Il gigantesco cerchio di ghiaccio apparso nel fiume di Wesbrook nel Maine sarebbe uno dei più grandi mai registrati

Il gigantesco cerchio di ghiaccio comparso sul fiume Presumpscot a Westbrook, Maine, il 14 gennaio 2019. Foto: Tina Radel (City of Westbrook)

Il gigantesco cerchio di ghiaccio comparso sul fiume Presumpscot a Westbrook, Maine, il 14 gennaio 2019. Foto: Tina Radel (City of Westbrook)

Il 14 febbraio nel fiume Presumpscot River che attraversa la zona industriale del comune di Westbrook (Maine, 17mila e 494 abitanti) è comparso un gigantesco cerchio nel ghiaccio. Uno dei più grandi mai osservati.

Di lì le cose si sono mosse velocemente:il proprietario di un magazzino nelle vicinanze ha avvertito le autorità e Tine Radel, che sta a capo del settore Marketing e Comunicazione del piccolo centro, si è precipitata sul posto munita di un drone. Le immagini scattate e il video messo in rete dalla funzionaria comunale sono immediatamente diventate virali.

I cerchi nel ghiaccio d’altra parte sono fenomeni che creano stupore. Semplici da spiegare (a generarli è il moto circolare dell’acqua in climi molto rigidi) sono piuttosto rari. Di solito si osservano in Scandinavia e solo in alcune occasioni in Nord America. Tuttavia già lo scorso anno gli utenti della rete si erano meravigliati di fronte alla vista del cerchio nel ghiaccio comparso sullo Snoqualmie River di Seattle. Il disco della West Coast tuttavia era ben poca cosa a confronto con quello colossale di Westbrook. Si parla infatti di un diametro che potrebbe raggiungere i 100 metri e di un peso stimato in centinaia di tonnellate.

Lo sviluppatore web Doug Bertlesman sul Press Herald ha stimato che la dimensione del disco fosse di almeno 100 metri. Se fosse vero, ciò lo renderebbe il più grande tra vari esempi di dischi di ghiaccio simili osservati in Svezia nel 1987 e nel 1994 e descritti in uno studio del 1997 come particolarmente grandi (un altro del 1941 invece sarebbe stato leggermente al di sopra di quello di Westbrook).

E potrebbe non essere finita lì perchè secondo i pareri riportati dal sito Earther il disco potrebbe diventare ancora più grande. se la temperatura non dovesse risalire. Il cerchio nel ghiaccio, inoltre, potrebbe essere solo la parte visibile di una grande massa d’acqua congelata nascosta sotto la superficie.

Per avere ulteriori chiarimenti occorrerà tempo. Per ora di certo c’è che le anatre amano molto appollaiarcisi sopra e il Comune di Westbrook (non senza il buon lavoro svolto da Tine Radel) gli deve una pubblicità inaspettata e preziosa.

Il gigantesco cerchio di ghiaccio comparso sul fiume Presumpscot a Westbrook, Maine, il 14 gennaio 2019. Foto: Tina Radel (City of Westbrook)

Il gigantesco cerchio di ghiaccio comparso sul fiume Presumpscot a Westbrook, Maine, il 14 gennaio 2019. Foto: Tina Radel (City of Westbrook)

Il gigantesco cerchio di ghiaccio comparso sul fiume Presumpscot a Westbrook, Maine, il 14 gennaio 2019. Foto: Tina Radel (City of Westbrook)

Il gigantesco cerchio di ghiaccio comparso sul fiume Presumpscot a Westbrook, Maine, il 14 gennaio 2019. Foto: Tina Radel (City of Westbrook)

Il gigantesco cerchio di ghiaccio comparso sul fiume Presumpscot a Westbrook, Maine, il 14 gennaio 2019. Foto: Tina Radel (City of Westbrook)

Il gigantesco cerchio di ghiaccio comparso sul fiume Presumpscot a Westbrook, Maine, il 14 gennaio 2019. Foto: Tina Radel (City of Westbrook)

