Banksy a Parigi: niente tour, i murales sono già stati vandalizzati

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I murales con cui il famoso street-artist britannico Banksy ha punteggiato Parigi sono più di sei come riferito due giorni fa. Probabilmente nove, ma la caccia al tesoro è ancora aperta. Ce n'è anche uno molto toccante realizzato sulla porta di sicurezza del Bataclan. In compenso, gli amanti del lavoro dell'artista originario di Bristol, non potranno organizzare un viaggio nella capitale francese per osservare dal vivo i suoi murales. Gran parte delle opere infatti, sono già state vandalizzate.

I MURALES DI BANKSY A PARIGI SONO STATI VANDALIZZATI:

Le Monde riferisce in un veloce video (pubblicato a seguire) che la bimba intenta a dipingere una carta da parati sopra una croce uncinata è durata solo cinque giorni prima di essere ricoperta di vernice blu (e in seguito di spray dorato). E' andata anche peggio al topo che volava su un tappo di champagne: è stato raschiato dal muro il giorno stesso della sua scoperta. Il cane senza una zampa è sparito sotto il poster di una street-artist locale nel giro di pochi minuti. La topolina col fiocco a pois, infine, è stata coperta per essere conservata.

L'OPERA DI BANKSY AL BATACLAN:

Tra le opere scoperte più di recente c'è il murale sull'uscita di sicurezza del Bataclan. Rappresenta una figura addolorata con un fazzoletto in mano. Questo pezzo è un chiaro omaggio di Banksy alle vittime della strage  del 13 novembre 2015.

. Centre Pompidou

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BANKSY CONFERMA L'AUTENTICITA' DEI PEZZI DI PARIGI:

Lo stile tipico dello street-artist più famoso di sempre lasciava spazio a pochi dubbi sull'originalità delle opere comparse a Parigi, ma si aspettava la conferma ufficiale. Che è arrivata, con un post pubblicato sulla pagina Instagram di Banksy. L'artista ha pubblicato la foto del pezzo in cui un ratto regge un taglierino (al Musee Pompidou)  con la didascalia: "a cinquant'anni dalla rivolta di Parigi del 1968. la culla dell'arte moderna degli stencil. "

. Fifty years since the uprising in Paris 1968. The birthplace of modern stencil art.

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Banksy vola a Parigi per criticare la politica di Macron con una serie di duri murales

Banksy, image  ©  @WhereTheresWalls

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Per quanto l’opera di Banksy (ne ho parlato ad esempio qui) sia sempre focalizzata sulla critica politica e sociale, il lavoro dello street-artist più famoso di sempre, non manca mai di humor. Ma la serie di murales che nei giorni scorsi hanno fatto la loro comparsa sui muri di Parigi sono insolitamente duri. Il sorriso c’è ancora ma è molto-molto tirato.

Al centro di questo attacco ci sono le politiche migratorie (e non solo) dell’Europa intera e del premier francese Emmanuel Macron in particolare.

Le opere sono in tutto sei (compresi 3 topi) e arrivano tre mesi dopo il murale di New York dedicato alla prigionia della pittrice turca Zehra Dogan (è pubblicato in coda a questo pezzo). Al momento non c’è ancora una conferma ufficiale di Banksy ma questa volta sembra un proforma.

La bimba decoratrice: L’opera rivisita il precedente ‘Go Flock Yourself’ (del 2008). Rappresenta una bambina di colore che dipinge un motivo decorativo piacevole e retrò sopra una croce uncinata. Insomma, c’è il rischio che chi fa politica nasconda sotto parole rassicuranti e piacevoli atteggiamenti autoritari e aggressivi.
Il murale è stato realizzato vicino alla stazione della metropolitana di Porte de la Chapelle dove fino ad agosto dello scorso anno c’era il centro per rifugiati "La Bulle". Una città improvvisata all'interno della città che ospitava circa 2.700 migranti, La Bulle  è stato smantellato, secondo le stime, 35 volte prima che venissero assegnati degli alloggi temporanei agli occupanti. 

