Sembrano dipinti barocchi le fotografie subacquee di Christy Lee Rogers

 Christy Lee Rogers, Cloud Nine (2018), Muses Collection

Christy Lee Rogers, Cloud Nine (2018), Muses Collection

Le pose dei corpi, i colori vivi, gli intensi chiaroscuri, tutto nelle immagini dell’artista hawaiana Christy Lee Rogers, induce a pensare alla pittura dei grandi maestri del passato. Da Tiziano a Rubens, da Caravaggio a Delacroix. Solo che lei non usa pigmenti e pennelli.

Christy Lee Rogers scatta fotografie subacquee che hanno dell’incredibile per la capacità di dare alla realtà afflato epico, al racconto tono corale, all’immagine qualità pittorica.

Potrebbe sembrare un risultato difficile da ottenere sia dal punto di vista dei mezzi che della tecnologia. In realtà le immagini della Rogers sono state scattate convincendo un gruppo di amici ad immergersi di notte in una piscina illuminata.

"Quello che voglio più che mai- ha detto in un’intervista Chirsty Lee Rogers- è esprimere ed ispirare speranza e libertà, un senso di meraviglia e tranquillità, creare un luogo sicuro per sognare selvaggiamente, e soprattutto ispirare l'idea che ci sono ancora cose misteriose e incredibilmente belle sulla Terra. Non solo nella nostra immaginazione. "

Chirsty Lee Rogers è nata a Kailua nelle isole Hawaii e forse è da lì che ha origine il suo amore e la sua ossessione visiva per l’acqua che riempie le sue opere e stà al centro della sua organizzazione Wateramore. Vive a Nashville ma le splendide isole della sua infanzia continuano ad essere il set di ogni sua opera.

Per capire meglio come crea le sue opere, in fondo a questo post ho inserito un video sul dietro le quinte del lavoro di Christy Lee Rogers.

Le fotografie subacquee pubblicate in questo post fanno parte della serie più recente dell’artista: Muses. Chirsty Lee Rogers ha esposto il suo lavoro al Photofairs di Shangai (dal 21 al 23 settembre) ma per vedere altre sue opere senza muoversi dalla propria poltrona preferita ci sono Vimeo (fa anche video) e Facebook. (via Boooooom)

 Christy Lee Rogers, Evolution (2018), Muses Collection

Christy Lee Rogers, Evolution (2018), Muses Collection

 Christy Lee Rogers, A Dream Dreamed in the Precence of Reason (2018), Muses Collection

Christy Lee Rogers, A Dream Dreamed in the Precence of Reason (2018), Muses Collection

 Christy Lee Rogers, Awaken (2018), Muses Collection

Christy Lee Rogers, Awaken (2018), Muses Collection

 Christy Lee Rogers, Rhapsody (2018), Muses Collection

Christy Lee Rogers, Rhapsody (2018), Muses Collection

 Christy Lee Rogers, Harmony (2018), Muses Collection

Christy Lee Rogers, Harmony (2018), Muses Collection

 Christy Lee Rogers, Apparition (2018), Muses Collection

Christy Lee Rogers, Apparition (2018), Muses Collection

 Christy Lee Rogers, Our Hopes and Expectations (2018), Muses Collection

Christy Lee Rogers, Our Hopes and Expectations (2018), Muses Collection

 Christy Lee Rogers, Love Live (2018), Muses Collection

Christy Lee Rogers, Love Live (2018), Muses Collection

Gli splendidi colori e le bizzarre forme del plancton. Fotografato di notte, mentre nuota nel mare di Osezaki da Ryo Minemizu

 Unknown, una larva di Gymnapogon,all images copyright Ryo Minemizu

Unknown, una larva di Gymnapogon,all images copyright Ryo Minemizu

Ryo Minemizu da vent’anni si dedica alla fotografia subacquea. Ogni giorno per otto ore nuota nei fondali del mare di Osezaki (vicino al Monte Fuji). Di solito si immerge di notte e fotografa microscopici e luminosissimi plancton.

I minuscoli organismi catturati nella serie Phenomenons misurano dai 2 ai 40 millimetri ma le loro forme sono straordinariamente complesse e i loro colori incredibilmente vivaci. Le fotografie restituiscono allo sguardo di chi le osserva ogni dettaglio.