Ice Watch London di Olafur Eliasson, una foresta di ghiaccio artico nel cuore della City

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg. Installation: Bankside, outside Tate Modern, 2018. Photo: Justin Sutcliffe © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg. Installation: Bankside, outside Tate Modern, 2018. Photo: Justin Sutcliffe © 2018 Olafur Eliasson

Inaugura oggi Ice Watch London firmato da Olafur Eliasson in collaborazione al geologo Minik Rosing. Sarà la terza installazione della serie dedicata dall’artista danese al cambiamento climatico ma sarà pure l’intervento più impegnativo. Un’impresa titanica. Eliasson, infatti, ha disposto 24 blocchi di ghiaccio artico davanti alla Tate Modern (dove farà una mostra nel luglio 2019) fino a creare una sorta di essenziale e maestosa foresta. Altri 6 sono poi, stati posizionati all’esterno della sede europea del colosso dei media Bloomberg (che finanzia l’evento).

In totale ci sono volute 110 tonnellate di ghiaccio prelevato sotto forma di di iceberg fluttuanti in Groenlandia.

I blocchi di ghiaccio sono stati trasportati integri fino a Londra dove si scioglieranno più o meno lentamente a seconda del tempo. L’intervento intende dare un’esperienza diretta alle persone che si troveranno a passare per Londra degli effetti del cambiamento climatico sulla calotta artica.

Consentendo alle persone di toccare davvero i blocchi di ghiaccio spero si creerà un legame più profondo tra loco e quello che ci circonda. ha detto Olafur Eliasson- auspico anche che questo progetto ispirerà in loro cambiamenti radicali. Dobbiamo riconoscere che insieme abbiamo il potere di intraprendere azioni individuali e di spingere per un cambiamento sistemico. trasformiamo le conoscenze sul clima in azioni per il clima .

Ice Watch è stato realizzato in coinncidenza con l’incontro dei leader modiali per il COP24 di Katowice (Polonia). Olafur Eliasson ha già installato altre versioni di quest’opera d’arte pubbblica a Copenaghen e a Parigi. La ricerca di Minik Rosing, che a Londra affianca l’artista danese, è famosa per aver portato a datare l’origine della vita sulla terra centinaia di milioni di anni prima di quanto si pensasse in precedenza.

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg. Installation: Bankside, outside Tate Modern, 2018. Photo: Justin Sutcliffe © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg. Installation: Bankside, outside Tate Modern, 2018. Photo: Justin Sutcliffe © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg. Installation: Bankside, outside Tate Modern, 2018. Photo: Justin Sutcliffe © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg. Installation: Bankside, outside Tate Modern, 2018. Photo: Justin Sutcliffe © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg. Installation: Bankside, outside Tate Modern, 2018. Photo: Justin Sutcliffe © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg. Installation: Bankside, outside Tate Modern, 2018. Photo: Justin Sutcliffe © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg. Installation: Bankside, outside Tate Modern, 2018. Photo: Justin Sutcliffe © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg. Installation: Bankside, outside Tate Modern, 2018. Photo: Justin Sutcliffe © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg. Installation: Bankside, outside Tate Modern, 2018. Photo: Justin Sutcliffe © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg. Installation: Bankside, outside Tate Modern, 2018. Photo: Justin Sutcliffe © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg, Installation: City of London, outside Bloomberg’s European headquarters, 2018. Photo: Charlie Forgham-Bailey © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg, Installation: City of London, outside Bloomberg’s European headquarters, 2018. Photo: Charlie Forgham-Bailey © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg, Installation: City of London, outside Bloomberg’s European headquarters, 2018. Photo: Charlie Forgham-Bailey © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg, Installation: City of London, outside Bloomberg’s European headquarters, 2018. Photo: Charlie Forgham-Bailey © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg, Installation: City of London, outside Bloomberg’s European headquarters, 2018. Photo: Charlie Forgham-Bailey © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg, Installation: City of London, outside Bloomberg’s European headquarters, 2018. Photo: Charlie Forgham-Bailey © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg, Installation: City of London, outside Bloomberg’s European headquarters, 2018. Photo: Charlie Forgham-Bailey © 2018 Olafur Eliasson

