Dieci anni di esplorazioni del Monte Everest in soli 2 minuti di video time-lapse

Fotografo e fimmaker, Elia Saikaly, è soprattutto un avventuriero. Ha scalato il leggendario Monte Everest ben sette volte e in due occasioni è riuscito a raggiungere la cima più alta della catena himalayana. E’ sopravvissuto a più d’una valanga, ad un terremoto, e a altri eventi fortuiti che avrebbero potuto essergli fatali. Nel suo ultimo cortometraggio (appena due minuti e mezzo titoli compresi) c’è un po’ di tutto questo, visto che le immagini sono un condensato di dieci anni di scalate del Monte Everest. Anche se, Saikaly, ha preferito concentrare l’attenzione sui colpi di luce all’interno delle minuscole tende arancioni, piantate saldamente a terra per permettere di sopravvivere alle gelide notti himalayane, sulla luminosità strabiliante delle stelle. Senza dimenticare l’inaspettato e veloce depositarsi della coltre nevosa sulle vette del monte. Nel mini-film non compaiono persone o animali e non ci sono dialoghi, solo la stupefacente bellezza di una natura aspra e grandiosa. Il video è girato in time-lapse. Per saperne di più sulla realizzazione di questo corto o sulle avventure di Elia Saikaly ci sono il suo blog l’account instagram. (via Colossal)

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Un designer fa danzare le lettere dell’alfabeto in un colorato video d’animazione

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Ci sono lettere dell’alfabeto simili a mobili minimal che fanno ginnastica, bocche di una vasca a idromassaggio che si trasformano in numeri e così via. Le parole d’ordine di questo breve video sono colore e musica. I protagonisti incontrastati: i caratteri tipografici.

Il designer statunitense Ben Huynh ha partecipato alla maratona tipografica (ebbene si esiste anche quella) 36 Days of Types. In cui i creativi di tutto il mondo sono chiamati a proporre una lettera del nostro alfabeto al giorno per 36 giorni. E si è accorto che il risultato di questo sforzo in movimento sarebbe stato molto più espressivo.
In questo breve video Ben Huynh si è, insomma, limitato ad animare tutti i caratteri tipografici che aveva già creato. A fare la differenza è la colonna sonora “Sunrise”, del gruppo tailandese Gym and Swim , che accompagna i movimenti di lettere e numeri, che sembrano ballare. Trasformando il cortometraggio animato in un originale e coloratissimo video musicale.

Per creare i simpatici protagonisti di questo mini-film Ben Huynh si è ispirato soprattutto a forniture per ufficio (graffette, nastro adesivo ecc.), mobili di design e luci al neon.

36 Days of Types, che nasce da un progetto personale di una coppia di designers di Barcellona poi esteso a tutti i creativi via Instagram, ha chiuso le richieste per la nuova edizione all’inizio di questo mese. I caratteri tipografici selezionati si possono vedere su Instagram.

Ben Huynh, da parte sua, non era alla prima esperienza con questa maratona, e già aveva trasformato il risultato in video d’animazione. Per vedere i corti che aveva elaborato ai tempi o le lettere in versione statica basta dare uno sguardo ai suoi account Vimeo ed Instagram. (via Colossal)

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Gâteau Gato: il nuovo mini-film d’animazione di Alexandre Dubosc che fa venir voglia di leccarsi i baffi

Sembra una torta glassata a forma di micio. In realtà il dolce al centro del corto ‘Gâteau Gato’ dell’animatore francese Alexandre Dubosc (di cui ho già parlato qui) non si può mangiare e neppure coccolare, perché è fatto interamente di plastilina. Anche se fa venir l’acquolina in bocca. Come tutte le creazioni di Dubosc del resto.

Alexandre Dubosc ha un passato nel mondo della pubblicità. Ma dei software d’animazione e grafica non ne vuole più sapere da tempo. E crea i suoi stupefacenti cortometraggi  in modo del tutto artigianale: con plastilina, forbici, colla e una macchina fotografica. In stop motion, insomma costruendo e scattando, fotogramma dopo fotogramma. Di effetti speciali non se ne parla neppure: basta mettere le sue torte su un giradischi. 

"Non ci sono effetti speciali- ha detto Dubosc in un’intervista al magazine Weekend- è un fenomeno puramente ottico che risale al prassinoscopio, uno degli antenati del cinematografo".

Per finanziare per le sue golose e ironiche produzioni si affida ai suoi fan e al crowdfunding ma dice di non aver tanto bisogno di soldi quanto di tempo per portare a termine dei dolci animati che sono vere e proprie sculture.

Gâteau Gato’, miagola, si lecca i baffi di fronte ai biscotti con le lische di pesce e ai topolini. Ovviamente fa le fusa, ma non si dimentica di citare i cartoni animati in bianco e nero. In tutto dura solo un minuto e 28.

Per vedere altri deliziosi corti di Alexandre Dubosc si può dare un’occhiata al suo sito, seguirlo sul suo canale Youtube o su quello Vimeo (anche in hd ma ‘Gâteau Gato’ mentre scrivo non è ancora stato caricato).