Ryo Minemizu per arrivare a questo risultato ha fatto molta esperienza ma non si è fermato lì. Ha anche brevettato una sua tecnica di illuminazione per le immersioni notturne (Black Water Dive). Tuttavia sul suo sito internet sostiene che una delle cose più difficili è individuare i minuscoli soggetti delle sue fotografie.

I plancton sono creature belle ed intriganti- spiega- Essi simboleggiano quanto sia preziosa la vita per quanto sono minuscoli. Volevo che le altre persone li vedessero mentre erano in mare: questa era la mia motivazione per iniziare a fotografare al plancton sott'acqua, che è una vera sfida. La maggior parte del plancton è così piccola e i loro movimenti sono difficili da prevedere. Ho dedicato i miei ultimi 20 anni a presentare le loro piccole figure, i loro colori e le trame per catturare la loro vivida bellezza.”

Ryo Minemizu ha sempre documentato la vita sottomarina a scopo scientifico ma dopo aver vinto il National Geographic Photo Award del 2016 ha deciso di mostrare le sue fotografie ad un pubblico più ampio. Adesso, infatti, è impegnato nella sua prima personale itinerante che è partita lo scorso agosto alla Canon Gallery di Ginza a Tokyo per poi spostarsi alle gallerie Canon di Nagoya e Osaka (6-12 Settembre e 20-26 Settembre 2018). E’ possibile rimanere aggiornati sul su lavoro attraverso l’account facebook.

 Batesian mimicry, larva del pesce Soleichthys

Batesian mimicry, larva del pesce Soleichthys

 Larva del pesce Tripod

Larva del pesce Tripod

 Larva del pesce Dendrochirus

Larva del pesce Dendrochirus

 Larva di Pleurobranchaea

Larva di Pleurobranchaea

 La pinna di una larva zoea di Lysmata

La pinna di una larva zoea di Lysmata

 Hyperiidea su medusa Nausithoe

Hyperiidea su medusa Nausithoe

 larva di pesce striato

larva di pesce striato

 Megalopa larva di Eplumula phalangium

Megalopa larva di Eplumula phalangium

I colori shock e le geometrie rigorose di Ilka & Frank che ti trasformano l’ordinario in straordinario senza prendersi troppo sul serio

 Ilka & Frank, Bottomless Brunch, shots for Klein Magazine by Ilka Noggker

Ilka & Frank, Bottomless Brunch, shots for Klein Magazine by Ilka Noggker

Le fotografie di Ilka & Frank proiettano concetti e scene quotidiane in un universo parallelo in cui tutto è pop, coloratissimo e giocoso. Per farlo usano di tutto: dalle composizioni di cibo agli accorgimenti della moda fino alle sculture di carta. Rifrangendo la realtà in un caleidoscopio di mondi possibili.

Ma non bisogna ingannarsi: nel mondo di Ilka e Frank nulla è abbandonato al caso, ogni minimo particolare, anche il più insignificante, è rigorosamente calcolato e la composizione è semplice e geometrica.

Tedesca lei, austriaco lui, ilka & Frank (che all’anagrafe fanno Ilka Noggler e Franz Thomüller), vivono a Londra, hanno clienti importanti e in genere lavorano insieme. L’ultimo progetto, ’Bottomless Brunch’, tuttavia, è firmato dalla sola Ilka. Parla di una ragazza che nelle immagini si intravede appena ma che deduciamo essere eccentrica per come mangia.

“Prima di tutto ho disegnato a mano degli schizzi delle scene e raccolto alcuni riferimenti- ha spiegato Ilka ad Artbooms- È qui che la scenografa Gemma Therese Pearce è entrata in gioco esaminando il materiale, suggerendo oggetti di scena ecc. E le cose hanno iniziato a prendere forma. Sul set c'erano anche un food stylist, che ha preparato tutto il cibo e le bevande da zero, un hair stylist, un truccatore e un nail artist, e naturalmente la modella. Il progetto è stato girato in un giorno e poi le immagini sono state modificate in Photoshop, che suona come una piccola cosa alla fine di un progetto, ma in realtà è una componente importante del lavoro e la maggior parte delle volte richiede parecchio tempo.”

