-1512 Württembergische Landesbibliothek Stoccarda

Codices musici 1511-1512 Württembergische Landesbibliothek Stoccarda

 Immagini via Dangerous Mind

Immagini via Dangerous Mind

 Immagini via Dangerous Mind

Immagini via Dangerous Mind

 Paris, Bibl. de la Sorbonne, ms. 0121, f. 023

Paris, Bibl. de la Sorbonne, ms. 0121, f. 023