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One minute art history: il corto dipinto a mano che condensa secoli di stili artistici in un solo minuto

‘One minute art history’ (o ‘oneminutearthistory) è un sorprendente cortometraggio sperimentale del giovane filmaker ed insegnate cinese Cao Shu
Interamente fatto a mano, fotogramma per fotogramma, è composto in varie tecniche (pittura, disegno, elaborazione software ecc.) ed in innumerevoli stili. Come dice il nome, infatti, l’obbiettivo del mini-film è accennare a tutta la storia dell’arte in un solo minuto di visione.

Cao Shu ha scelto di centrare la veloce narrazione su un unico personaggio che fa cose di tutti i giorni: cammina, guarda l’ora, si siede, fuma una sigaretta, beve, si rialza. Ma in ogni frame cambia lo stile usato per rappresentarlo. Si comincia con i graffiti degli antichi egizi per procedere con le opere a inchiostro cinesi, le stampe cinesi e poi l’Impressionismo, il Cubismo e tanti, tantissimi altri stili pittorici che sfilano velocemente di fronte agli occhi dello spettatore, modificando ritmicamente il personaggio. La narrazione è veloce sciolta.

‘One minute art history’  ricorda vagamente ‘Loving Vincent’ ma si basa su un’idea più ardita e un progetto più semplice in cui il regista riveste praticamente tutti i ruoli (non sono suoi solo produzione e musica).
Cao Shu è giovane, vive e lavora a Hangzhou, dove insegna alla China Academy of Art.

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Lo strano mondo dell’E\V Nautilus che filma meduse fuoco d’artificio, calamari con occhi da giocattolo e polipi vampiro

L’equipe di ricercatori dell’E\V Nautilus ne vede delle belle. Sul fondo degli oceani ci sono creature che sembrano disegnate dalla Pixar se non da Walt Disney in persona. E gli scienziati americani le filmano tutte con le più moderne tecnologie. 

E‘ il caso della bellissima medusa Halitrephes Maasi che quando si muove sembra un’esplosione di fuochi d’artificio (a suggerire quest’idea sono ad un tempo la forma e i colori vibranti). I ricercatori dell’ E\V Nautilus hanno avvistato questo invertebrato poco conosciuto a più di mille duecento metri sotto il livello del mare nell'Arcipelago di Revillagigedo al largo della Baia California, in Messico.

"I canali radiali che portano i nutrienti nella campana della medusa formano un motivo a stella che riflette le luci del ROV Hercules (veicolo a comando remoto utilizzato per le riprese ndr) con chiari spruzzi di giallo e rosa", spiega il team del Nautilus. "Ma senza le nostre luci questa gelatinosa bellezza scivolerebbe invisibile nell'oscurità."

Il breve video in cui compare la medusa Halitrephes Maasi pubblicato sul canale YouTube del Nautilus ha raccolto migliaia di visualizzazioni. Tanto più che è stato postato per capodanno.
Ma non sono stati da meno quello in cui compare la Rossia Pacifica o Calamaro Tozzo (ovvero un buffo polipo viola con gli occhi che sembrano quelli di un giocattolo, che potete vedere nel secondo video qui sotto). Per non parlare del raro Vampyroteuthis Infermalis o Calamaro Vampiro (terzo video a seguire), che a dispetto del nome inquietante e dell‘immagine minacciosa, non va a caccia e si nutre di spazzatura. (via Core77)

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Fino a domani al cinema c'è Loving Vincent, il primo film dipinto interamente ad olio su tela

Da ieri fino a domani soltanto, nelle sale cinematografiche italiane verrà proiettato l’atteso film d’animazione britannico-polacco ‘Loving Vincent’. Il lungometraggio, dedicato a Vincent Van Gogh edipinto interamente ad olio su tela.

I numeri di ‘Loving Vincent’ sono impressionanti: 6 anni di sviluppo creativo, oltre mille quadri, 62mila e 450 fotogrammi, ognuno dei quali dipinto a mano da 115 pittori professionisti provenienti da tutto il mondo. 

“Quando cominci a fare sul serio- ha detto a BBC il regista Hugh Welcham- per un progetto così e’ solo questione di quanti pittori puoi trovare; e se puoi trovare abbastanza pittori che raggiungano il livello qualitativo richiesto”.

Scritto e diretto da Dorota Kobiela e Hugh Welchman, ‘Loving Vincent’ è stato realizzato in gran parte in rotoscope. Ovvero, prima di tutto il film è stato girato in modo tradizionale (mixando però fotografia e animazione per un miglior risultato come viene spiegato nel video in fondo) e poi i fotogrammi sono stati copiati e interpretati dai pittori.

"Era stato pensato per essere un cortometraggio di sette minuti e si è trasformato in un film"- ha spiegato, sempre a BBC, Dorota Kobiela -"Non potevo più dipingere da sola perché questo mi avrebbe portato via 80 anni”.

‘Loving Vincent’ è stato prodotto dalla polacca BreakThru Films e dall’inglese Trademark Films. Per renderlo più coinvolgente si è scelto di giocarlo sul filo del mistero (la morte di Van Gogh non ha mai convinto il narratore ). In Italia sarà nei cinema appunto dal 16 al 18 ottobre. Per altre informazioni su questo lungometraggio animato fuori dall’ordinario oltre al sito ufficiale ci sono gli account Twitter e Facebook. Sopra trovate il trailer ufficiale.

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