Ice Watch by Olafur Eliasson and Minik Rosing. Supported by Bloomberg, Installation: City of London, outside Bloomberg’s European headquarters, 2018. Photo: Charlie Forgham-Bailey © 2018 Olafur Eliasson

caricamento di ghiaccio al Nuuk Port and Harbour, Groenlandia, foto : kuupik v. kleist / KVK consult, © 2018 olafur eliasson

caricamento di ghiaccio al Nuuk Port and Harbour, Groenlandia, foto : kuupik v. kleist / KVK consult, © 2018 olafur eliasson

ghiaccio galleggiante in nuup kangerlua, in Groenlandia. foto: studio olafur eliasson , © 2018 olafur eliasson

ghiaccio galleggiante in nuup kangerlua, in Groenlandia. foto: studio olafur eliasson , © 2018 olafur eliasson

caricamento di ghiaccio al Nuuk Port and Harbour, Groenlandia foto : studio olafur eliasson, © 2018 olafur eliasson

caricamento di ghiaccio al Nuuk Port and Harbour, Groenlandia foto : studio olafur eliasson, © 2018 olafur eliasson

caricamento di ghiaccio al Nuuk Port and Harbour, Groenlandia foto : studio olafur eliasson, © 2018 olafur eliasson

caricamento di ghiaccio al Nuuk Port and Harbour, Groenlandia foto : studio olafur eliasson, © 2018 olafur eliasson

Fotografato nell'Artico un iceberg a forma di rettangolo che sembra disegnato col righello

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Una serie di fotografie scattate a inizio mese dalla divisione di ricerca sulla criosfera della NASA (NASA Ice) nei pressi della Piattaforma di ghiaccio Larsen ha suscitato molto stupore. Le immagini ritraggono, infatti, un iceberg di forma perfettamente rettangolare.

Per quanto la forma dell’iceberg-montagna sia talmente radicata nel nostro immaginario da diventare un metro di paragone, gli iceberg tabulari (di cui quello immortalato dagli studiosi della NASA fa parte) sono i più comuni. Questi ultimi, infatti, si formano dividendosi dalla banchisa artica quando quest’ultima diventa troppo fragile. Nel 2017 se ne è formato uno che raggiungeva più o meno le dimensioni della Liguria.

Le fotografie dell’iceberg rettangolare sono state scattate dalla NASA nell’ambito dell’operazione IceBridge . Cioè un’ampia indagine dell’agenzia governativa statunitense sulle calotte polari, sulle piattaforme di ghiaccio e sul ghiaccio marino. (via Colossal)

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EV Nautilus ha filmato un adorabile polipo Dumbo che nuota negli abissi oceanici. Le immagini sono una rarità

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Delle straordinarie creature che popolano gli abissi oceanici e che gli scienziati della nave E\V Nautilus stanno rendendo familiari in tutto il mondo ho già parlato. Adesso un nuovo e adorabile personaggio si è andato ad aggiungere alla videoteca del team diretto dal ex ufficiale della marina degli Stati Uniti e professore di oceanografia Robert Ballard.

Si tratta di un Polpo Dumbo (Grimpoteuthis) che nuota aggraziato e leggero come una ballerina a oltre 3 chilometri di profondità.

Le immagini del simpatico cefalopode sono molto rare e fino a pochi anni fa non sarebbe stato possibile fare riprese così dettagliate di questa strana creatura. L’EV Nautilus, infatti, si serve di veicoli sottomarini comandati a distanza come il ROV Hercules per calarsi a profondità difficilmente accessibili all’uomo ed cattura fotogrammi ad alta risoluzione.