Napoleone coperto: Si ispira a “Napoleone supera le alpi al Gran San Bernardo” di Jacques Luis David, solo che Banksy avvolge il torso e la testa di Napoleone in un drappo rosso. Il pezzo è particolarmente critico nei confronti di Macron che, secondo l'autore, con propaganda e false promesse acceca i francesi (il drappo rosso intorno alla testa del generale).

L’uomo con l’osso: Questo murale rappresenta un uomo che porge un osso a un cane senza una gamba ma dietro la schiena nasconde una sega. L’opera parla ancora di promesse allettanti che nascondono politiche feroci e pericolose.

I 3 topi: In questi lavori Banksy fa riferimento all’instabilità e ai disordini francesi del maggio 1968 in cui il governo cessò temporaneamente di funzionare.

Banksy, image  ©  @WhereTheresWalls

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La street art di Tellas che porta un brulicante mondo costiero sui muri delle città

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Nella street art di Tellas ci sono foglie e fiori, sagome di brulle colline riarse dalla calura ma anche e soprattutto un brulichio di vita ondeggiante. Forse sono banchi di minuscoli pesciolini, forse alghe che si agitano sott’acqua o semplicemente prati mossi dalla brezza della primavera. Chissà. Tutto è riconoscibile ma stilizzato quel tanto che basta da consegnarlo alla fantasia dell’osservatore. 

Nato a Cagliari nell’87, Tellas, una bella soddisfazione se l’è già tolta: nel 2014 l’edizione statunitense dell’Huffington Post l’ha inserito tra i 25 street-artists più interessanti del mondo. Ha anche collaborato con Marni. Dipinge e fa installazioni anche se il suo piatto forte, per ora, sono i grandi murales caratterizzati da pattern dove i vuoti mancano o quasi. Gli elementi ricorrenti che li compongono sono naturali ma stilizzati. Usa pochi colori (in genere: uno, due, tre al massimo per pezzo), i toni sono in linea con le tendenze del design.
Insomma la street-art di Tellas porta sui muri del mondo ricordi del paesaggio costiero sardo che si traducono in grandi opere in bilico tra l’astrattismo e il design di tessuti (o tappezzerie) glamour.

Un elemento interessante del lavoro dell’artista è l’attenzione che mette nel localizzare i suoi murales. Se si tratta di pareti immerse in un paesaggio naturale cerca di fondere le opere con i colori circostanti. O meglio di usarle per sottolineare la bellezza del paesaggio. Nei contesti urbani si ispira a eventi metereologici ricorrenti (la neve nelle zone fredde) ai colori prevalenti dell’architettura o all’azzurro del cielo in una giornata tersa.

Una delle sue ultime opere d’arte pubblica si chiama ‘Tropicalism’ ed è stata realizzata a Galatina nel Salento (progetto curato ViaVai Project). In questo caso le sagome delle foglie delle palme pugliesi sono state realizzate in nero o grigio per giocare col fondo bianco degli edifici tipici.
Per vedere altre opere di Tellas si può scorrere il suo sito internet o dare uno sguardo al suo account instagram

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La street-art di Spy che per per 4 giorni ha trasformato Plaza Mayor di Madrid in un prato erboso

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Per il 400esimo anniversario della piazza principale di Madrid, la famosa Plaza Mayor, sono stati organizzati molti eventi (ne ho già parlato qui) tra cui ‘Cesped’ dello street-artist madrileno Spy. Per realizzare il progetto sono stati necessari 35mila metri quadri d’erba, visto che consisteva nel trasformare il centro della grande piazza in un prato. 

 Un perfetto cerchio di erba verde che per quattro giorni ne ha modificato l’uso e l’architettura.

L’installazione è stata posizionata lo scorso autunno e nel brevissimo periodo di permanenza ha visto la bellezza di 100mila visitatori. Ovviamente le persone erano libere di passeggiare, stendersi a prendere il sole o giocare. Proprio come se si fossero trovati in un parco.

L’artista specializzato in arte pubblica Spy, con una carriera ultra-ventennale alle spalle, è madrileno ma molto attivo anche in Italia ed altri paesi europei. I suoi interventi, sempre minimali e concisi, riescono a unire un forte impatto estetico alla sintesi formale ed allo humor.