Per farla breve Ilka e Frank sono un duo creativo che mixa colori vivacissimi, semplicità formale, atmosfere vagamente vintage, cura per il dettaglio e una dose extra di ironia. Ingredienti eterogenei in grado di trasformare l’ordinario in straordinario, la vita di tutti i giorni e i piccoli gesti, in un’allucinazione pop.

Per vedere altre fotografie di Ilka e Frank e godersi il modo in cui mettono insieme food art, fashion, creatività e ironia si può consultare il loro sito internet o seguirli su instagram.

 Ilka & Frank, Bottomless Brunch, shots for Klein Magazine by Ilka Noggker

Ilka & Frank, Bottomless Brunch, shots for Klein Magazine by Ilka Noggker

 Ilka & Frank, Bottomless Brunch, shots for Klein Magazine by Ilka Noggker

Ilka & Frank, Bottomless Brunch, shots for Klein Magazine by Ilka Noggker

 Ilka & Frank, Bottomless Brunch (particular), shots for Klein Magazine by Ilka Noggker

Ilka & Frank, Bottomless Brunch (particular), shots for Klein Magazine by Ilka Noggker

 Ilka & Frank, Bottomless Brunch, shots for Klein Magazine by Ilka Noggker

Ilka & Frank, Bottomless Brunch, shots for Klein Magazine by Ilka Noggker

 Ilka & Frank, Tragic Murder Of A Hamburger

Ilka & Frank, Tragic Murder Of A Hamburger

 Ilka & Frank, Tragic Murder Of A Hamburger

Ilka & Frank, Tragic Murder Of A Hamburger

 Ilka & Frank, Tragic Murder Of A Hamburger

Ilka & Frank, Tragic Murder Of A Hamburger

 Ilka & Franz got commissioned by Seven to shoot for Vitality Magazine

Ilka & Franz got commissioned by Seven to shoot for Vitality Magazine

 Ilka & Frank, Wembley Park (Ilka & Franz got commissioned to shoot still and moving image for Wembley Park)

Ilka & Frank, Wembley Park (Ilka & Franz got commissioned to shoot still and moving image for Wembley Park)

 Ilka & Frank, Wembley Park (Ilka & Franz got commissioned to shoot still and moving image for Wembley Park)

Ilka & Frank, Wembley Park (Ilka & Franz got commissioned to shoot still and moving image for Wembley Park)

 Ilka & Frank, Wembley Park (Ilka & Franz got commissioned to shoot still and moving image for Wembley Park)

Ilka & Frank, Wembley Park (Ilka & Franz got commissioned to shoot still and moving image for Wembley Park)

La Dordogna dorata delle fotografie a infrarossi di Pierre-Louis Ferrer dove il sole dell’estate non smette mai di battere

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Dopo aver dato voce alla candida bellezza di una Parigi in cui è eternamente primavera con ‘Invisible Paris’, Pierre-Louis Ferrer torna a usare la fotografia a infrarossi per trasformare le aree verdi della Dordogna in uno sfavillante susseguirsi si forme dorate riarse dal sole dell’estate. Così ridipinti in giallo vivo, alberi, prati, ma soprattutto le siepi abilmente modellate dei parchi francesi, diventano una massa vibrante e impossibile da addomesticare.

Un universo parallelo solo apparentemente fiabesco quello raccontato da Pierre-Louis Ferrer che tuttavia ci circonda a dispetto dei nostri occhi. Per svelarlo basta un mix di luce visibile e infrarossa che l‘occhio umano proprio non riesce a cogliere: "Uso un filtro selettivo- ha spiegato Ferrer in una breve intervista rilasciata al blog statunitense Colossal poco tempo fa- che lascia passare una grande parte della luce a infrarossi e una piccola parte di luce visibile. I soggetti principali di questa tecnica sono alberi e foglie perché reagiscono molto alla luce infrarossa". Le diverse sfumature di colore assunte dalle piante sono proprio un effetto della diversa reazione di ognuna di esse.

Ferrer oltre a lavorare con gli infrarossi usa anche gli ultravioletti e tecniche come la lunga esposizione che gli consentono di “offrire visioni alternative del nostro mondo”.