Il Polipo Dumbo si chiama come il famoso personaggio della Disney perchè le sue pinne stanno sopra agli occhi (per altro ciechi, secondo gli studiosi) e ricordano le orecchie di un elefantino. Spesso l’animaletto ha coloro vivaci e difficilmente misura più di 20-30 centimentri (quello nelle riprese però raggiungeva i 60) anche se l’esemplare più grande osservato arrivava addirittura a un metro e 80.

Le riprese del Polpo Dumbo sono state fatte nel corso dell’esplorazione che l’EV Nautilus stà svolgendo nel Davidson Seamount, un vulcano sottomarino inattivo nel Santuario Naturale della Baia di Monterey (California).

Lì gli scienziati hanno potuto vedere anche la più grande nursery di polipi del mondo (specie Muusoctopus robustus) dove centinaia e centinaia di questi animali proteggevano le loro uova. Anche di questo hanno fatto un video che allego in coda a questo post. (via sciencealert)

‘Melting Memories’ di Refik Anodol è la prima installazione a mostrare come cervello evoca i ricordi. Dati alla mano

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L’artista multimediale e designer di origini turche Refik Anadol ha fatto un lavoro monumentale per realizzare l’installazione ‘Melting Memories’. Perché l’opera, che si propone di mostrare come funziona il cervello nel tempo, non è di fantasia ma si basa sui dati degli elettroencefalogrammi.

Presentata nel 2018 alla Pilevneli Gallery di Istanbul, ‘Melting Memories’, già a vederla suscita stupore. E’ composta da un enorme schermo al LED (quasi 5 metri per 6) fatto su misura e da schiuma rigida fresata CNC. Per realizzarla, poi, Anadol ha combinato dipinti basati sui dati, proiezioni di luce e sculture poggiate sugli ‘augmented data’ (l’artista ha cioè aumentato il numero di immagini nel set di dati disponibili). 

Il risultato di tanta tecnologia combinata a una certa dose di rigore scientifico è morbido e cangiante. A momenti le forme che si creano sembrano fiori che sbocciano, poi montagne viste dall’alto, o nubi, onde e ghiacciai.

Per raccogliere i dati necessari a dare vita a questa incredibile installazione Refik Anadol ha condotto degli esperimenti al Laboratorio Neuroscape dell’Università della California (San Francisco). "Anadol raccoglie dati sui meccanismi neurali del controllo cognitivo da un EEG (elettroencefalogramma)- spiega il suo sito web- che misura i cambiamenti nell'attività delle onde cerebrali e fornisce le prove di come funziona il cervello nel tempo. Questi set di dati costituiscono gli elementi costitutivi degli algoritmi unici di cui l'artista ha bisogno per creare le strutture visive multidimensionali in mostra. "

Questa installazione parla di memoria e di come il nostro cervello si muove. Quindi in qualche modo anche di nostalgia e pensiero. Volendo persino di intelligenza artificiale. Anche se tutte le opere di Refik Anadol in fondo soprattutto esplorano la terra di confine tra realtà fisica e digitale. 

Per vedere altre opere di  Refik Anadol ci sono il suo sito web ma anche gli account Instagram, Vimeo e Behance. (via Colossal)

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The Florence Experiment, la mostra-esperimento-scientifico, di Carsten Höller e Stefano Mancuso inaugura domani a Palazzo Strozzi

The Florence Experiment Slides, 2018 (Scivoli nel Cortile di Palazzo Strozzi) (Rendering di Michele Giuseppe Onali)

The Florence Experiment Slides, 2018 (Scivoli nel Cortile di Palazzo Strozzi) (Rendering di Michele Giuseppe Onali)

Da domani ‘The Florence Experiment’ (ne ho già parlato qui) aprirà al pubblico. E Palazzo Strozzi si trasformerà in un laboratorio. La mostra nata dalla collaborazione del famoso artista Carsten Höller e dal neurobiologo vegetale Stefano Mancuso, infatti, oltre a divertire sarà anche un vero e proprio esperimento scientifico. 

