Le opere di Antonio Santin che sembrano tappeti persiani decorati con centinaia di fiori e invece sono inquietanti dipinti iperrealisti

 “dystopian blues” (2014), olio su tela, tutte le immagini via  Antonio Santin

“dystopian blues” (2014), olio su tela, tutte le immagini via Antonio Santin

Le opere di Antonio Santin sembrano installazioni. Nient’altro che tappeti persiani drappeggiati ed appesi ad una parete. Arazzi dai complessi motivi decorativi. E invece sono dipinti iperrealisti.

Enormi testimonianze di pazienza e metodo che riproducono esattamente, punto a punto, la tessitura di un tappeto.

Antonio Santin usa la storica tecnica dell’olio su tela e un numero imprecisato di ferme e minuscole pennellate, per raggiungere il risultato desiderato: l’iperrealismo. Cioè un completo mimetismo, una completa indistinguibilità del soggetto dalla rappresentazione.

E se già di per se l’impresa non è semplice, Antonio Santin, ha voluto renderla ancora più complessa stropicciando un po’ i suoi tappeti. In questo modo, infatti, le opere assumono movimento e una sorta di tridimensionalità ma le sfumature cangianti aumentano esponenzialmente la difficoltà di ogni quadro. E la dose si pazienza che l’artista è costretto a profondere in ogni dipinto.

Antonio Santin, classe 1978 è madrileno, ha studiato alla Universidad Complutense de Madrid e con la capitale spagnola continua a lavorare ma si è trasferito a New York. Da bravo sud-europeo ha fatto fatica a disfarsi del fastoso passato artistico della sua nazione e, oltre a non abbandonare la pittura, dipingeva figure. Immagini di still life che non lo soddisfacevano. Alla fine ha deciso di seppellire i suoi ex-soggetti sotto i tappeti (facendo così, a mio modo di vedere, contemporaneamente un omaggio alla nota creepy che attraversa la Storia dell’Arte spagnola e alla tradizione della letteratura gialla inglese).  Ha spiegato all’edizione statunitense di The Creators Project che è stato per lui un modo di sbarazzarsi delle figure, mentre ancora le loro forme si aggrappavano alle sue rappresentazioni. Tanto che chiama le sue opere “dipinti figurativi senza figura.”

Per vedere altre sue opere di Santin si può andare il suo sito internet o seguirlo su Instagram. (via The Creator project, Colossal)

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 “incest coin” (2015), olio su tela

“incest coin” (2015), olio su tela

 “flushing meats” (2014), olio su tela

“flushing meats” (2014), olio su tela

 “Claire” (2014), olio su tela

“Claire” (2014), olio su tela

 “festland” (2014), olio su tela

“festland” (2014), olio su tela

 “alicia” (2014), olio su tela

“alicia” (2014), olio su tela

 “corona” (2015), olio su tela

“corona” (2015), olio su tela

 “Claire” (dettaglio) (2014), olio su tela

“Claire” (dettaglio) (2014), olio su tela