Per vedere altre opere di Spy conviene dare un’occhiata al suo sito internet mentre per seguire il suo lavoro nel tempo l’account instagram è di sicuro l’opzione migliore. (via Designboom)

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Dopo ‘Draw the raised bridge’ Banksy attraversa l’Atlantico e un nuovo graffito fa la sua comparsa a Manhattan

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Un nome ancora non ce l’ha, anche se ‘Rat’ sembra il più probabile, visto che rappresenta un topo. Di certo per adesso c’è solo che si tratta di un Banksy (ho parlato di lui per esempio qui) originale. Autenticato dallo stesso artista attraverso la pubblicazione sul suo account instagram.

Il piccolo murale è stato completato sull’ orologio in un incrocio di New York (Manhattan, 14th street e 6th avenue, 101 West 14th street). Così posizionato il ratto di Banksy sembra continuare a correre in tondo, incessantemente, ciecamente, come una sfortunata cavia chiusa in gabbia.

L’edificio su cui poggia l’orologio è in pieno centro, dove i passanti corrono con gli occhi fissi sui loro smartphones per raggiungere il luogo di lavoro. Quindi è probabile che il graffito intenda ironizzare sui ritmi di vita innaturali degli abitanti delle grandi città.
Tuttavia le opere di street-art del famoso writer britannico aprono sempre un dibattito sul loro significato. 

‘Draw the raised bridge’ in cui compariva un bambino con uno colapasta metallico a mo’ di  elmetto e una spada giocattolo con una matita applicata alla punta non ha ancora un significato sicuro. Nonostante siano passati quasi due mesi (è l’opera pubblica che precede direttamente il topo di Manhattan), dalla sua comparsa  su un ponte in disuso a Hull (UK). Anche se è opinione diffusa che sia un secondo murale in sfavore della Brexit.
D’altra parte il mistero, come l’ironia, è un pilastro del lavoro di Banksy, che la sua identità continua a tenerla nascosta.

Per leggere le opinioni dei suoi fans sul nuovo murale o seguire il suo lavoro va ricordato che Banksy ha un account instagram. (via Designboom)

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Le illustrazioni di flora e fauna di Amok Island che creano un gigantesco atlante naturalistico sui muri del mondo

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Come un moderno naturalista lo street-artist di origine olandese Amok Island quando visita un angolo del pianeta fa illustrazioni della flora e della fauna. Solo che invece di usare fogli di carta e acquerelli Amok Island si serve di muri e grandi barattoli di colore. Anche lo stile minimale influenzato com’è dalle tendenze del design farebbe storcere il naso agli antichi esploratori. La palette di colori così attentamente abbinati tra loro, poi, desterebbe autentico sconcerto. Ma i tempi cambiano si sa. Quello che resta è la passione per lo spettacolo della natura e la voglia di raccontarlo a chi in quel luogo non andrà mai o ricordarlo agli altri.

Amok Island che adesso vive in Australia ha creato enormi murali in venticinque paesi. Le sue opere si basano sempre su immagini di specie autoctone. Ha una particolare predilezione per la vita sottomarina e la flauna costiera. Non a caso ha scelto un nome d’arte che sembra quello di un’ allegra isoletta dei mari del sud (amok significa baldoria).

Se non fosse un artista, sarebbe un biologo-dice il suo sito internet- Fortemente ispirato alle illustrazioni scientifiche dei primi naturalisti, il suo lavoro racchiude l'accuratezza e la precisione rappresentative dei disegni tecnici, utilizzati a fini identificativi. Il tema dell'esplorazione naturale e della conservazione è una corrente sotterranea forte e costante nella sua pratica artistica.”

Oltre alle grandi opere pubbliche Amok Island dipinge dei quadri in cui mantiene inalterati stile e soggetti. Fa anche delle graziose stampe. Il suo lavoro si può consultare scorrendo il sito web o dando un’occhiata ai suoi account Facebook e Instagram. (via Colossal)

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