‘The Florence Experiment’ si  propone di dimostrare che le piante risentono delle nostre emozioni e ne danno prova visibile con la loro crescita. Per farlo non mancano due dei famosi e monumentali scivoli di Carsten Höller, collocati nel cortile interno di Palazzo Strozzi, per collegare il loggiato del secondo piano con il suolo. 

Un salto di 20 metri, un tragitto di circa 50, che i visitatori percorreranno mediamente in 15 secondi (a una velocità compresa tra i 4 e i 7 metri al secondo). Ma non tutti, perché la partecipazione è su base volontaria per i maggiori di 14 anni e non è consentita a chi soffre di diverse patologie (qui ci sono le avvertenze). Ce n’è abbastanza per suscitare emozioni forti anche nei più coraggiosi. Ed è qui che entra in gioco la scienza. Infatti, ogni settimana 500 persone, verranno scelte casualmente per intraprendere la discesa portando con sé una pianta di fagiolo. Quest’ultima verrà poi consegnata a un team di scienziati (nel laboratorio allestito alla Strozzina) che ne analizzerà i parametri fotosintetici e le molecole emesse come reazione alla discesa e alla vicinanza ad una persona sottoposta alla stessa esperienza. 

L’esperimento prosegue poi alla Strozzina dove sono state ricavate anche due sale proiezione separate. In una si potranno vedere spezzoni di film comici, mentre nell’altra scene tratte da degli horror. La paura o il divertimento degli spettatori produrranno composti chimici volatili differenti che, attraverso due condotti di aspirazione, saranno trasportati sulla facciata di Palazzo Strozzi, influenzando la crescita di piante di glicine rampicanti disposte su grandi strutture tubolari a forma di Y ('Plant Decision-Making Based on Human Smell of Fear and Joy'). Gli scienziati prevedono che i due gruppi di piante prenderanno addirittura direzioni diverse.

Non passa mese senza che siano descritti nuovi e sorprendenti comportamenti delle piante- scrive nel suo saggio Stefano Mancuso- Molti di questi sono sufficientemente complessi da non poter essere descritti compiutamente senza far ricorso al termine di intelligenza.”  

La mostra ‘The Florence Experiment’ di Carsten Höller in collaborazione a Stefano Mancuso è curata dal direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi Arturo Galasino e rimarrà aperta fino al 26 agosto. Appena in tempo per cominciare a preparare il Piano Nobile di Palazzo Strozzi per l’importante personale di Marina Abramovic di fine settembre.

NOTA BENE: Inserirò le immagini definitive appena disponibili

Plant Decision-Making Based on Human Smell of Fear and Joy, 2018 (Piante di glicine sulla Facciata di Palazzo Strozzi la cui crescita è influenzata dalle emozioni di paura o divertimento dei visitatori) (Rendering di Michele Giuseppe Onali)

Plant Decision-Making Based on Human Smell of Fear and Joy, 2018 (Piante di glicine sulla Facciata di Palazzo Strozzi la cui crescita è influenzata dalle emozioni di paura o divertimento dei visitatori) (Rendering di Michele Giuseppe Onali)

Solandra Greenhouse (Garden of Love), “Carnegie International 2004”, Carnegie Museum of Art, Pittsburgh, 2004

Solandra Greenhouse (Garden of Love), “Carnegie International 2004”, Carnegie Museum of Art, Pittsburgh, 2004

The Florence Experiment Slides, 2018 (Scivoli nel Cortile di Palazzo Strozzi) (Rendering di Michele Giuseppe Onali)

The Florence Experiment Slides, 2018 (Scivoli nel Cortile di Palazzo Strozzi) (Rendering di Michele Giuseppe Onali)

The Florence Experiment, 2018, scivoli in fase di allestimento, (Foto di Martino Margheri)

The Florence Experiment, 2018, scivoli in fase di allestimento, (Foto di Martino Margheri)

Carsten Höller., Institute of Phytopathology, University of Kiel, ca. 1988. © Carsten Höller Studio, photographer unknown.

Carsten Höller., Institute of Phytopathology, University of Kiel, ca. 1988. © Carsten Höller Studio, photographer unknown.