Tra gli spazi che la diversità cromatica della fotografia a infrarossi reinventa con più vigore ci sono Les Jardins suspendus de Marqueyssac: raffinati e bellissimi ma anche misteriosi e vagamente inquietanti, negli scatti di Ferrer sono giocosamente cristallini.

Per vedere altre fotografie a infrarossi di Pierre-Louis Ferrer oltre a consultare il suo sito internet si può dare uno sguardo al suo account Instagram. (via Colossal)

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Philippe Echaroux ritrae i passanti sulle chiome degli alberi di Central Park

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Secondo Philippe Echaroux si tratta di street-art 2.0, anche se in realtà il suo è un processo a basso impatto tecnologico. Il nocciolo sono fotografia e luci. Mezzi con cui l’artista francese riesce a creare scenografici progetti d’arte pubblica. Come quello dello scorso anno nella foresta amazzonica (ne ho parlato qui) e quello appena conclusosi a Central Park.

A New York Echaroux, che è un virtuoso del ritratto (è diventato famoso per i ritratti fatti in soli 2 minuti alle celebrità ed è riuscito a effigiare le persone come fossero in un iper-accessoriato studio di posa con solo un telefonino, una piccola torcia elettrica e la confezione vuota di un Big Mac), ha fotografato i passanti. Poi, con un attento gioco di luci, ha proiettato i loro volti sulle chiome degli alberi di Central Park. 

Nelle immagini compaiono nello stesso momento sia il parco che i grattacieli ma le luci che li illuminano suggeriscono ritmi molto diversi. Anche se, alla fine, l’impressione di chi osserva è di una strana ma non stridente continuità.
La natura e la città gomito a gomito, insomma, e in mezzo l’uomo

"Central Park è un simbolo perfetto di persone che cercano di dominare la natura-ha detto l’artista- qui la natura è contenuta in un rettangolo, ma chi sta circondando chi alla fine?"

Per vedere altre fotografie di Philippe Echaroux si può dare uno sguardo al suo sito internet o seguirlo sugli account instagram e facebook. (via Bored Panda

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La ‘Midnight Stop’ di Elsa Bleda nel paesaggio desolante e misterioso di una stazione di servizio.

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Nella sua ultima serie di immagini, ‘Midnight Stop’ la fotografa sudafricana Elsa Bleda (ho già parlato di lei qui), ci racconta una sosta ad una stazione di servizio nel cuore della notte. 

In realtà non succede niente. Ma si percepisce che da quel momento in avanti tutto potrebbe succedere. Ed è proprio questa quiete inquieta ed inquietante. Questo momento di sospensione in una narrazione che non ci è dato conoscere, ma che rimane sottintesa, a dare corpo alle altrimenti rarefatte fotografie della Bleda.

In ‘Midnight Stop’ , Elsa Bleda cattura il paesaggio notturno di una sperduta stazione di servizio dopo un acquazzone estivo. Nell’aria c’è foschia, le onnipresenti luci al neon si riflettono nelle pozzanghere con i loro toni invadenti e innaturali. In lontananza, le finestre illuminate del locale ci fanno immaginare che all’interno qualcuno possa aver trovato riparo ma allo sguardo tutto è deserto. In uno scatto si intravedono i fari di un camion.

Ce n’è abbastanza per dare l’avvio a un film basato su libro di Stephen King.

Non so se hai mai scoperto una città nebbiosa dall'aspetto deserto a mezzanotte- ha commentato Elsa Bleda- mentre viaggiavi da solo, senza una meta, sentendo solo il fischio di un treno ogni tanto in lontananza, ma è la sensazione più incredibile. Sono stato rapita da questa stazione di servizio e da come stava splendendo nel mezzo di questo luogo buio e silenzioso, come un portale che si era appena aperto.”

Le fotografie che compongono ‘Midnight Stop’ sono state catturate in una piccola città nella provincia sudafricana di KwaZulu-Natal lo scorso agosto. Per vedere altre immagini scattate da Elsa Bleda, oltre al sempre aggiornato spazio Behance, ci sono i suoi account Flick e Instagram.

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